Ospedale, macchinari fermi
e sul web comunicazione
disordinata e arretrata

Il sito dell'Asur cita dirigenti di qualche anno fa, a Macerata apparecchiature moderne e giudicate utilissime non vengono sottoposte a revisione e restano inutilizzate
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ospedale macerata

L’ospedale di Macerata

di Donatella Donati

L’Italia è veramente un mosaico di servizi difformi soprattutto nel sistema sanità. Un cittadino di Brescia aprendo il computer e cliccando ‘ospedale di Brescia organigramma’ ha davanti a sé il quadro completo non solo della disposizione dei reparti, delle scale di accesso, non solo lo schema di tutti i dipartimenti con il nome dei responsabili e dei medici delle équipe ma anche i relativi indirizzi e-mail e i numeri telefonici. L’organigramma è continuamente aggiornato e l’ultimo aggiornamento risale al 18 febbraio 2016. Sa inoltre tutto degli amministratori e in particolare del direttore generale dei sui compiti e delle strategie che usa, nonché dei dipendenti amministrativi e della loro formazione.

Il sito dell'Asur

Il sito dell’Asur

Cliccando su ospedale di Macerata fa male constatare che la comunicazione attraverso internet, oggi base generale di qualunque erogazione di servizi, è disordinata e arretrata e trascura tutta quella parte dell’attività sanitaria che è la più importante, quella della cura, degli interventi, delle persone che se ne occupano. Compare un organigramma dell’amministrazione con minuziosi riferimenti a una gran varietà di dipendenti dal falegname alla cuoca, ma si scopre subito che è un organigramma anteriore a quello che dovrebbe essere l’attuale perché l’Area vasta è ancora Asur n. 9 e gli amministratori sono in parte della vecchia guardia, i medici non sono neanche nominati tranne i responsabili dei dipartimenti ma sono quelli di molti anni fa se ancora per oculistica c’è il nome di Di Chiara.

Mammotone (foto di repertorio)

Mammotone (foto di repertorio)

L’indifferenza per l’informazione al pubblico va di pari passo con l’abbandono dell’uso di apparecchiature moderne e giudicate utilissime che non vengono sottoposte a revisione e restano inutilizzate. Per quanto riguarda il tumore al seno, dodici anni fa fu acquistata una apparecchiatura di grande interesse diagnostico la mammotome che consente la diagnosi immediata della qualità della malattia attraverso un sistema di rilevazione che giunge in tempo reale al computer collegato e sostituisce altre indagine più lunghe e costose. Cito anche lo Iort (intra-operative radio therapy), una apparecchiatura anch’essa di diagnostica da usare in concomitanza con l’intervento operatorio che non si sa per quale ragione non è stata più revisionata e viene perciò lasciata da parte, un dono avuto da una banca, penalizzato dall’incuria.

Faranno la stessa fine le sale operatorie del sesto piano moderne e di recente installazione chiuse a chiave? Si predispone forse un set cinematografico per un eventuale ritorno di George Clooney nel ruolo famoso di medico? Lo scherzo è amaro perché tutti i segnali rilevati a cui altri se ne potrebbero aggiungere indicano una volontà di abbandono dell’ospedale di Macerata al suo destino, quello di cedere ad altri progetti, non tutti nobili, che sono la linea di condotta di molti amministratori.



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