“I matti del duce”, Matteo Petracci
presenta il suo ultimo libro

MACERATA - Attraverso carte di polizia e giudiziarie, testimonianze e relazioni mediche e psichiatriche l'autore ricostruisce i diversi percorsi che hanno condotto gli antifascisti in manicomio
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i matti del duce

Pubblicato dalla casa editrice Donzelli “I matti del duce”, l’ ultimo libro di Matteo Petracci, sarà presentato mercoledì prossimo 26 novembre, alle 17.30, alla biblioteca comunale Mozzi Borgetti di Macerata. Alla presentazione interverranno l’autore, il presidente Isrec (Istituto Storico delle Resistenza) Claudio Gaetani, i professori Angelo Ventrone e Isabella Rosoni dell’Università di Macerata. «Mania politica, schizofrenia, paranoia, isterismo, distimia, depressione – si legge nella sinossi della Donzelli – Sono queste le diagnosi che compaiono nei documenti di polizia o nelle cartelle cliniche intestate agli oppositori politici rinchiusi in manicomio negli anni del fascismo. Diagnosi più che sufficienti a motivare la segregazione per lunghi anni o per tutta la vita. Quali ragioni medico scientifiche hanno giustificato il loro internamento psichiatrico? Quali, invece, le ragioni dettate dalla politica del regime contro il dissenso e l’anticonformismo sociale?»

matteo petracci«Molto si è scritto rispetto all’esperienza degli antifascisti in carcere o al confino, ma la possibilità che il regime abbia utilizzato anche l’internamento psichiatrico come strumento di repressione politica resta ancora poco indagata». «Attraverso carte di polizia e giudiziarie, testimonianze e relazioni mediche e psichiatriche contenute nelle cartelle cliniche, Matteo Petracci ricostruisce i diversi percorsi che hanno condotto gli antifascisti in manicomio». Alcuni furono ricoverati d’urgenza secondo le procedure previste dalla legge del 1904 sui manicomi e gli alienati; altri vennero internati ai fini dell’osservazione psichiatrica giudiziaria o come misura di sicurezza; altri ancora furono trasferiti in manicomio quando già si trovavano in carcere e al confino. Dall’analisi degli intrecci tra ragioni politiche e ragioni di ordine medico emerge con forza il ruolo giocato dalla sovrapposizione tra scienza e politica nella segregazione di centinaia di donne e di uomini, tutti accomunati dall’essere stati schedati comeoppositori del fascismo».



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