Cerimonia nel ghetto
per condannare i simboli nazisti

CIVITANOVA - L'incontro promosso dall'Anpi ha coinvolto l'amministrazione comunale. Costamagna: "Sporgeremo denuncia, le istituzioni devono vigilare, l'apologia viola la carta costituzionale"
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ghetto ebraico civitanova iniziativa contro il nazismo

L’incontro promosso dall’Anpi nel ghetto di Civitanova Alta

 

di Marco Ribechi

(foto di Ciro Lazzarini)

Un gesto simbolico per condannare l’apologia del nazismo. In piazza dell’Unità a Civitanova Alta si sono riuniti i rappresentanti della politica cittadina e dell’Anpi per rispondere all’affissione i simboli nazisti all’ingresso del ghetto ebraico (leggi l’articolo). Sono intervenuti con un discorso Annita Pantanetti, presidente della sezione locale dell’Anpi e Tito Mancino, ebreo e studioso della Shoah. L’episodio era già stato fortemente criticato nel giorno della Memoria e del Ricordo ma ha assunto ancor più significato in un luogo così simbolico come il ghetto della città alta. «Ripeto che non è una ragazzata – dice serio il presidente del consiglio Ivo Costamagna – E’ la violazione di uno dei più importanti principi costituzionali, non solo di una legge. L’apologia del nazifascismo è vietata nella costituzione e per questo proporrò alla conferenza dei capigruppo di sporgere una denuncia verso ignoti. Un gesto simbolico che però serve per far capire che le istituzioni non sono neutre di fronte a questi scempi. Facciamo tante manifestazioni e per questo non si può chiudere un occhio di fronte a gesti del genere. Come diceva Primo Levi “Il fatto che non accada da tanto tempo non significa che non accadrà mai più”, è necessario vigilare».



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