Le Marche tra l’Italia di mezzo e l’Adriatico

VERSO LA RIFORMA - Aperte le due ipotesi di unione, la prima con Umbria e Toscana, la seconda con l'Abruzzo. Domani incontro tra i presidenti Ceriscioli e D'Alfonsi
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MARCHE AL BIVIO

 

In vista della riforma delle regioni le Marche valutano i possibili scenari di unione, tra la macroregione Adriatica (insieme all’Abruzzo e ad altri eventuali partner) e la macroregione dell’Italia di mezzo (con Toscana e Umbria). Domani a Fermo, prima dell’iniziativa “European House”, ci sarà un incontro riservato tra i presidenti delle Marche Luca Ceriscioli, dell’Abruzzo Luciano D’Alfonsi e i rispettivi capi di gabinetto. Si tratta del primo abboccamento tra le due Regioni, mentre il giorno dopo a Roma, a margine della Conferenza delle Regioni, Ceriscioli incontrerà per la seconda volta i governatori della Toscana Enrico Rossi e dell’Umbria Catiuscia Marini. Secondo Ceriscioli “in una macroregione con Umbria e Toscana le Marche avrebbero meno peso, in un’alleanza con l’Abruzzo avrebbero un ruolo più forte. Ma la macroregione centrale, o Italia di centro come qualcuno l’ha chiamata, avrebbe il vantaggio di una forte strutturazione istituzionale ed economica”. Al momento non ci sono atti. Siamo ancora alla fase del dialogo con tutti”.

Attualmente c’è un ordine del giorno votato al Senato che accoglie la proposta dei parlamentari  Pd Raffaele Ranucci e Roberto Morassut e prevede la riduzione da venti a dodici regioni e la separazione per quanto riguarda le Marche della provincia di Pesaro Urbino legata alla Romagna (leggi l’articolo) 

Il progetto Morassut

Il progetto Morassut



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