Le calde notti del Burchio,
scontro sui pareri legali

PORTO RECANATI - Il sindaco Sabrina Montali ha deciso per il no al mega resort, ma il Pd prende tempo e attende le analisi degli esperti Lorenzotti e Tedeschini. Lunedì incontro pubblico
- caricamento letture
il vice sindaco Lorenzo Riccetti e il sindaco Sabrina Montali

il vice sindaco Lorenzo Riccetti e il sindaco Sabrina Montali

di Alessandro Trevisani

Nottata vibrante, quella trascorsa, per la maggioranza che sostiene il sindaco Sabrina Montali. La consueta riunione di tutti gli alleati della coalizione di Noi per Porto Recanati era, tanto per cambiare, imperniata sulla patata bollente della variante del megaresort al Burchio. Pratica cassata per autoannullamento, lo scorso 15 ottobre, dalla giunta capitanata dall’avvocato di Santa Maria in Potenza, dopo che la vecchia amminstrazione Ubaldi l’aveva mandata avanti fino allo scorso maggio. Pratica che però deve passare al vaglio del Consiglio Comunale, pena il rischio di andare incontro a una causa, con una richiesta di risarcimento strepitosa da parte dei “russi del resort” (la Coneroblu Srl), almeno stando ai ben informati e alle avvisaglie che arrivano dal seno della società con sede in Ancona, che dichiara spese per 6 milioni 176 mila euro, a fronte di un investimento totale dichiarato di 62,5 milioni.

Ma che è successo in maggioranza? Montali, la scorsa settimana, aveva messo sul tavolo della consueta riunione settimanale l’incartamento confezionato dal consulente delle Pubbliche amministrazioni Andrea Berti, che ha fatto da pilastro per gli atti dell’autoannullamento della variante del magaresort. Punti salienti della sua analisi: vizi di forma – a Berti non risulta la firma del Comune nell’accordo con la Coneroblu – e incongruenze gravi a livello procedurale.
A questo punto il sindaco, il vicesindaco Riccetti, gli assessori Canaletti e Fiaschetti e gli altri consiglieri e relative anime politiche di NPP si aspettavano di conoscere i pareri degli esperti invocati dal Pd. Ma nulla di tutto ciò, perché il Pd ha rimandato tutti alla prossima settimana, per conoscere intanto, con una assemblea che da indiscrezioni pare sia stata fissata per martedì 29 alle 18 alla ex Casa del Popolo di via San Giovanni Bosco 8, a Porto Recanati. In quella sede sarà con ogni probabilità esposto il parere del professor Fabrizio Lorenzotti dell’università di Camerino, importante per cominciare a capire come si muoverà il Pd in Consiglio comunale. Nessuna novità invece sulle tempistiche del parere di Federico Tedeschini della Sapienza di Roma, ben pratico di diritto amministrativo – tra l’altro ultimamente ha rappresentato la Green Farm, società impegnata in una centrale a biogas a Osimo, davanti a Tar e Consiglio di Stato, insieme con l’avvocato Andrea Calzolaio.

Ma perché il Pd cerca pareri diversi da quello di Berti? E chi paga le parcelle? A quanto trapela non costano nulla al Pd locale, ma si vocifera di cifre considerevoli, laddove il parere di Berti sarebbe ricompensato con 2400 euro ricavati da un fondo di scopo per consulenze accantonato dall’amministraione Ubaldi. Il fronte del NO, tra i montaliani, teme che il parere di Tedeschini possa arrivare troppo tardi per essere valutato, mentre da fonti vicina al Pd apprendiamo che i due esperti sarebbero stati consultati perché nel Pd si temeva che il parere di Berti potesse arrivare troppo tardi per decidere con calma e senza danni per la città.
Ora tutto è rinviato alla prossima settimana, mentre il Consiglio comunale andrà svolto entro il 24 novembre, quando scadranno i 120 giorni per approvare o bocciare la variante che la Provincia ha promosso, con rilievi, lo scorso luglio.

Articoli correlati



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X