Caos Corridonia,
Carassai lascia la panchina

ECCELLENZA - Il tecnico si dimette prima del derby con il Tolentino in programma domani. All'origine della decisione la diversità di vedute con la società. Anche il difensore D'Addazio e il portiere Novembre abbandonano la squadra rossoverde
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Ermanno Carassai, non è più il tecnico del Corridonia

Ermanno Carassai, non è più il tecnico del Corridonia

 

di Marco Cencioni

«E’ giunto il momento di chiudere la mia esperienza al Corridonia: quando non c’è più fiducia tra società e allenatore è meglio chiudere il rapporto per il bene di tutti». Con queste parole Ermanno Carassai annuncia di aver lasciato la panchina rossoverde. Il tecnico si è dimesso ieri sera e stamattina il difensore Francesco D’Addazio e il portiere Cristiano Novembre, una volta appresa la decisione presa dal loro mister, hanno abbandonato la squadra rinunciando agli ultimi stipendi. Con ogni probabilità la formazione, fanalino di coda del campionato di Eccellenza, scenderà in campo domani al “Della Vittoria” nel derby contro il Tolentino guidata dal tecnico della Juniores Andrea Ribichini. «Penso che quando le cose non vanno bene la responsabilità sia da condividere fra società, allenatore e giocatori, cosa che qui non è successa – evidenzia Carassai -. Sono stato preso come capro espiatorio per tutte le responsabilità della situazione di classifica e per me non è giusto. Io ci ho messo sempre la faccia e mi sono sempre assunto le mie responsabilità – sottolinea -, ora è giusto che faccia altrettanto la società. Quello che è successo nell’ultimo mese è irreale e ne ho messo a conoscenza il presidente: non ci sono più i presupposti per andare avanti in virtù di vedute diverse, anche quest’estate è stato così». Il mister rossoverde prosegue, spiegando che «la società non aveva accolto le mie richieste di confermare il gruppo dell’anno precedente per motivi di budget, altrettanto si è verificato nella sessione di mercato invernale – racconta Carassai –  non esaudendo le mie richieste: secondo me avevamo bisogno di rinforzare la squadra con elementi esperti. Ci siamo addirittura indeboliti rispetto alle concorrenti, visto che sono andati via Lattanzi e Bellucci senza che siano state prese valide alternative – osserva il tecnico -. Per non parlare dei mancati arrivi, giocatori che ritenevo importanti, come Marini e Parodi, che avevamo trattato grazie all’ottimo lavoro del direttore Stefano Crocetti. Mi è stato anche addebitato il fatto di difendere i calciatori anche quando le cose andavano male – ricorda Carassai -, sinceramente sono orgoglioso di questo perchè ho sempre difeso i miei giocatori in qualunque squadra ho allenato e sempre li difenderò perchè un tecnico ha il dovere di farlo se vuole ottenere il loro rispetto».

partita corridonia civitanovese al martini foto ap 18

Ermanno Carassai in panchina al Martini di Corridonia

Il tecnico conclude con i ringraziamenti: «Colgo l’occasione per dire grazie a tutti i giocatori che ho avuto in questi due anni a Corridonia perchè so che oltre ad aver dato sempre il massimo sono sempre stati bravi ragazzi e ottimi professionisti. Un abbraccio particolare lo mando al mio staff tecnico e medico sportivo e ai seguenti calciatori: Diamanti, Lispi, Bacchiocchi, Recchi, Novembre, Benfatto, D’Addazio, Zancocchia, Bellucci, Noviello e Manucci perchè senza il loro aiuto non sarei mai riuscito ad andare avanti – dice il mister – Lascio con la consapevolezza di aver fatto il massimo per il Corridonia ma evidentemente non è bastato per ottenere la fiducia della società. Avrò comunque sempre vivo il ricordo della stagione dei record, perchè il sesto posto dello scorso anno con la miglior difesa e l’imbattibilità casalinga non erano mai stati raggiunti. Infine ringrazio, e di cuore, il presidente Procaccini, bravissima persona, per avermi dato la possibilità di allenare una squadra gloriosa come quella rossoverde, il segretario Quintino Pieroni, e i miei carissimi amici Loredano, Luigi Mazza, Stefano Fermani e Aldo Salsiccia che mi hanno sempre sostenuto nei momenti più difficili. Concludo augurando al Corridonia e ai suoi tifosi i migliori successi e il raggiungimento della salvezza.



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