“Da villaggio di pescatori a città della carità”
Monsignor Conti saluta Civitanova
con un manifesto di solidarietà

LA NUOVA CARITAS - L'arcivescovo, a due giorni dal pensionamento, ha inaugurato questa mattina la struttura di via Parini alla memoria di don Lino Ramini. Presente anche il segretario nazionale della Cei monsignor Nunzio Galantino. Oltre un milione di euro l'investimento per la struttura che è un recupero architettonico dell'ex asilo fatto costruire da Adriano Cecchetti
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Monsignor Luigi Conti arcivescovo di Fermo insieme con Don Vinicio Albanesi

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di Laura Boccanera

(foto Federico De Marco)

«Questa inaugurazione rappresenta l’apertura di una porta santa, è una struttura per chi ha davvero bisogno e per questo territorio». L’arcivescovo di Fermo, Monsignor Luigi Conti chiude con un’opera che è un testamento il suo mandato e a due giorni dalla pensione consegna alla città di Civitanova un manifesto di solidarietà e una missione, quella della solidarietà verso il prossimo, nonostante gli ostacoli e le difficoltà. Commovente e partecipata questa mattina l’inaugurazione della nuova Caritas negli spazi rinnovati di via Parini. Un’opera costata moltissimo in termini economici (oltre un milione di euro e realizzata coi fondi della diocesi e la donazione cospicua di un imprenditore civitanovese) ma che restituisce alla città il luogo dell’accoglienza e che riapre i locali del vecchio asilo che l’imprenditore Adriano Cecchetti volle aprire 80 anni fa per i figli dei dipendenti della fabbrica. Ma oltre ad essere un luogo fisico la nuova “Casa di carità” è anche un monumento allo spirito di Don Lino Ramini a dieci anni dalla morte. Stamattina per l’occasione è arrivato anche Monsignor Nunzio Galantino, il segretario generale della Conferenza episcopale italiana.

Da sinistra Monsignor Conti, il segretario generale Cei Nunzio Galantino e Don Vinicio Albanesi

Da sinistra Monsignor Conti, il segretario generale Cei Nunzio Galantino e Don Vinicio Albanesi

Presenti anche tutti i sacerdoti della città, Don Vinicio Albanesi, Galliano Micucci e i membri della cooperativa 13 maggio nel 35esimo anno dalla fondazione. Ad aprire l’incontro Monsignor Luigi Conti che nel suo discorso ha condannato la violenza ed espresso parole di solidarietà per la diocesi colpita in questo periodo dai gesti intimidatori di alcuni ignoti che hanno piazzato bombe e inneschi in prossimità delle chiese del fermano. «Alla vigilia del Corpus domini il mio pensiero va ai parroci – ha detto Monsignor Conti – il significato profondo di questa nuova casa di carità è nel Vangelo. Quest’opera non è una delega da parte della società civile, badino i politici perchè la Caritas non è un surrogato dei servizi sociali, non si esaurisce nella filantropia. E’ dedicata a Don Lino, nel decimo anniversario della morte e a tutti quei preti che hanno preso un villaggio di pescatori e l’hanno fatta diventare una città. Ricordo Don Eliseo, Don Ginesio, Don Lauro e in particolare don Sebastiano del direttivo della Caritas che in questi anni ha tenuto la barra dritta e ha evitato che ci perdessimo».

inaugurazione caritas nuova sede - civitanova (8)Parole di condanna per i vili gesti contro le chiese sono state espresse anche da Monsignor Galantino: «Sono solo dei vigliacchi, ma è anche il segnale che si sta lavorando bene» – ha detto verso Don Vinicio. Poi la riflessione sull’esercizio della Misericordia che è però anche un monito sociale a non girarsi dall’altra parte rispetto alla povertà e alle miserie. «La misericordia è giustizia, è aprendo luoghi come questo che avanza la giustizia di Dio, non credete a chi dice che dove c’è troppa misericordia non c’è giustizia, o è un ignorante o è in malafede».

IL RICORDO DI DON LINO RAMINI – Commozione quando Galliano Micucci, amministratore della Cooperativa 13 maggio ricorda la figura di Don Lino e la sua opera. Come quando ormai 35 anni fa decise di aprire una cooperativa per far proseguire durante l’anno il cammino di preghiera e riflessione maturato nei campo scuola. Da quella formula che univa spiritualità ed economia è nato un modello di business sostenibile, un’impresa etica che ad oggi gestisce 18 alberghi e ha 280 dipendenti fra stagionali e fissi. «Una delle cose che mi ha insegnato è non avere paura – dice – perchè c’è sempre una speranza, era un uomo d’azione, ma anche di fede. Per questo nel solco del suo insegnamento abbiamo voluto organizzare all’interno della Caritas anche un ambulatorio medico per offrire a chi ha bisogno cure specialistiche. Abbiamo attivato una rete di volontari e ci è stato concesso dall’Asur la convenzione».

inaugurazione caritas civitanova (6)I NUMERI – La Caritas diocesana fornisce assistenza e accoglienza ad un numero di utenti importanti. Sono persone che arrivano dai 13 comuni della diocesi e dalle zone limitrofe. Nel 2015 oltre 12mila persone hanno usufruito della mensa e 3060 sono state ospiti dell’ostello per l’accoglienza notturna. Il 48% è di nazionalità italiana: sono uomini single sul lastrico dopo una separazione, famiglie i cui componenti hanno entrambi perso il lavoro, spesso anche famiglie.

LA STRUTTURA – Per un lungo periodo infatti la Caritas è stata smembrata in diversi spazi, dall’ex liceo, fino alla sistemazione attuale prima dell’inaugurazione con la mensa a Cristo Re e il servizio di accoglienza notturno a San Gabriele. Uno sforzo economico importante per la curia che ha dovuto fare i conti con una struttura vincolata dalla Sovrintendenza e di inizio 900 con problemi strutturali. La ristrutturazione completa dello stabile è stata realizzata in 3 anni, sotto la direzione dei lavori dell’architetto Barbara Moschettoni conservando esternamente la facciata nello stile voluto da Cecchetti, ma rivedendo gli interni che appaiono luminosi e spaziosi.

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