Il Premio “Città di Fabriano” a Filippo Davoli

Quasi un plebiscito per il libro del poeta maceratese “I destini partecipati”
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Ramat, Davoli, Valesio

Silvio Ramat, Filippo Davoli e Paolo Valesio

Con la votazione della giuria popolare, si è conclusa ieri la settima edizione del Premio di Narrativa e Poesia “Città di Fabriano” con la vittoria quasi plebiscitaria dello scrittore maceratese Filippo Davoli. Il suo I destini partecipati (La Vita Felice, Milano, 2013), infatti, ha raccolto circa tre quarti dei voti disponibili. “Una cosa simile – dice Alessandro Moscè, coordinatore del Premio – “era accaduta solamente l’anno che vinse Gianni D’Elia” (tra gli altri vincitori del Premio si ricordano inoltre Roberto Mussapi, Davide Rondoni, Paolo Ruffilli, etc.).

PREMIO FABRIANOFinalisti insieme a Davoli erano Silvio Ramat, con La dirimpettaia e altri affanni (Mondadori, 2013) e Paolo Valesio, con La mezzanotte di Spoleto (Raffaelli, 2013): “due colossi” –  li ha definiti Davoli introducendo la presentazione del suo libro – “stare vicino ai quali è per me già una vittoria, comunque vadano le cose da qui in poi”. E invece la giuria popolare ha apprezzato quei suoi “Destini partecipati” tributandogli il primo premio assoluto. Per la narrativa, il premio fuori concorso è andato a Michele Mari, scrittore amato da Giorgio Manganelli e autore del romanzo Roderick Duddle (Einaudi, 2014). Premio alla carriera, infine, al paroliere Giulio Rapetti Mogol, il quale – intervistato da Paolo Notari di RaiUno – ha ripercorso i momenti forti del suo sodalizio con Lucio Battisti, ma anche la collaborazione con Gianni Bella, da cui sono nati alcuni dei più bei dischi di Adriano Celentano degli ultimi anni.

in prima fila, al centro col maglione blu Mogol, quindi Davoli, Ramat e Valesio



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