Demolizione per l’ex fiera,
la città sceglierà se tenere l’arco

CIVITANOVA - Dopo la notizia dell'acquisto della parte di immobile di proprietà della Regione, da parte del Comune, si studia cosa fare dell'area. L'assessore Cecchetti ipotizza l'uso di consultazioni popolari per decidere se preservare la struttura in cemento della scuola Nervi progettata da Peruzzi
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L'ex Fiera di largo Caradonna

L’ex Fiera di largo Caradonna

di Laura Boccanera

Ex fiera, dopo l’annuncio dell’acquisto ora tocca alla decisione del destino dell’area. Non è ancora chiaro cosa sorgerà sui resti del vecchio spazio fieristico in pieno centro, oggi dimora di sbandati e senza tetto. Il sindaco ha chiuso la trattativa con la Regione per l’acquisto della parte di proprietà regionale per 240mila euro. In questo modo, una volta acquisito il 100% della proprietà, l’amministrazione passerà all’abbattimento dello stabile. Non si sa ancora se a venire giù sarà anche l’arco in cemento della scuola Nervi progettato da Giorgio Peruzzi. La città è affezionata a quella struttura e vorrebbe preservarla. Un appello giunto da più parti, oltre che dall’ingegnere Giorgio Medori e la questione sarà al centro di una consultazione popolare. L’ipotesi è quella di far scegliere ai cittadini se lasciare o no l’arco. Questo almeno quanto afferma l’assessore al patrimonio Cristiana Cecchetti: «Non abbiamo ancora deciso le forme per la consultazione popolare, se tramite assemblee pubbliche o se tramite il web. Interpelleremo i cittadini per sapere se vogliono lasciare l’arco o no. Sulla struttura non c’è alcun vincolo di carattere storico o architettonico, lasceremo scegliere alla consultazione popolare. Sulla destinazione dell’area ancora non c’è un’idea definita, sicuramente ci sarà uno spazio pubblico di incontro e verde.  Personalmente mi piacerebbe creare una piccola arena tipo anfiteatro all’aperto per piccoli spettacoli». La fiera di Civitanova nasce sull’impulso del settore calzaturiero nel 1951 in pieno dopoguerra. Le prime manifestazioni si tennero nella casa del balilla e poi in seguito, nel 1956 venne creato lo spazio di largo Caradonna proprio per ospitare le esposizioni delle ultime tecnologie per il settore. Tra le fiere più note c’era lo Smac, il salone delle macchine per calzaturifici.



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