Scuola alle Vergini,
il progettista Lanciani:
“Quartiere stravolto dalla variante”

MACERATA - L'architetto, autore con altri del piano urbanistico dell'area critica la scelta, approvata in Commissione ambiente di gravare la zona con una nuova struttura: "Gli effetti incideranno in modo determinante sulla previsione della lottizzazione e sul suo equilibrio"
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vittorio lanciani

Vittorio Lanciani

Il suono della campanella è ancora lontano ma la nuova scuola del quartiere Vergini a Macerata sta facendo già discutere molto. A partire dalla tortuosa seduta in Commissione ambiente che ha dato il via libera alla variante sul ridimensionamento del crinale dove sorgerà il nuovo plesso (leggi l’articolo). Le perplessità espresse dall’opposizione durante la discussione riguardano soprattutto l’assetto viario che potrebbe essere gravato dalla struttura che ospiterà circa 350 alunni. Sulla questione interviene anche l’architetto Vittorio Lanciani progettista insieme ad altri dell’area.

«In una città cresciuta senza un disegno organico ma come sommatoria di step continui – argomenta Lanciani – fu quello un tentativo di pensare, nei limiti della normativa vigente, una zona della città con progettazione chiusa, con una viabilità esclusiva al solo uso di quartiere, senza alcuna previsione di  futuri ampliamenti. La viabilità principale era tortuosa per escludere che potesse essere presa in considerazione come variante di via Bramante, evitando a priori la scelta del senso unico a salire verso la città come possibile sviluppo. Viabilità quindi non adatta al transito del traffico pesante e pertanto nemmeno degli autobus, sia urbani che in ingresso alla città, che potevano essere raggiunti attraverso collegamenti con percorsi pedonali più brevi possibili in Via Bramante ed in Via Lattanzio Ventura.

quartiere vergini

La zona Vergini a Macerata (foto Google)

Lanciani spiega le caratteristiche viarie del progetto iniziale: «Era prevista una divisione netta tra percorsi pedonali e ciclabili e viabilità carrabile, con doppio disimpegno pedonale e carrabile separato per alcuni lotti edificabili. Quindi un divieto di sosta dei veicoli dei residenti lungo la viabilità principale e previsione di aree di sosta vicino al parco per il doppio uso residenziale e ludico con dimensionamento nello standard previsto. Le tanto vituperate “strade strette”, da inibire al traffico pesante e destinate a disimpegnare al massimo 5 lotti che significano dalle 10 alle 15 auto al massimo. Pieno rispetto della fascia di crinale e del vincolo dei 150 metri dalla chiesa delle Vergini da destinare a parco, area archeologica e urbanizzazione secondaria compatibile con il vincolo.  Mantenimento del carattere rurale della strada di crinale, da non interessare ad ampliamenti e gravami  funzionali con il resto della viabilità, norme tecniche di attuazione che prevedevano vincoli di forme e materiali per gli edifici molto stringenti».

vergini

(Foto Google)

Nel tempo accordi di programma o semplici delibere di giunta hanno mostrato tutta l’insofferenza della politica alle regole stringenti – continua Lanciani – Ecco quindi che il piano casa amplia verso valle la lottizzazione con due interventi separati, non congiunti tra di loro con una viabilità organica ma intesi “solo come protesi urbanistiche” andando a gravare sulla viabilità esistente. Oggi si vuole realizzare una scuola all’interno del vincolo di crinale eliminandolo, appoggiandosi al parere della Provincia, ente utilizzato per tutte le varianti di piano senza passare dal vaglio delle osservazioni dei cittadini. Per non parlare delle modifiche alle norme tecniche di attuazione o alla loro interpretazione elastica e permissiva. Non voglio dubitare del contrario, quindi tutto lecito e regolare, ma l’impianto originale dell’unico tentativo fatto a Macerata di creare una zona progettata chiusa ad ampliamenti, viene così stravolto con effetti che incidono in modo determinante sulla previsione del piano di lottizzazione ed il suo equilibrio. Quando i cittadini potranno di nuovo esprimersi con osservazioni ad uno strumento urbanistico, qualunque esso sia,  sulle scelte urbanistiche della città?»



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