La cannabis in giacca e cravatta:
legale, controllata, limitata

MACERATA - Convegno all'università di Macerata, l'avvocato Giuseppe Bommarito analizza la nuova proposta giunta in Parlamento: "Servirebbe a ridurre la criminalità, ma attenzione alla ricerca di nuove sostanze per trasgredire". Il costo della droga si è sempre più abbassato, la consumano anche 12enni. Provocato problemi alla memoria a breve termine
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L'avvocato Giuseppe Bommarito

L’avvocato Giuseppe Bommarito

 

di Sara Santacchi

Liberalizzazione o legalizzazione della cannabis analizzando gli aspetti medici dell’uso della stessa, ma anche giuridici e sociali. Sono stati solo alcuni dei temi toccati nel dibattito all’aula magna dell’Università di Macerata oggi pomeriggio. Ad aprire l’incontro sono stati il tossicologo Rino Froldi e il medico legale Mariano Cingolani che hanno introdotto l’argomento analizzando l’origine della parola cannabis e in che modo si è diffuso l’uso della stessa anche nel mondo ospedaliero. Ad oggi infatti “i medici possono prescrivere la cannabis a scopi terapeutici – ha detto Cingolani – ovviamente rifacendosi a una regolamentazione imposta dalla legge”. A parlare di un tema quanto mai attuale e caldo, che trova pareri controversi, quello relativo alla liberalizzazione della cannabis è stato l’avvocato Giuseppe Bommarito. “Dopo 50 anni di dibattito – ha spiegato – è stata presentata in Parlamento una proposta bipartisan che autorizzerebbe il possesso legale di massimo 15 grammi di marijuana, consentirebbe la coltivazioni fino a 5 piante, depenalizzando così le droghe leggere entro certi limiti. Una decisione in questa direzione – ha approfondito Bommarito – garantirebbe un’inferiore criminalità organizzata per la quale lo spaccio di cannabis rappresenta una fonte di notevole guadagno, ma un altro argomento a sostegno è il tasso di carcerazione e un maggior controllo della qualità della cannabis.

Piante di cannabis

Piante di cannabis

Tuttavia fa da contraltare a questi dati  – ha continuato l’avvocato – il fatto che in alcuni paesi come l’Olanda, in cui le droghe leggere sono da tempo liberalizzate sono altre le sostanze che si producono in maggiore quantità, come l’ecstasy. Il problema di oggi è il policonsumo associato al polispaccio. Ormai si fa uso di un po’ di tutto e lo spacciatore è diventato un piccolo supermarket in cui poter acquistare di tutto. Addirittura i ragazzini iniziano ad assumere droghe a 12 anni. Se si arrivasse alla legalizzazione della cannabis perderebbe l’aspetto di trasgressione e si cercherebbe altro in sostituzione”. Un’attenta analisi sulle conseguenze provocate dall’uso della cannabis è stato spiegato dalla dottoressa Maria Assunta Evangelista che ha evidenziato un aumento del consumo della stessa negli ultimi anni “anche a causa del buon prezzo di mercato – ha detto – si parla di 5 o 10 euro anche, cifre che può affrontare un ragazzino delle scuole medie. Questo tipo di sostanze regolano molti aspetti del nostro corpo e influiscono sul nostro cervello dall’appetito, all’umore. La cannabis stimola il circuito della gratificazione creando dipendenza, ma provoca anche alterazioni cerebrali sulla memoria a breve termine” ha concluso la dottoressa Evangelista. Ha coordinato l’incontro il professor Giuseppe Rivetti.



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