“Dal 1942 al 1944 a Camerino
c’era un campo di concentramento”

GIORNATA DELLA MEMORIA - Portata alla luce una brutta pagina della storia della città ducale attraverso le ricerche storiche di Mario Moscaitti: 46 persone di origine ebrea furono prigioniere nell’attuale Rocca del Borgia
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Mario Mosciatti, presidente Anpi Camerino

Mario Mosciatti, presidente Anpi Camerino

Giornata Memoria a Camerino (3)

La mostra “L’internamento degli ebrei a Camerino 1942-1944”, nella sala degli Stucchi del palazzo comunale

di Sara Santacchi

Ricordare il giorno della Memoria attraverso la conoscenza e portando a galla pagine di storia ai più sconosciute, ma impossibili da ignorare. Così Camerino ha vissuto il 71esimo anniversario del ricordo dell’Olocausto, rendendo nota una realtà che tanti ignorano: essere stato un campo di concentramento dal 1942 al 1944. Attraverso documenti, immagini e un’attenta ricerca storica portata avanti da Mario Mosciatti, presidente dell’Anpi è stato possibile portare alla luce una brutta pagina della storia della città ducale negli anni della Seconda Guerra Mondiale. “Di tante pagine di cui Camerino può farsi vanto, questa è sicuramente una di cui provare vergogna, ma che non va ignorata” ha detto proprio Mosciatti, questa mattina davanti a centinaia di studenti delle scuole cittadine nel cinema teatro Ugo Betti. Ripercorrendo quanto accaduto proprio durante la guerra con le atrocità commesse nei campi di sterminio all’interno dei quali morirono milioni di ebrei, Mosciatti ha presentato il suo nuovo libro e inaugurato la mostra: “L’internamento degli ebrei a Camerino 1942-1944”, nella sala degli Stucchi del palazzo comunale, organizzata in collaborazione con l’archivio di stato di Macerata. “Documenti e molto altro attraverso i quali abbiamo riportato alla luce una terribile verità.

Giornata Memoria a Camerino (4)

Il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui

Ben 46 persone di origine ebrea furono prigioniere dal 1942 al 1944 nell’attuale Rocca del Borgia, allora campo di concentramento composto da veri e propri tuguri. Dodici famiglie composte da donne, bambini e anziani restarono lì trattati come bestie fino a quando non arrivarono le squadre di protezione tedesche, più note come SS che li portarono in Germania facendo perdere definitivamente le loro tracce”. Un racconto ascoltato con molta attenzione dagli studenti di Camerino a cui il sindaco Gianluca Pasqui ha rivolto un saluto speciale: “I giovani rappresentato il futuro e soprattutto in giornate come questa, in cui guardiamo alla pagina più tragica della nostra storia, dobbiamo farlo per educare il futuro. Sul palco, oltre al presidente dell’Anpi, Mario Mosciatti, la professoressa Maria Ignazia Carrus e gli stessi ragazzi che hanno illustrato lavori dedicati al tema della memoria preparati a scuola.

 

Giornata Memoria a Camerino

Gli studenti delle scuole di Camerino

 



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