Bcc Civitanova, si riunisce il cda:
2,3 milioni di utile nella semestrale

CREDITO - Il presidente Palombini: "Abbiamo sempre messo in primo piano la valutazione dei bisogni primari della collettività". Sull'acquisto di Carilo: "Solleciteremo una risposta alla nostra manifestazione d'interesse". Riforma delle Bcc, l'ad Bindelli: "L’Organo di Vigilanza si faccia garante della corretta attuazione della legge di riforma"
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Presidente Sandro Palombini, il Direttore Generale Giampiero Colacito e l’Amministratore Delegato per i rapporti con il Credito Cooperativo Marco Bindelli

Da sinistra l’amministratore delegato per i rapporti con il Credito Cooperativo Marco Bindelli, il direttore generale Giampiero Colacito e il presidente Sandro Palombini

 

La platea del Cda

La platea dell’assemblea dei soci

La semestrale chiusa con 2,3 milioni di utile, la proposta di acquisto di Carilo Spa e la riforma del Credito Cooperativo sono stati i temi centrali del CdA della Bcc di Civitanova e Montecosaro che si è svolto questa mattina.

SEMESTRALE – “La semestrale al 30 giugno 2016 – dice il presidente Sandro Palombini – si è chiusa molto bene. Il 2016 sarà un anno molto importante, non tanto perché registrerà un altro risultato positivo della nostra Bcc, quanto perché dovrà consentire alla nostra Banca di strutturarsi e riorganizzarsi adeguatamente per affrontare correttamente le sfide del difficile nuovo contesto di mercato e, quindi, assicurare risultati positivi anche negli anni a venire”.
“Abbiamo chiuso il semestre – dice il direttore generale Giampiero Colacito – con un utile netto di euro 2,3 milioni che ci consente di superare quota 76 milioni di euro di patrimonio netto e di registrare indicatori patrimoniali fra i più alti del sistema bancario nazionale: Cet1 e Tcr pari al 21,7%.
I crediti verso la clientela della banca si sono attestati a circa euro 285 milioni, con una crescita dello 0,7% rispetto al 31 dicembre 2015. Nel semestre in osservazione le esposizioni deteriorate, nonostante il perdurare della congiuntura negativa e l’elevata incertezza sulle prospettive di ripresa, sono risultate in calo dell’1,3%; esse rappresentano il 16,5% dell’ammontare complessivo dei crediti con la clientela e presentano un grado di copertura di oltre il 46%, perfettamente in linea col dato nazionale pubblicato da Banca d’Italia. L’operatività della Banca ha comunque sempre posto una particolare attenzione al territorio non solo sotto il profilo economico, ma anche sotto quello sociale, attraverso la valutazione dei bisogni primari della collettività, nello spirito tipico di una banca di credito cooperativo.

La sede della BccPROPOSTA DI ACQUISTO CARILO SPA – A fine luglio la Bcc di Civitanova e Montecosaro ha inviato una manifestazione di interesse per l’acquisto delle partecipazioni Carilo SpA.
“Certamente a causa del periodo feriale appena concluso – dice Palombini – non abbiamo ancora ricevuto alcun riscontro dai due soci di Carilo SpA, Nuova Banca delle Marche e Fondazione Carilo. Tuttavia, vista l’importanza che riveste tale operazione per la nostra banca e per il nostro territorio, sarà premura della banca stessa sollecitare una risposta agli organi competenti qualora non vi fossero riscontri nel breve termine”.
“L’eventuale operazione di acquisizione – dice Colacito – oltre ad avere risvolti positivi per i nostri territori, renderebbe più celere il processo di ristrutturazione che la banca sta portando avanti per adeguarsi ai mutati scenari economici e bancari, coerentemente alle esigenze dell’intero sistema bancario ed indipendentemente da quello che sarà il processo di attuazione della nuova legge di riforma”.

RIFORMA DEL CREDITO COOPERATIVO – Federcasse fa pressing su Cassa Centrale Banca (Ccb) per evitare due gruppi; Bcc Civitanova auspica invece la costituzione del secondo gruppo guidato proprio da Ccb.

“Il processo di riforma del credito cooperativo – dice l’Ad ai rapporti con il credito cooperativo Marco Bindelli – sta vivendo una fase molto importante e delicata. Il 13 settembre scorso è scaduto il termine per inviare osservazioni e proposte di modifica alla normativa secondaria posta in consultazione dalla banca d’Italia ed entro fine mese l’Organo di vigilanza dovrebbe pubblicare la versione definitiva delle disposizioni attuative: dal quel momento decorreranno i 18 mesi di tempo per la costituzione del gruppo o dei gruppi bancari cooperativi.
Nel frattempo, circa 80 Bcc, tra le quali anche quella di Civitanova, dopo vari incontri con Cassa Centrale Banca, hanno ricevuto la bozza del progetto di costituzione del gruppo alternativo ad Iccrea.
Dopo aver esaminato e particolarmente apprezzato il progetto di Ccb, proprio mentre le 80 Bcc stavano per inviare la pre-adesione al costituendo gruppo Ccb, è intervenuta Federcasse, l’associazione nazionale delle BCC, con una proposta di lettera di intenti inviata alle due banche di secondo livello (Iccrea e Ccb). La lettera, senza contenere alcun concreto progetto industriale e bancario di gruppo unico, in un’ottica meramente politica, mira a scoraggiare la costituzione del gruppo alternativo, offrendo a Ccb maggiore spazio (poltrone) nella governance dell’eventuale gruppo unico che farebbe capo ad Iccrea e la concessione a Ccb di fornire alcuni servizi per l’intero gruppo.
Conseguentemente, non poteva mancare l’intervento di via Nazionale che, difatti, ha chiesto un incontro per mercoledì 21 settembre proprio in Banca d’Italia, con gli esponenti di Ccb, di Iccrea e Federcasse.
A questo punto, nonostante Ccb stia proseguendo speditamente con il proprio progetto di costituzione del gruppo nazionale, la Bcc di Civitanova e Montecosaro auspica che l’Organo di Vigilanza si faccia garante della corretta attuazione della legge di riforma che prevede la costituzione di più gruppi con un patrimonio minimo di un miliardo, impedendo il tentativo del versante associativo di trasferire il “potere” delle federazioni all’interno del gruppo unico che vorrebbero costituire e dando seguito al monito fornito dal governatore Ignazio Visco nelle Considerazioni finali della relazione annuale in cui affermò chiaramente che occorre seguire logiche strettamente industriali e che “La componente associativa può mantenere un ruolo di rappresentanza a livello nazionale e territoriale, senza indebite interferenze sulla pianificazione strategica, sulla gestione operativa e sulle funzioni di controllo del gruppo”.
Se dall’incontro di mercoledì in via Nazionale dovesse emergere una non corretta applicazione del processo di riforma in atto, credo che sarebbero in tante le BCC che potrebbero fare appello all’Organo di Vigilanza.
Il quadro normativo è oramai chiaro e il sistema bancario italiano, e quello cooperativo in particolare, non può più permettersi logiche diverse da quelle industriali ed aziendali”.



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