Pane, Prosciutto & Fantasia a Preci

AI CONFINI DI MACERATA - Dopo Visso, sulla Valnerina, nel cuore del Parco dei Sibillini si lasciano le Marche e si entra nella terra dei norcini e della prima scuola chirurgica d'Europa
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preci 4di Maurizio Verdenelli

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Preci, porta della Marca e ‘focus’ della macroregione Umbria-Marche, tra le gole della Valnerina passaggio secolare di eserciti: fra questi quello di Fortebraccio che poco prima aveva raso al suolo l’Abbadia di Fiastra (1424). Preci, che pagò con la distruzione (1528) l’ospitalità data ai duchi di Camerino, è eternamente e tuttora tesa tra Norcia e la più rassicurante Visso. La città di San Benedetto infatti ‘minaccia’ ancora Preci essendo il piccolo comune tra quelli più a rischio di spending review. “Tra Marche ed Umbria chi sceglierebbe?”. La domanda è per il sindaco Pietro Bellini, la risposta è in politichese: “Siamo amici equidistanti. La nostra è un’enclave territoriale antichissima, ancora prima della civiltà benedettina di cui la nostra valle Castoriana è stata culla…vogliamo restare, insomma, noi stessi. Anche se i problemi sono tanti a cominicare dallo spopolamento. Abbiamo perduto la scuola media ma restano quella elementare e la stazione dei Carabinieri. Inoltre di recente è entrato in funzione un nuovo prosciuttificio che da lavoro ai giovani del posto: le luci non mancano. Restiamo ottimisti e speriamo nell’aiuto di tutti”.

Amici di Preci, gioiello incastonato nel Parco nazionale dei Monti Sibillini, sono stati da sempre i marchigiani, per vocazione e contiguità. Camerino e Fabriano sono stati, ad esempio, il riferimento per la più importante famiglia del posto che aveva il capostipite nel dottor Durante Scacchi, archiatra di Sisto V, e fondatore della più illustre scuola di chirurgia europea, quella preciana. Non a caso il fratello di Durante, il dottor Cesare volle iscrivere il suo nome con lettere di pietra, sul frontespizio del palazzo che domina il paese, chiarendo di essere non solo ‘phisicus’ (medico) ma anche ‘civis camers’. Da aggiungere che mentre il più famoso fratello, medico del papa non se la sentiva ‘politicamente’ di operare la regina Elisabetta, figlia di Enrico VIII Tudor, Cesare si fece avanti in una selezione mondiale di oculisti, inventando uno strumento ‘l’ago d’oro’ che ridiede la vista alla ‘regina vergine’ che soffriva di cataratta.

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Il sindaco Pietro Bellini

Non basta. Gli Scacchi, che si erano trasferiti a Fabriano a seguito di un terremoto, divennero membri illustri (naturalmente) della città della Carta. Durante scrisse il fondamentale ‘Subsidium medicinae’ e il figlio Francesco il non meno celebre ‘De salubri potu dissertatio’. Una cartacea…botte buona dove cominciò…a fermentare lo champagne, il vino ‘con le bollicine’ che il marchigiano di Sant’Elpidio a mare, 27 anni prima (1595), il dottor Andrea Bacci, anch’egli gran medico, aveva scientificamente individuato in quel testo che si sarebbe rivelato la prima guida enologica italiana: De naturali vinorum historia. Quando Scacchi junior scrisse il suo pamphlet, pubblicato a Fabriano (la riedizione moderna da Fondazione Carifac) dom Pierre Perignon, frate benedettino, inventore dello champagne doveva ancora nascere.

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L’abbazia di Sant’Eutizio

Dice Germano Moroni, studioso di storia locale: “Ci sono ricerche che ora proverebbero la presenza del frate francese nell’abbazia di Sant’Eutizio all’ombra della quale è nata Preci e la scuola chirurgica….a pochi intenditori poche parole”.

Certo l’ipotesi è suggestiva, ma perché negare all’abbazia sorta nell’800 dopo che da tre secoli monaci provenienti dalla Siria erano presenti nelle grotte circostanti, anche questo ‘prodigio’ dopo aver trasmesso l’arte della chirurgia (i religiosi con il patto Lateranense del 1200 non potevano più esercitarla) a quei fedeli che essendo macellai e castratori, con le lame avevano attitudine? Come avrebbero dimostrato fino all’800 attraverso un infinito elenco di luminari? Ben trenta illustri famiglie preciane (gli indesiderabili erano esiliati nel piano sotto il Vettore: nacque così Castelluccio) ad evidente dimostrazione che tra il prosciutto e l’uomo un legame esiste, esercitavano con genialità la chirurgia operando cateratte e liberando i pazienti di calcoli (litotomia) tagliando, procedimento allora rivoluzionario, e ricucendo. Tra questi inimitabili chirurghi, oltre agli Scacchi, si ricordano Benevoli primario ad appena vent’anni dell’ospedale di Firenze, Orazio Catani, medico del sultano Mehemed, i fratelli Carocci operatori di cataratte dell’imperatatrice Eleonora Gonzaga ed Alessandro Catani, medico cerusico di Ferdinando IV. di Borgone, re delle Due Sicilie.

preci 9Afferma a ragione Moroni: “Una storia incredibile: hanno inventato strumenti chirurgici che ancora sono nelle moderne sale operatorie, il catetere appartiene a questo elenco. Non scordiamo che i preciani erano pionieri pure nella litotomia, sgretolando i calcoli. Una genialità senza fine in secoli dove non c’era certo il microscopio. Vuole sapere infine una cosa stupefacente? Il 90% delle operazioni erano a buon fine. Una statistica, documentata e presente nel nostro museo, che fa invidia anche ai moderni ospedali”.

