Nove mesi senza stipendio:
“Pronto allo sciopero della fame,
a malapena pago l’affitto”

MACERATA - La storia di Mouslih Abdallah, 45 anni, marocchino, da 15 in Italia. Era impiegato dell'Associazione regionale allevatori Marche. Dal maggio 2013 non è più stato pagato. Tra mensilità non retribuite, tfr e spettanze varie deve ottenere 24mila euro. "Ho moglie e due figli, quei soldi mi servono per loro"
- caricamento letture
mouslih abdallah (1)

Mouslih Abdallah

 

di Claudio Ricci

«Sto pensando di iniziare uno sciopero della fame pur di arrivare a risolvere la situazione in cui mi trovo». Le ha tentate tutte Mouslih Abdallah, marocchino di 45 anni, da quindici in Italia, prima di pensare a questo genere di proteste per ottenere ciò che gli spetta: 24mila euro di stipendi non versati (compresi tredicesima e quattordicesima), oltre a Tfr e indennità di servizio. Una situazione difficile la sua. Sposato con Samira, due figli, uno iscritto alle superiori, il secondo alle medie. Al momento ha un lavoro part time per una ditta di pulizie ma lo stipendio copre a malapena le spese per l’affitto. Mouslih vive a Macerata dal 2001 e ammette: «non sono mai stato senza un lavoro, almeno fino ad oggi».

La storia del 45enne inizia il 24 maggio 2006, quando trova lavoro all’Associazione regionale allevatori Marche, come operaio specializzato nella manutenzione delle stalle dei bovini e aiutante dei veterinari al Centro tori dell’Istituto agrario di Macerata. Un buon impiego: orario full time, tempo indeterminato, una paga che può arrivare fino ai 1.200 euro al mese e un alloggio per lui, sua moglie e i due figli. Il lavoro è duro. Mouslih segue la gestione della stalle 7 giorni su 7 inclusa la domenica. Solo una volta all’anno (a volte ogni due) l’uomo chiede un permesso per poter tornare a Casablanca dai suoi cari. Tutto bene fino al 2013. Nel maggio di quell’anno però l’Associazione regionale degli allevatori inizia a non versare più gli stipendi. I mesi passano e i soldi non arrivano. L’uomo continua il suo lavoro, sperando di mantenere quella che è la fonte di reddito principale per il mantenimento della propria famiglia.

mouslih abdallah (3)

Mouslih mostra i documenti relativi alla sua situazione

Le difficoltà in famiglia si fanno pesanti: andare avanti con il solo stipendio di Samira è difficile, i figli crescono e le spese aumentano. Mouslih non sa più cosa fare. Dopo 9 mesi senza stipendio il 21 febbraio del 2014 presenta le proprie dimissioni per giusta causa, richiedendo anche il pagamento dell’indennità di preavviso. Una decisione drastica ma inevitabile. Mouslih si rimette subito alla ricerca di un altro lavoro ma trovarlo risulta impossibile. «In quel periodo – spiega – non percepivo neanche il sussidio per la disoccupazione, nè l’assegno familiare, dato che nell’ultimo anno l’associazione non aveva pagato nè stipendi, nè i contributi». Il 16 gennaio 2015 Mouslih si rivolge alla Direzione territoriale del lavoro denunciando la sua situazione e chiedendo l’intervento per il pagamento degli arretrati e di tutte le spettanze, inclusi i contributi mai versati. Cinque giorni dopo gli uffici intervengono per accertare le condizioni in materia di lavoro del personale impiegato. La ditta non fornisce i documenti relativi ai pagamenti di Mouslih e l’ispettorato dispone la diffida. Le stalle chiuderanno di lì a poco «Ora è rimasta solo la banca del seme – dice Mouslih e anche i veterinari che erano lì sono andati via». L’uomo rimane senza un’occupazione fino al novembre 2015 quando riesce ad ottenere un contratto part time con una ditta di pulizie per uffici «ma i soldi per la famiglia ora non bastano – racconta – quei 24mila sarebbero molto per noi, per migliorare le cose. Ora pur di ottenerli sto pensando di iniziare uno sciopero della fame davanti alla sede amministrativa dell’associazione allevatori in corso Garibaldi. La speranza è di ottenere ciò che mi spetta di diritto»

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X