Pd, da Roma dubbi su Comi
Carrescia: “Riorganizzazione necessaria”

POLITICA - Spira dal Parlamento un vento di cambiamento che chiede la verifica degli organi regionali. La riflessione del deputato: "Necessario un direttivo il prima possibile. E' il momento di una verifica in vista del referendum"
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Il deputato Pd Piergiorgio Carrescia

di Claudio Ricci

Pesa la spada di Damocle del commissariamento sulla testa del segretario regionale del Pd Francesco Comi dopo la mattanza elettorale delle comunali. Si fanno sempre più insistenti nel partito, anche in ambienti romani, le voci che chiederebbero la destituzione dell’ex consigliere regionale eletto alla guida dei democratici marchigiani a febbraio 2014. Una direzione, la sua che già aveva lasciato malumori nella gestione delle regionali nel 2015 e che oggi è messa al banco degli imputati dopo la disfatta nelle amministrative. Prima sono arrivate le critiche dai maceratesi Teresa Lambertucci e Alessandro Biagiola (leggi l’articolo) e poi quelle del sindaco di Macerata Romano Carancini nella sua video intervista a Cm. Sulla bocciatura pesano i risultati di San Benedetto, dove il dato per vincente al primo turno Paolo Perazzoli è stato battuto al ballottaggio da Pasqualino Piunti, di Castelfidardo consegnata al M5S Roberto Ascani. Per non parlare della debacle maceraratese, dove a  San Severino il Pd passa da un sindaco a non avere neanche un consigliere comunale, Porto Recanati restituita al centrodestra dopo il “naufragio Montali” e Castelraimondo inossidabile seggio del riconfermato Renzo Marinelli. Nomi e numeri che si aggiungono al conto in rosso di Comi accusato dai veritici di partito di una gestione segnata da un tracollo dei tesseramenti e risultati pessimi soprattutto nel maceratese. «Otto mesi fa quando c’è stata la verifica in direzione io come altri avremmo preferito si andasse a congresso mentre la maggioranza ha optato per un’altra chance al segretario. Dissi verificheremo l’operato lasciandolo lavorare tranquillamente e contribuendo per quanto saremo stati coinvolti».

Francesco Comi

Il segretario regionale del Pd Francesco Comi

Una sorta di “tagliando”quello a cui la macchina del Pd è stata sottoposta lo scorso settembre. Ma i risultati di oggi per nulla rassicuranti richiederebbero, secondo Carrescia, un’ ulteriore verifica dell’organizzazione regionale del partito. A spingere in questa direzione non solo Carrescia, presidente del comitato adesso sì Marche ma anche una cordata di parlamentari marchigiani tra cui i renziani Alessia Morani, Emanuele Lodolini e Paolo Petrini e il dem Luciano Agostini punto di riferimento ascolano del partito. Intanto il premier ha convocato le segreterie regionali a cui parteciperà anche Comi. «Oggi è il momento di fare una valutazione del funzionamento del partito – scandisce Carrescia – Su questo Comi ha promesso una direzione che mi auguro venga fatta quanto prima negli organi competenti in direzione e in assemblea. Si tratta di fare un’analisi onesta e oggettiva poi traiamo le conseguenze. Abbiamo chiuso il tesseramento con una diminuzione degli iscritti. Nelle amministrative abbiamo perso comuni importanti. La riorganizzazione del partito è necessaria anche in vista dell’appuntamento del referendum».



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