Il legale di Alex Lombardi:
“Cambiato poco rispetto a 5 anni fa
Non capisco la necessità dell’arresto”

INDAGINE - L'avvocato Fabrizio Belfiore, che assiste il bodyguard accusato di tre omicidi: "L'inchiesta mi sembra abbia gli stessi elementi del 2011, c'è questo testimone che riferisce di confidenze che gli avrebbe fatto il mio cliente ma se questa è la svolta mi sembra si sia svoltato poco". Domani l'interrogatorio di garanzia
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Alex Lombardi

Alex Lombardi

 

di Gianluca Ginella

«Non capisco cosa sia cambiato rispetto a cinque anni fa per chiedere la misura cautelare per Alex Lombardi. Se è per la richiesta del passaporto quello è un pretesto perché in questi anni se voleva poteva allontanarsi dall’Italia usando la carta d’identità». Così l’avvocato Fabrizio Belfiore, legale del bodyguard di 41 anni residente a Polverigi, finito in manette ieri mattina (leggi l’articolo) con la contestazione di tre omicidi: quelli dei marocchini Hassan Abbouli e Youness Inani (il 25 maggio 2011 a Cingoli) e quello di Sauro Valentini, titolare del bar di via Dell’Imbrecciata a Filottrano, che venne gambizzato da un rapinatore il 19 maggio 2011 e morì sei mesi più tardi per le conseguenze delle ferite riportate. Belfiore domani sarà al carcere di Camerino, dove si trova Lombardi, per l’interrogatorio di garanzia davanti al gip. « Vado a parlare dei presupposti per una misura cautelare – dice il legale –. Sono passati cinque anni, perché, se gli elementi sono gli stessi identici di allora, tolto il pretesto del passaporto, trovo difficile capire la pericolosità di Lombardi».

L'avvocato Fabrizio Belfiore, difensore di Alex Lombardi

L’avvocato Fabrizio Belfiore, difensore di Alex Lombardi

Per quanto riguarda la richiesta di passaporto di Lombardi, il legale spiega che «non voleva andare da nessuna parte, non lo ha fatto in cinque anni e non voleva farlo ora. Si era solo accorto di aver perso il passaporto ed era andato prima dai carabinieri e poi in questura a chiedere cosa doveva fare. In questura gli hanno detto che il passaporto non glielo potevano fare perché ha il divieto di espatrio». Per ora «non ho parlato con Lombardi. Ma i familiari sono in ansia. Mi sembra che in questa indagine non siano emersi elementi nuovi, se non le dichiarazioni di una persona che avrebbe ricevuto delle confidenze da Lombardi. Se questa è la svolta delle indagini, mi sembra si sia svoltato poco. A mio parere gli elementi sono gli stessi che c’erano nel 2011». L’indagine della procura si basa su intercettazioni, riscontri di tabulati, celle telefoniche, testimonianze di persone. Uno di loro ha riferito che Lombardi gli avrebbe detto di aver ucciso sia a Cingoli che a Filottrano. La procura contesta i tre delitti anche al 35enne Marco Pesaresi, di Filottrano, che ne caso del duplice omicidio di Cingoli avrebbe messo in contatto i marocchini con il bodyguard conoscendo l’intenzione di Lombardi di rapinargli un carico di droga. Mentre a Filottrano avrebbe fatto il palo. La novità dell’inchiesta riguarda la posizione di una terza persona, Jonny Rizzo, che secondo la procura ha partecipato con Lombardi all’uccisione dei marocchini a Cingoli.



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