Tacconi: “Due maceratesi a Kabul
hanno risolto il nodo del Presidente”

MACERATA - Con lui il civitanovese Claudio Giulietti coordinatore degli osservatori elettorali dell'Unione europea. Successo per il primo appuntamento proposto dal Circolo Aldo Moro all'hotel Claudiani con l'ospite d'onore Behrose Bqadiry, un giovane rifugiato politico ora studente dell'Università
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Emanuele Tacconi

Emanuele Tacconi

di Maurizio Verdenelli

E’ stato il civitanovese Claudio Giulietti a condurre in porto la più delicata missione internazionale degli ultimi decenni in Estremo Oriente sull’infuocata ‘frontiera’ dell’Afghanistan post Karzaj. E’ stato lui, come coordinatore degli Osservatori elettorali dell’Unione Europea in una Kabul stretta d’assedio e sotto il fuoco dei talebani a portare a termine e ‘chiudere’ l’intricatissima questione che da oltre tre mesi e mezzo dal voto aveva visto in ‘ballottaggio’ per la carica di Presidente l’ex ministro delle Finanze, Ashraf Ghani (poi eletto) ed Adbullah Abdullah. Un contenzioso che si trascinava dal 14 giugno, il giorno delle votazioni e che ha trovato soluzione il 29 settembre, con un compromesso salomonico che ha permesso l’insediamento di Ghani (in un giorno d’attentati terroristici) e il competitor Abdullah Abdullah, soddisfatto, ritirare ogni rivendicazione alla presidenza del Paese.

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Roberta Sarti, Emanuele Tacconi, Maurizio Verdenelli e Angelo Sciapichetti

Lo ha rivelato ieri sera al ‘Claudiani’ dove si è aperto il primo degli ‘Incontri d’Autunno’ del Circolo Aldo Moro, Emanuele Tacconi, maceratese, anch’egli a Kabul con un incarico di grande delicatezza e responsabilità per conto dell’Unops -United Nations Office for Project Services. Tacconi coordina infatti la parte logistica (e degli acquisti) a supporto tecnico della Commissione Elettorale Indipendente che sta preparando le elezioni parlamentari di primavera, secondo grande atto per la democrazia in questo territorio al centro di eterni conflitti.
Claudio Giulietti è stato a capo degli Osservatori dell’UE in un felice momento per l’Afghanistan che ha visto due uomini di questa terra marchigiana (un maceratese ed un civitanovese) al vertice di un’operazione importantissima per la pace nel mondo. Pur sollecitato da chi scrive, che con Angelo Sciapichetti ha condotto il tema della serata incentrato sul libro “I Martiri bambini” (Ilari editore) prefato da Lorenzo Bianchi, Tacconi si è limitato ad indicarlo con il suo nome di battesimo: Claudio.

Il pubblico all'Hotel Claudiani

Il pubblico all’Hotel Claudiani

Aggiungendo, con un sorriso: “Lo conosco troppo bene per non sapere che non gradirebbe che io svelassi la sua identità per intero. E’ riservato, Claudio, ma non un ‘musone’. Tutt’altro: da civitanovese è una persona simpaticissima ed apertissima, nonostante il peso dell’incarico sostenuto fino a ieri. Per me è Claudio ‘il pesciarolo’ e lui naturalmente non se la prende se lo chiamo così, da maceratese. Una grande amicizia infatti ci ha subito legati. Anche per le nostre radici. Ogni domenica a Kabul non dimentico mai di mettermi in contatto via radio per sapere di ‘cosa ha fatto la Maceratese’. Sono in Afghanistan dai primi giorni di agosto e all’inizio del campionato di calcio di serie A, Claudio ed io, data la nostra neutralità marchigiana, fummo invitati da altri colleghi romani, di fede laziale per assistere insieme a Milan-Lazio. E’ finita come sapete (3-1 per la squadra di Inzaghi ndr) ma Claudio ed io finimmo senza cena: i nostri amici erano troppo scorati dal risultato della partita per mettersi ai fornelli come ci avevano promesso…”.
Tanti aneddoti, tanti ricordi sollecitati da chi scrive intorno ai casi Beslan, dieci anni fa, del Ruanda, dei bambini vittime invariabilmente delle guerre dei grandi e spesso due volte vittime come ‘soldati’ strappati alle loro famiglie (“Se ne contano tra i 250 mila e i 300 mila”). Ricordi intervallati dalla bellissima voce dell’attrice Roberta Sarti che ha letto brani da: “La canzone del bambino nel vento” (Francesco Guccini), ‘Maternità’ (Chinua Achembe); “La notte” (Nazim Hikmet), “Canto notturno di un pastore errante nell’Asia” (Giacomo Leopardi); “Vecchia Maria” (Ernesto ‘Che’ Guevara); “Il Diario di Anna Frank”.

