Serata amarcord per la Maceratese

IN PUNTA DI SPILLO - Un gruppo di ex biancorossi, capitanati da Ciappelloni e Sentimenti, si è ritrovato per ripercorrere le gesta degli anni settanta. Tante le differenze con il calcio di oggi dove spesso emerge meno attaccamento alla maglia
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Enrico Maria Scattolini

Enrico Maria Scattolini

 

di Enrico Maria Scattolini

CONFRONTO (IMPIETOSO) fra il calcio d’un tempo e quello attuale.

M’E’ SORTO SPONTANEO venerdì scorso, quando mi sono trovato in mezzo al gruppo di una quarantina di giocatori della Maceratese degli anni settanta. Protagonisti di campionati indimenticabili (quelli di Tony Giammarinaro e di Pino Brizi, Giovannino Pagliari – come giocatore prima ed allenatore poi – e Moreno Morbiducci), ma anche modesti, come fu il triennio 1973/76 incardinato sulla “ricostruzione” realizzata dal senatore Tambroni e dall’avvocato Giancarlo Nascimbeni.

SI SONO RIUNITI IN PIAZZA CESARE BATTISTI davanti al mitico Palazzo De Vico, che fu storica sede della società biancorossa, per un aperitivo e poi in un noto ristorante cittadino per concludere con una cena. Pantagruelica perché non più condizionata da problemi di sofferte diete e faticosi allenamenti.

Foto di gruppo per le vecchie glorie biancorosse

Foto di gruppo per le vecchie glorie biancorosse

 

Pino Ciappelloni intervistato da Enrico Scattolini

Pino Ciappelloni intervistato da Enrico Scattolini

NON CERTO PER CASO; piuttosto nel segno di antichi ricordi che continuano incredibilmente a ricollegarli alla memoria della comune militanza biancorossa e dell’inossidabile amicizia.

SOLLECITATI dalla lodevole attività di collegamento gestita da Ciappelloni e Sentimenti.

SCONFORTANTE IL RAFFRONTO con quanto accade oggidì.

SQUADRE CHE SI SMEMBRANO al levar del sole; giocatori che mutano da compagni in avversari nel durante del campionato; indifferenza per la bandiera; interesse soltanto per il Dio denaro.

FRA I BIANCOROSSI D’UNA VOLTA, è stato dunque inevitabile il paragone con la Maceratese d’adesso…

PROTAGONISTA D’UNA STAGIONE STREPITOSA che eppure si è conclusa senza adeguati commiati, se non occasionalmente…pubblicitari.

UN ALLENATORE che ha deciso l’addio nel momento cruciale della stagione, a dispetto della massima concentrazione invece nel frangente richiesta e pretesa dalla dirigenza e dalla tifoseria. Probabilmente pensando ad una serie B da formalizzare al più presto con il Perugia più che da tentare di raggiungere con la sua squadra…

L'allenatore della Maceratese Cristian Bucchi, prossimo a diventare tecnico del Perugia

L’allenatore della Maceratese Cristian Bucchi, prossimo a diventare tecnico del Perugia

E CHE ORA PRETENDE la risoluzione non onerosa di un “biennale” il cui rispetto avrebbe invece sicuramente preteso nel caso di carenza di richieste interessanti…

RIFACENDOSI ad una scrittura privata sottotraccia, infatti trascurata all’atto dell’ufficializzazione del contratto.

UN DOPPIO BINARIO troppo comodo. Bloccato dalla dottoressa Tardella, la quale giustamente pretende concreta contropartita.

IL CONTRALTARE DI UN BUCCHI SIFFATTO, l’ho trovato nel week end della scorsa settimana in Sergio Carpanesi.

UN GIOVANE OTTANTENNE ritornato fra alcuni dei suoi ragazzi dopo quarant’anni. In parte proficuamente impiegati come tecnico di squadre professionistiche di livello, sino all’attuale pensionamento. Ma sempre con l’amore per i colori biancorossi nel cuore.

ANCORA RICORDATO PER I SUOI GIUDIZI TRANCHANT, mi sono permesso di riproporgliene uno che fu rivolto alla mia persona.

L'avvocato Giancarlo Nascimbeni

L’avvocato Giancarlo Nascimbeni

TENTO’ DI METTERMI ALL’ANGOLO, io giovane cronista già allora polemico (vizio mai perduto) e lui fresco ed importante ex calciatore di serie A, con questa frase: “Chi non ha giocato a calcio non può scrivere di calcio”. La mia immediata risposta fu: “Allora per fare il critico teatrale bisogna essere stato attore?”

L’INTERROGATIVO E’ RIMASTO SOSPESO sino all’altro ieri, quando Carpanesi si è finalmente deciso a darmi ragione. Ma forse solo perché intenerito dalla mia età non molto lontana dalla sua.

MI HA RACCONTATO GIANCARLO NASCIMBENI, amico da sempre di Carpanesi: ”Quando gli incontri finivano male, lui abitualmente consolava i suoi giocatori invitandoli a non prendersela più di tanto, ma stimolandoli a continuare le proprie attività extra calcistiche .Concludendo inevitabilmente: ”chi studia e chi lavora continui a farlo.” A significare che la carriera della pelota non è pane per tutti i denti.

I SUOI INSEGNAMENTI non si sono persi nel vuoto dal momento che, per fare un paio di esempi, Bertola e Principi, suoi allievi d’allora, si sono laureati, specializzati e sono attualmente due importanti professionisti.

ADDIRITTURA DUE LAUREE ha conseguito Ciappelloni. “Io da giovane volevo diventare giocatore di serie A. Quando mi sono accorto che questo traguardo non era per me, pur continuando ad indossare la maglia biancorossa, ho raddoppiato il mio impegno sui libri.”

Giovanni Pagliari

Giovanni Pagliari risponde alle domande di Enrico Scattolini

OLTRE A CARPANESI, altri mister sono rimasti legati alla Maceratese. L’icona per eccellenza Pino Brizi e poi Giovanni Pagliari, puntuali come sempre all’appuntamento di Piazza Cesare Battisti.

AMBEDUE HANNO VINTO CAMPIONATI IMPORTANTI. Addirittura bissati da Pagliari come calciatore e poi condottiero..

DALLE CONFIDENZE DI GIOVANNINO ho tentato di carpire la realtà vera del suo improvviso divorzio dalla Maceratese, del munifico presidente Monachesi, nell’immediatezza della vigilia dei play off di C2 di Reggio Emilia contro il Livorno. Sostituito da Nobili. In mezzo il breve interregno di Prenna.

HO INSISTITO DI FRONTE AL SUO DIPLOMATICO RIFIUTO, offrendogli un bicchiere di spumante.

MA NON C’E’ STATO NULLA DA FARE, anche perché ho scoperto che lui è astemio.

ERA ATTESO ANCHE GIAMMARINARO. Ha però dovuto rinunciare per motivi personali.

TONY IL PIU’ CELEBRE degli allenatori biancorossi nel dopoguerra. Bucchi ha sfiorato i suoi risultati. Però solo sul campo.

 



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