Zaffini in Consiglio con paletta e trenino
Trenta: “Spacca sia il nostro presidente”

ASSEMBLEA MARCHE - Il consigliere di Fratelli d'Italia è intervenuto sulla necessità di pulire il fondale del porto di Fano e riattivare la linea Fano-Urbino. Il capogruppo di Forza Italia elogia il governatore a Bruxelles dopo l'approvazione dell'assestamento di bilancio in Giunta (ridotto il debito di 52 milioni). Comi: "Tagliare anche le indennità ai dirigenti". Legge sulla Via rinviata in commissione. Approvato il Piano Regolamento della Riserva naturale del Monte San Vicino e Canfaito
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Il consigliere Roberto Zaffini

Il consigliere Roberto Zaffini

di Gabriele Censi

Il consigliere di Fratelli d’Italia, Roberto Zaffini è stato il protagonista del Consiglio regionale di oggi per aver accompagnato alcune sue interrogazioni con gesti plateali. Zaffini si è presentato in aula con una paletta per la spazzatura ed un trenino. Li ha esibiti per attirare l’attenzione sulla necessità di pulire il fondale del porto di Fano e riattivare la linea ferroviaria Fano-Urbino. Zaffini li ha consegnati all’assessore alle Infrastrutture Paola Giorgi, suscitando la sdegnata reazione del presidente dell’Assemblea Vittoriano Solazzi: “Così lei alimenta la sfiducia nella politica”. I lavori si erano aperti con la sua interrogazione in merito agli emolumenti del nuovo Consiglio di amministrazione di Aerdorica. L’assessore Paola Giorgi ha rassicurato l’interrogante in merito sulla correttezza e congruità delle spettanze. “Perché dobbiamo spendere un sacco di soldi per certe infrastrutture, mentre altre, come il porto di Fano e la tratta ferroviaria Fano-Urbino, sono completamente abbandonate?” – così ha successivamente replicato Zaffini. E’ poi toccato all’assessore alla Salute, Almerino Mezzolani, rispondere ad una serie di interrogazioni in materia di sanità.

Enzo Giancarli

Enzo Giancarli

Successivamente, l’Aula assembleare è passata ad esaminare la proposta di legge di modifica della disciplina di valutazione di impatto ambientale (Via). “Una legge che consta di un solo e semplice articolo” – ha rilevato il relatore di maggioranza, Enzo Giancarli (Pd) – “che serve ad adeguare la norma regionale alle normative comunitarie”. Per il relatore di minoranza, Daniele Silvetti (Fi), sostanzialmente d’accordo con le modifiche, si tratta, d’altra parte, “dell’ennesima bonifica in un terreno minato”. Le modifiche sono utili a sottoporre le opere a carattere provvisorio, di durata certa e limitata nel tempo e comunque per un periodo non superiore a centottanta giorni e che non comportano modifiche permanenti allo stato dei luoghi, alla prevista procedura di Via. Nell’ambito della discussione generale, la consigliera di FI, Elisabetta Foschi, ha chiesto di poter esaminare un’altra proposta di legge, a firma trasversale, sullo stesso tema, “cosa che – ha affermato la Foschi – potrebbe rappresentare un’apertura al confronto con l’intera comunità marchigiana”. La richiesta della Foschi è stata sostanzialmente accolta, attraverso il rinvio di entrambe le proposte di legge all’esame della quarta Commissione.

L’Assemblea  ha poi approvato il Piano Regolamento della Riserva naturale del Monte San Vicino e Canfaito. Il documento, costituito da oltre 230 pagine, è stato illustrato in Aula dai relatori di maggioranza, Luca Marconi (UdC) e di minoranza, Massimo Binci (Sel). Numerose le proposte emendative, molte delle quali a firma del consigliere di FI, Enzo Marangoni, e poi accolte, in ordine alla regolamentazione agricola, al controllo e tutela della risorsa idrica, alla regolamentazione delle captazioni, al sostegno delle attività economiche presenti all’interno dell’area delle Riserva.

Umberto Trenta, capogruppo Forza Italia

Umberto Trenta, capogruppo Forza Italia

In chiusura di seduta, l’Aula ha votato sulla partecipazione della Regione Marche al meccanismo europeo di Allarme rapido – “Early warning”. “Mi auguro che Spacca sia il nostro presidente”.  ha detto il capogruppo di Fi Umberto Trenta, svolgendo la sua  relazione. Trenta ha ricordato che oggi il governatore è a Bruxelles per il varo della Macroregione Adriatico Ionica, “il più importante atto politico della strategia macroregionale di cui le Marche sono protagoniste”. Prima di partire il presidente della Regione Gian Mario Spacca aveva commentato l’approvazione da parte della Giunta dell’assestamento di bilancio 2014. “È una manovra di guerra che realizziamo senza inasprire le tasse a cittadini, famiglie, imprese e riducendo il debito regionale: è un ‘miracolo’ frutto di un’azione di governo orientata al rigore, alla responsabilità e alla salvaguardia dei diritti essenziali della comunità, che ci conferma nel gruppo di regioni in Italia con la più bassa pressione fiscale”. Nella manovra il debito viene ridotto di circa 52 milioni di euro, mentre sul fronte della spesa 900 mila euro di riduzioni riguardano le funzioni generali di amministrazione. Tra gli interventi finanziati, ci sono 858 mila euro per la difesa del suolo, 2,9 milioni di euro per l’edilizia sanitaria e altri 2,5 milioni per la restituzione allo Stato del maggior gettito della tassa automobilistica. E ancora, ulteriori 700 mila euro per indennizzi a soggetti danneggiati in seguito a trasfusioni, ulteriori 900 mila euro per la protezione civile, ulteriori 546 mila euro per le aree protette, 752 mila euro per il sostegno allo sviluppo produttivo delle imprese artigiane e industriali, 720 mila euro per soggetti sottoposti a trattamento radioterapico, ulteriori 253 mila euro per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, 200 mila euro per provvidenze a favore degli accompagnatori dei soggetti sottoposti a trapianto di organi. Anche quest’anno la discussione dell’assestamento verrà agganciata alla presentazione del nuovo Bilancio armonizzato 2015-2017, che verrà approvato a breve della Giunta regionale.

Francesco Comi, segretario regionale del Pd

Francesco Comi, segretario regionale del Pd

Sulla manovra commento positivo del segretario regionale del Pd Francesco Comi:  “Bene la manovra correttiva della Giunta per recuperare cinquantatre milioni di euro. A questo bisogna aggiungere una iniziativa seria per contenere i costi, oltre che della politica, anche della burocrazia regionale. Un esempio da seguire, la Toscana, dove hanno appena congelato tutte le indennità accessorie dei dirigenti della Regione, delle Asl, delle partecipate. Il risparmio che si otterrà, secondo le stime, è di circa venti-trenta milioni di euro. Nelle Marche una misura simile produrrebbe un risparmio tra i sei e gli otto milioni. È auspicabile una sospensione di tali indennità anche per i nostri dirigenti, almeno fino a quando non saranno affidate a soggetti terzi e a parametri oggettivi le valutazioni delle performances professionali, per finalmente distinguere i meritevoli dai privilegiati. Serve una riforma seria dei meccanismi di controllo e premialità. Un suggerimento: è imbarazzante osservare la corte di dirigenti regionali che affollano metodici i convegni politici e istituzionali. Non è quello il loro posto, ma nelle strutture pubbliche a risolvere i problemi dei cittadini”.



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