L’ex sindaco fumava troppo
Ufficio da ritinteggiare
La Ubaldi: “Pago io”

PORTO RECANATI - In tempi di stretta economica per i bilanci comunali il problema è stato posto dal consigliere di maggioranza Giuliano Paccamiccio che ha accusato l'ex primo cittadino di aver danneggiato la stanza di lavoro del Comune per le sigarette
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L'ex sindaco Rosalba Ubaldi in consiglio

L’ex sindaco Rosalba Ubaldi in consiglio

di Alessandro Trevisani

Si parla di soldi e bilancio in Consiglio comunale. Appare inevitabile, stante la stretta sempre più soffocante del patto di stabilità imposto dall’Europa. Così conteggi e contestazioni di cifre arricchiscono il dibattito sul nuovo ufficio di avvocatura, che sarà condiviso coi comuni di Gabicce, Vallefoglia e Montececcato, sul passaggio del Cosmari da consorzio a Srl e l’assestamento generale del bilancio 2014. E un singolare finanziamento se lo accolla volentieri l’ex sindaco Rosalba Ubaldi, che il consigliere di maggioranza Giuliano Paccamiccio, durante il recente voto per il Burchio, ha accusato di un “danno” singolare: aver lasciato in pessime condizioni la sua stanza di lavoro, al primo piano di Palazzo Volpini, dato il forte odore di fumo che è possibile percepire a chi vi entra. «Ho preso contatto con due ditte e sono pronta a pagare la ritinteggiatura – conferma Ubaldi – chiaramente con il permesso dell’amministrazione. E’ specioso il fatto che Paccamiccio si sia messo a parlare di questo mentre si votava il Burchio. Specioso e sintomo di una dialettica malata tra maggioranza e opposizione».

L’ex sindaco continua. «Io non mi sono mai permessa di fumare nella stanza dove si ricevono gli ospiti per le occasioni ufficiali, ma solo nel mio luogo di lavoro, con persone che magari fumavano con me o comunque tolleravano la cosa. Ho aperto la finestra tutte le volte. Il fumo è il solo vizio che ho, e siccome lavoravo 12 ore al giorno mi sono regolata consultando tutti i miei ospiti. Ciò detto mi sono messa a disposizione per tutte le evenienze negative che questo abbia potuto comportare. Ma qui il punto è un altro. Il consiglio comunale è diventato un tribunale di accusa sistematica ai consiglieri. Uno come Paccamiccio, se fosse stato un mio consigliere, da sindaco, quel giorno, lo avrei richiamato. Del resto, stando all’opposizione, il mio contrasto alla giunta non vuole essere sterile, come invece mi è parso il riferimento che ha fatto il primo cittadino alla sottoscritta e all’assessore Paola Giorgi, accusate di aver trasformato nella loro passerella personale il Lido delle Nazioni (il litorale martoriato dalle mareggiate, ndr). Questi sono interventi totalmente fuori luogo. La sala consiliare per me è un luogo sacro, e non può essere trattata in questo modo». Sulle uscite della Montali al consiglio sul Burchio la Ubaldi sta valutando gli estremi legali per una querela. «Se il sindaco non mi tutela valuterò se farlo in altro modo e in altre sedi – puntualizza – io da sindaco, con le opposizioni, mi regolavo in termini del tutto diversi. Siamo al punto che la segretaria comunale ci impedisce di proporre modifiche alle delibere in consiglio: ma allora dateci i documenti per tempo, così da proporle in commissione il giorno prima. Poi non capisco la fiscalità sugli interventi, centellinati dal sindaco in persona: con me Riccetti, in consiglio, interveniva anche 4 volte, senza nessun problema». «La sensazione è quella di avere a che fare con un duce – prosegue – che si è permesso anche di ridere e interrompere mentre facevo il mio intervento. Tutto questo è inaccettabile, e io da sindaco non me lo sono mai permesso».

 

 

 

 

Il consiglio comunale di Porto Recanati

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