Il cerchio è dunque chiuso. Tuttavia lasciando da parte ‘aghi d’oro’, cateteri, ferri ricurvi, cataratte e calcoli, e facendo al loro posto adeguato spazio all’altro ‘cult’ della civiltà benedettina e cioè il vino con le bollicine, questo si sposa bene con il prosciutto IGT di Norcia abbondantemente prodotto a Preci? Risponde Bellini: “Non proprio, ma per noi il prosciutto rappresenta un volano importantissimo per poter continuare ad esistere e…resistere”.

Un volano che ha funzionato anche quest’anno, per la prima volta a settembre (anziché a luglio) a far concorrenza a Macerata e Foligno, sabato 27 e domenica 28, attraverso la classica manifestazione cui è stato imposto un nome cinematograficamente evocativo: “Pane, Prosciutto & Fantasia”. Il prosciutto come amore? Certo! Inaugurato dal consigliere regionale Luca Barberini, da tutti i sindaci della Valnerina, presente il col. Massimo Morico, metereologo Rai (di ottimo auspicio, dato il beltempo del week end) l’evento ha raccolto migliaia di visitatori. Decine e decine gli stands, anche dalle Marche, con le olive ascolane in primo piano. Importante anche la rappresentanza da Roma, essendo questo un luogo tradizionale di emigrazione. Non a caso i nonni di Claudio Baglioni sono originari della frazione di Roccanolfi tanto da far dire con orgoglio al celebre cantante di avere anch’egli sangue umbro.

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Il Museo della Scuola Chirurgica Preciana

Una grande festa del prosciutto anche quello stagionato all’aria aperta (“Gli apriamo le finestre per circa un anno, qualunque tempo sia” rivela il signor Battaglia, direttore del ‘Valle Oblita’ a Montaglioni). Tanti visitatori parimenti attratti dal museo chirurgico, bene illustrato dalla guida Federica Compagnoni, romana di Saccovescio. Dice il vicesindaco Paolo Masciotti: “Con l’Università di Camerino (prof. Gilberto Pambianchi) stiamo curando un progetto di ricerca contro i rischi idrogeologici cominciando dall’abbazia di Sant’Eutizio dove il piano è stato presentato all’assessore regionale all’Ambiente. E per quanto riguarda i chirurghi, fedele al grande sindaco Benedetto Mensurati (che volle recuperare interamente questa tradizione ndr) pensiamo ad una Fondazione con la partecipazione di grandi medici umbri e marchigiani. A cominciare dal prof. Auro Caraffa, direttore della clinica di ortopedia e traumatologia dell’ospedale di Perugia. Quale migliore sintesi in lui, marchigiano, sarnanese, appartenente all’entroterra montano come Preci ed illustre clinico al servizio dell’Umbria (e più ancora) della stessa Italia?”.

Dicono ad una voce Bellini e Masciotti: “Con la cultura, la natura resta il nostro migliore …asset. Nascono case-vacanze, B&B molti apprezzati all’estero”. C’è un ristorante famoso (“Il castoro” di Stefano Nardi ndr) che attira clienti da Marche ed Umbria. Ed anche nel paese alto, la nuova ‘Taverna del Gusto’ (di Tamara Funari) gioca le sue chances sulle prelibatezze locali, a cominciare dall’accoppiata principe prosciutto-tartufo affiancandosi all’albergo-ristorante ‘Agli Scacchi’ (di Alberto Quaglietti) all’interno del palazzo della celebre famiglia. Sul piano dell’accoglienza a Preci esiste il progenitore di tutti gli agriturismo, il celebre ‘Collaccio’ della famiglia Baldoni. Fondata dal padre Antonio, della sua gestione si interessava anche Enzo, il giornalista free-lance ucciso nell’agosto del 2004 a Najaf in Iraq da fondamentalisti islamici legati ad Al Qaeda. Un atto criminale che commosse l’Italia. Ora al suo posto c’è il fratello minore Raffaele.

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La famiglia Ceselli, maceratesi di origini preciane

Chi non dimentica le proprie radici sono i Ceselli. Appartenente ad un’antica famiglia locale, ora Primetta Ceselli è tornata nella casa paterna, aprendo Villa Susanna, una casa-vacanza in pietra accanto alla monumentale chiesa principale. Villa Susanna è già molto apprezzata dalla clientela dall’estero. “Da poco in pensione, appena tornata da Torino, ho messo a disposizione del mio paese le mie qualità acquisite in tanti anni al servizio di una famiglia dell’alta nobilità piemontese. Cucina e senso dell’ospitalità che spero si siano mantenute in me allo stesso livello…principesco”. Primetta, che ha con sé uno dei figli (Gianni), una nipote (Marika), è ogni fine settimana circondata dalla sua famiglia: le sorelle ‘maceratesi’ Anna e Lina (già titolare di una nota profumeria in corso della Repubblica) e dal fratello Carmelo, consigliere comunale a Tolentino. Un altro fratello, Antonio, deceduto, fu per molti anni comandante dei Vigili Urbani di Morrovalle. Un esempio di famiglia umbro-marchigiana da Preci, felicemente, a Preci. “Il nostro paese è sempre nel nostro cuore, faremmo tutto per farlo continuare a vivere” dice Lina.

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