Behrose Bqadiry

Behrose Bqadiry

Tanti applausi, tanta attenzione e tante domande. In particolare da un ospite sicuramente d’eccezione, Behrose Bqadiry, un giovane rifugiato politico, di nazionalità afghana-uzbeka, già nello staff (il più giovane del gruppo) dell’Alto Commissariato per i Rifugiati politici a Kabul. Adesso Behrose è a Macerata dove si trova benissimo dopo aver ‘girato’ 30 Paesi nel mondo, e studia all’Università naturalmente con grande profitto.
A far domande, inoltre l’on. Adriano Ciaffi (‘esiste un dna che risale a padre Matteo Ricci e Giuseppe Tucci che fa dei maceratesi moderni a cominciare da Giorgio Pagnanelli, grandi viaggiatori del mondo?’), del presidente del consiglio comunale, Romano Mari (il ruolo dell’Unicef a difesa dei bambini ‘martiri’) e dello stesso ‘padrone di casa’, il consigliere regionale Angelo Sciapichetti ‘grande anima’ del circolo Aldo Moro.
In sala naturalmente la famiglia di Emanuele, con il padre Ivano, consigliere comunale di antica militanza; Giuseppe Sperananzoni, presidente della coop. Meridiana; gli assessori comunali Canesin, Ubaldi, Ricotta; l’ex assessore Stefano Di Pietro e l’avv. Nicola Perfetti.

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Roberta Sarti

A portare i saluti del circolo presieduto da Piergiorgio Gualtieri, era stato Sciapichetti ed un video molto coinvolgente aveva subito introdotto i presenti nel mondo che fino a ieri era stato di Tacconi: un campo profughi siriano in Turchia con i bambini in primo piano. I versi ‘terribili’ di ‘Auschwitz’ (“Ancora tuona il cannone, ancora non è contentata di sangue la belva umana”) hanno aperto due ore di intenso dibattito, senza respiro, ma non angosciante. C’è stato spazio anche per Macerata. “Negli ultimi mesi mi sono fermato più a lungo nella mia città. Pensare a ritornavi ogni volta, peraltro, mi sostiene nelle difficoltà del mio lavoro” ha detto Tacconi che dopo una ventina d’anni si era licenziato da un posto fisso e tradizionalmente ambito, l’Eni per ‘continuare a conoscere l’Africa e il mondo’ che non avrei più potuto fare dal quartier generale milanese dell’Ente fondato da Enrico Mattei. Una famiglia di viaggiatori i Tacconi: Emanuele tornerà a Kabul a metà mese, mentre il fratello Luca è già oggi in viaggio per l’Alaska… “E pensare – dice il padre Ivano- che io non mi muoverei mai da Macerata e Matelica dove sono nato”. Già, Macerata: “Una città aperta, assolutamente non chiusa, europea” dice Emanuele un po’ a sorpresa: “L’amo profondamente”.
3aE c’è un ricordo anche per un marchigiano viaggiatore: Carlo Urbani, il medico eroe morto 11 anni in Thailandia. Aveva lavorato anche all’ospedale di Macerata, Urbani, il primo ad aver identificato la Sars, l’epidemia di polmonite che aveva sconvolto l’Oriente. “Tornato dal Vietnam, con un infezione al viso, Urbani mi ha guarito” ha detto Tacconi indicando una cicatrice sulla guancia: “Per me è un segno bellissimo, quello della mano guaritrice di Carlo Urbani”.
E’ stata una serata, come detto, pure ricca di poesia. E non poteva non concludersi con un omaggio ad un poeta maceratese scomparso da qualche giorno. La lettura di Roberta Sarti… “Non amo il vento in cima alla collina… “ …ha commosso ancora una volta la sala del Claudiani ricordando Gian Mario (Maulo).
Il prossimo appuntamento sarà intanto, venerdì prossimo, alla Domus San Giuliano con Padre Bartolomeo Sorge, con l’introduzione di Gualtieri.

E c’è stata un’incredibile circostanza ‘post’ all’Incontro d’Autunno di venerdì sera. L’incontro nel capoluogo dei due inviati maceratesi delle Nazioni Unite. Emanuele Tacconi e Claudio Giulietti si sono dati appuntamento in piazza della Libertà. Giulietti, appena reduce dal Mozambico (per un’altra question elettorale di cui è specialista mondiale) in compagnia della madre per lo
shopping di fine settimana non aveva avuto occasione negli ultimi anni di far visita al centro maceratese. “Si tratta di una città viva commercialmente e socialmente” ha confidato all’amico Tacconi “Sono davvero bene impressionato: hanno lavorato bene qui”.

Giulietti tornerà in Mozambico mercoledì mattina mentre Emanuele farà in tempo, prima di rientrare a Kabul, di presentare mercoledì alle ore 19 al caffè Letterario Seven Hills di San Severino Marche, piazza del Popolo, il suo libro che molto interesse sta suscitando nelle scuole della provincia.


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