La battaglia di Aldo Ascani:
“Ho lottato contro la leucemia
Basta con le antenne”

PORTO RECANATI - Il noto imprenditore della movida si espone raccontando una sua vicenda personale e si schiera contro il potenziamento di un palo a cui si appoggiano diverse compagnie telefoniche a pochi metri dalla sua abitazione
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Aldo Ascani

Il noto imprenditore Aldo Ascani

di Sara Santacchi

«Ho combattuto contro una leucemia mieloide acuta, ora sono guarito, ma non posso non pensare che la tecnologia posizionata a pochi metri dalle nostre abitazioni possa essere una delle cause principali di alcune patologie». E’ il noto imprenditore di Porto Recanati Aldo Ascani, re della movida, ad esporsi in prima persona e raccontare una vicenda appartenente alla sua sfera intima e privata. Si torna a parlare di antenne nel comune sulla costa e si riaccende una preoccupazione, per la verità mai spenta anche nei mesi scorsi quando una nuova antenna fu posizionata vicino a una scuola in via Gramsci (leggi l’articolo). Ieri mattina i tecnici sono tornati all’opera per potenziare il palo posizionato a 25 metri dal giardino della sua abitazione: “Specificando che non penso che la mia malattia l’abbia procurata quell’antenna posizionata nella primavera del 2006 visto che mi è stata diagnosticata a un anno di distanza, è inutile nascondere che si tratta di un discorso prettamente economico – spiega l’imprenditore Aldo Ascani – Le aziende che gestiscono questo tipo di cose pagano centinaia di migliaia di euro per privati e Comuni che autorizzano il posizionamento e la messa in funzione delle stesse”. Una lunga malattia, momenti difficili e giornate di sconforto. “Ci tengo a precisare che non voglio fare del vittimismo, perché ribadisco che non penso sia stata quell’antenna a procurare la mia malattia, però io l’ho vissuta e posso espormi in prima persona pensando a quel calvario. Sono stata o a contatto con i più grandi professori del mondo, forse – continua l’imprenditore di Porto Recanati – e so benissimo che tipo d’inquinamento provocano questi tipi di antenne. Ha una produttività continua che va ad indebolire il sistema immunitario e non possiamo fare finta di niente solo per soldi o tornaconti personali”. In quel 2006 Ascani cercò di bloccare l’operatività del mezzo, insieme all’avvocato Piscitelli, chiedendo anche dei rilievi all’Arpam, ma non servì a nulla. “Oggi posso dire di stare bene e aver superato tutto, ma è il momento di dire basta. Non si posso far prevalere gli interessi alla salute delle persone – Gli operai stanno continuando con i lavori quindi hanno avuto il benestare del Comune che, invece avrebbe dovuto fare degli accertamenti prima”. Non tutto è perso, però, qualcosa sembra si inizi a muovere. Oltre a creare un comitato contro le antenne, anche l’attuale amministrazione del sindaco Montali sembra essersi interessata al problema e sta programmando un piano antenna per la gestione delle stesse: “Il sindaco – racconta Ascani – si sta dimostrando sensibile alla problematica e in effetti il Comune si sta muovendo per prendere provvedimenti”. Non è tutto. Ascani si è mosso in prima persona per dare maggiore risalto contattando Matteo Viviani delle Iene “Lo conosco e gli ho fatto presente la situazione – conclude – penso che non la lascerà passare inosservata”. D’altronde, se è vero che non si può fermare la tecnologia, allo stesso tempo, si può dare un prezzo alla salute dell’uomo?



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