Santoni, ovvero
‘la moderna bottega rinascimentale’

La “case-history” della nota azienda di Corridonia è al centro di un libro di Andrea Guolo, per la collana Maestri d’Arte, dedicato alla filosofia della calzatura di qualità Made in Italy
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Andrea Santoni (a sinistra) e il figlio Giuseppe

di Alessandro Feliziani

Nonostante le difficoltà che sta attraversando, a causa di fattori economici interni ed internazionali, il settore della calzatura rimane artefice incontrastato dell’eccellenza del Made in Italy, nonché fiore all’occhiello del comparto manifatturiero marchigiano e maceratese in particolare. Proprio alla calzatura italiana di qualità, presentata attraverso la storia di Santoni, un marchio nato quarant’anni fa a Corridonia e diventato ben presto uno delle griffe più note nel mondo, la casa editrice Marsilio dedica un nuovo libro della collana “Mestieri d’Arte”, realizzata in collaborazione con la Fondazione Cologni. S’intitola “Costruttori di bellezza. Filosofia della calzatura maschile secondo Santoni” e sarà presentato a Milano martedì prossimo, 16 dicembre, alle ore 18 a Palazzo Visconti. Il libro è stato scritto da Andrea Guolo, giornalista specializzato in storia ed economia della moda, vincitore tre anni fa del Premio Guido Vergani “Cronista dell’anno” per le sue inchieste sul settore calzaturiero e la contraffazione.
In “Costruttori di bellezza”, Guolo porta il lettore alla scoperta del mondo della calzatura italiana di qualità, attraverso un vivace e puntuale racconto, tra narrazioni ed emozioni, della straordinaria “case-history” rappresentata dall’azienda di Corridonia fondata nel 1975 da Andrea Santoni e che da quattro decenni persegue quella filosofia cui fa riferimento il titolo del libro: legare l’artigianalità e il suo patrimonio culturale all’eccellenza italiana.

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La copertina del libro

Dopo un inquadramento storico e tecnico si snodano le interviste al fondatore del calzaturificio, alla moglie Rosa, compagna di una vita e anima dell’azienda, al figlio Giuseppe, che ha raccolto il prezioso testimone, e infine agli artigiani che sotto la loro guida hanno fatto grande questa impresa, il cui marchio è oggi un’icona a livello internazionale.
La storia di quella che Franco Cologni nella prefazione del libro definisce “la versione moderna della bottega rinascimentale” è narrata nel volume anche attraverso le immagini della fotografa Susanna Pozzoli, già autrice di volumi dedicati alla “poetica dell’artigianato”. Le sue fotografie entrano nel cuore della realtà aziendale per scoprire i diversi reparti, con i designer e gli artigiani al lavoro, gli ambienti e gli strumenti, i materiali e le lavorazioni in manovia. Il libro mette in primo piano anche voci e volti degli artigiani: un riconoscimento al valore del “capitale umano”, che rappresenta quel prezioso “patrimonio di conoscenze, competenze, abilità, da conservare, riconoscere e rendere visibile”.
La Fondazione Cologni che ha promosso la collana dedicata ai Mestieri d’Arte (tra gli ultimi volumi pubblicati figurano le produzioni di strumenti musicali, dell’automobile, della nautica italiana) è un’istituzione privata non profit, nata a Milano nel 1995. Le sue iniziative sono indirizzate a un “nuovo Rinascimento” dei mestieri d’arte e si rivolgono soprattutto ai giovani al fine di formare nuove generazioni in grado di salvare le attività artigianali di eccellenza dal rischio della scomparsa che le minaccia. Con la collana editoriale Mestieri d’Arte, pubblicata da Marsilio Editori, la Fondazione si propone di ricostruire storicamente la realtà di queste attività di eccellenza, guardando alla grande tradizione del savoir-faire italiano e insieme “alle nuove declinazioni dell’artigianato contemporaneo”.

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