L’associazione dei diabetici diffida l’Asur:
“No al trasferimento del reparto”

MACERATA - Il presidente Fabrizio Manconi lamenta la mancata nomina di un primario, la disponibilità di un unico medico per migliaia di pazienti
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L'ospedale di Macerata

L’ospedale di Macerata

No al trasferimento di diabetologia al di fuori dell’ospedale di Macerata. L’Atd (Associazione tutela diabetici) di Macerata e Tolentino torna alla carica e invia tramite il proprio legale, una diffida all’Asur Marche “invitando i responsabili a soprassedere da ogni paventato trasferimento (anche parziale) del predetto servizio al di fuori della sede ospedaliera”, secondo quanto afferma in una nota il presidente Fabrizio Manconi. “Di recente, i dirigenti ospedalieri avrebbero deciso di trasferire il reparto di diabetologia fuori della sede dell’ospedale (leggi l’articolo), nei pressi di via Gigli (ex sede Inail) – afferma il presidente – scelta non è sorretta da alcuna plausibile ragione. In primo luogo, le migliaia di pazienti maceratesi sono già rimasti disorientati dall’avvenuto pensionamento del responsabile del servizio di diabetologia dell’ospedale di Macerata, il dottor Maulo, una colonna portante, che ha reso il servizio un fiore all’occhiello e che, a tutt’oggi, non è stato rimpiazzato. Perché l’Area vasta 3 di Macerata – che conosceva da tempo l’epoca del pensionamento di Maulo – non ha prontamente nominato un sostituto che lo affiancasse e desse continuità al suo operato?”.
Manconi denuncia la carenza di personale: “Una moltitudine di pazienti è seguita da un volenteroso e bravo sanitario, la dottoressa Giovagnetti, e dalla sua equipe assegnata all’ambulatorio diabetologico. La dottoressa presta la propria opera sia nel reparto di medicina sia nell’ambulatorio diabetologico del nosocomio maceratese: i malati si chiedono stupiti, come può un solo medico (a mezzo servizio) seguire migliaia di pazienti”. Si è tenuto un primo incontro una settimana fa tra l’Atd di Macerata e Tolentino ed i vertici Asur. “Con la cronica carenza di personale che vi è nell’ambito ospedaliero, come sarà possibile tenere aperte due sedi destinate al servizio di diabetologia ? Riusciranno i nostri “eroi” a fornire il personale adeguato, medici, infermieri, per far funzionare due sedi, oltre quella di Tolentino che hanno garantito rimarrà aperta dopo il prossimo pensionamento della dottoressa Piccinini? Speriamo caldamente di sì poiché, in caso contrario, l’associazione si mobiliterà con tutti i suoi rappresentanti per riaffermare il sacrosanto diritto alla salute e all’effettività delle cure”, conclude Manconi. “Vigileremo per fare in modo che, quanto promesso, sia mantenuto (si è parlato di un mese circa), senza abbassare la guardia di fronte ad ogni eventuale tentativo di riduzione dei diritti dei pazienti diabetici”, le ultime parole con cui Manconi incalza i vertici Asur, in rappresentanza degli oltre diecimila iscritti all’associazione.



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