Castori primo della classe in B
“Carpi, pensiamo solo alla salvezza”

L'INTERVISTA - Il tecnico di San Severino sta ottenendo risultati strabilianti con la squadra emiliana: "Abbiamo ancora margini di crescita, ce la giocheremo con tutti fino alla fine"
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Mister Fabrizio Castori

Mister Fabrizio Castori

di Marco Cencioni

Fabrizio Castori guarda tutti dall’alto. Il suo Carpi è in vetta al campionato di serie B assieme al Bologna. Dopo undici turni però (neanche un quarto di una stagione che prevede 42 giornate) non si può neppure sussurrare il sogno di arrivare al massimo palcoscenico nazionale, ma i risultati sinora ottenuti parlano chiaro. Miglior attacco del torneo con 21 reti messe a segno, cinque vittorie nelle ultime sette gare (di cui tre consecutive) e 13 punti sui 15 disponibili raccolti sinora fra le mura amiche. Tanto basta per dare l’esatta dimensione del lavoro portato avanti dal tecnico nato a San Severino, ma tolentinate d’adozione, che condivide con Federico Melchiorri, altro protagonista maceratese della serie cadetta, un passato con i colori crèmisi. Il primo per sei stagioni ha guidato dalla panchina la squadra dall’Eccellenza alla serie C2, il secondo grazie al sodalizio crèmisi ha spiccato per due volte il volo verso i professionisti. “Seguo sempre i risultati dei campionati dilettantistici della mia regione con un occhio di riguardo, ovviamente, per il Tolentino – dice il tecnico del Carpi – spero che la squadra vinca il campionato, la società lo merita per il lavoro di qualità che sta portando avanti e la piazza, appassionata, deve tornare a calcare i palcoscenici che le competono”.

Mister, venendo al suo Carpi, quanto è felice di questo primo posto in classifica?
“Ovviamente sono molto contento, ma guardiamo alla graduatoria senza farci illusioni. Sappiamo che questa situazione può finire da un momento all’altro ma la viviamo con molta tranquillità. Il Carpi è costruito sui giovani e su gente affamata che lavora tanto durante la settimana. Le mie squadre corrono sempre tanto, questa è anche valida sotto il profilo tecnico e ha accettato la mia impostazione fin dall’inizio. Non posso che essere soddisfatto di quanto ottenuto”.

Qual è il segreto dei risultati ottenuti sinora?
“La spensieratezza e la serenità. La prima ci permette di mettere in campo tanto entusiasmo, senza mai essere presuntuosi. Infatti, rispettiamo l’avversario ma pensiamo a noi, ad esprimere il nostro calcio fatto di corsa, intensità e qualità offensiva. La seconda è l’aspetto che mi ha convinto ad accettare l’incarico quest’estate. Qui non si vivono ambizioni sfrenate: l’obiettivo è quello di raggiungere la salvezza puntando sui giovani e su questo abbiamo perfetta identità di vedute con la società”.

Dove può arrivare il Carpi?
“Se teniamo questi ritmi ce la giochiamo con tutti ed abbiamo margini di crescita. Detto questo, con la massima umiltà e, spero, con la solita determinazione, vogliamo raggiungere la salvezza quanto prima”.

Infine una domanda personale. Dopo alcune stagioni difficili la chiamata del Carpi. Ha accettato subito?
“Sono andato convinto. La società aveva già un anno di esperienza in serie B ed aveva capito che non servono grandi calciatori ma un’idea forte. Mi hanno subito detto che non c’erano soldi e che l’obiettivo era quello di raggiungere la salvezza puntando sui giovani. Musica per le mie orecchie, progetto che ci ha dato e darà delle soddisfazioni. Mi sento rinato, devo essere onesto. L’entusiasmo non mi è mai mancato ma è la serenità dell’ambiente che ti aiuta a vivere al meglio il lavoro che fai”.



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