Maceratese, devi essere più cinica

I biancorossi, pur vincendo le prime due partite, hanno gettato alle ortiche troppe occasioni da gol. Per vincere il campionato sarà decisivo essere più precisi sotto porta
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Enrico Maria Scattolini

Enrico Maria Scattolini

di Enrico Maria Scattolini

STANDING OVATION (+) Ce ne sono state diverse, negli ultimi anni, all’Helvia Recina. Ma mai così intense e prolungate come quella che ieri pomeriggio il pubblico biancorosso ha tributato ai propri giocatori. Al termine dello splendido derby con il Fano (leggi l’articolo).

MA ANCHE SOFFERTO sino alla fine. Quando Ginestra, lo straordinario portiere ospite, si avventa nella furibonda mischia dei ventuno uomini in campo, asserragliati davanti a Fatone, per difendersi (i maceratesi) ed offendere (i fanesi) nell’ultimo corner della partita.

SORPRESA (-) la retroguardia biancorossa dall’improvvisa incursione del portierone avversario, il quale ha così modo di colpire di testa in piena libertà, fallendo la mira d’un soffio. Un brivido di paura scorre ancora sulla schiena di Capparuccia in sala stampa. Che confessa: “Ginestra ci ha sorpreso. Ognuno di noi seguiva l’uomo da marcare, come capita sempre in queste situazioni. Lui quindi ha potuto saltare pressoché indisturbato. Meno male che ha sbagliato. Anche se di poco .”

UNA CRUDELE BEFFA (-) sarebbe stato il pareggio per la Maceratese.

Daniele Ferri Marini festeggia il gol contro il Fano

Daniele Ferri Marini festeggia il gol contro il Fano

ALL’INCIRCA nel momento in cui, al “Benelli”, la Civitanovese stava raggiungendo per la seconda volta, definitivamente, i ragazzi della Vis Pesaro (+). Evitando d’un soffio una sconfitta che avrebbe sicuramente turbato il “suo” super derby di domenica prossima.

SOLI AL VERTICE (+) restano comunque i biancorossi. Ma è decisamente troppo presto per abbandonarsi a voli pindarici.

COME AMMONISCE giustamente (+) Magi. Grondante d’entusiasmo anche per la doccia gelata di pochi attimi prima, ma consapevole che: “siamo solo agli inizi e quindi è necessario tenere sotto controllo la fantasia.”

CHE INEVITABILMENTE SCIVOLA A CIVITANOVA “La mia squadra darà il massimo”, è la garanzia dell’allenatore. Il quale però, opportunamente (+), poi mette il punto.

L’IMMMAGINE DEL DERBISSIMO CON I ROSSOBLU’ è nella mente della comunità biancorossa (+).

SE NE FA PORTAVOCE ROMANO (+) Che aggiunge al racconto dello strepitoso gol (“Ho avuto il tempo di calciare ed ho azzeccato la botta vincente. Questi azzardi sono un po’ nelle mie corde. Ricordate la punizione del mio esordio in biancorosso nel precedente campionato?”) e di quello invece clamorosamente mancato nella ripresa (“Ho tirato d’istinto, forte. Il piattone non mi avrebbe fatto sbagliare.”), una precisa assicurazione: ”Tutti noi sappiamo quanto sia importante la partita di Civitanova per la nostra tifoseria. Cercheremo di non deluderla”.

AL POLISPORTIVO LA MACERATESE DOVRA’ PERO’ ESSERE PIU’ CINICA. O meno bella. Se vorrà dare concretezza alle sue azioni. Obiettivo sinora piuttosto trascurato (-).

Daniel Kouko

Daniel Kouko

SIGNIFICATIVO CHE AMABILE E GINESTRA, il primo portiere del Celano, il secondo dell’Alma Juventus Fano, siano stati i migliori della loro squadra (+) nei due matches inaugurali contro i biancorossi.

PER UN VERSO, la dimostrazione oggettiva della qualità offensiva dei maceratesi (+); ma per l’altro, a mio parere, anche la prova di una certa, come dire, sufficienza nello sfruttare l’attimo fuggente (-). Contribuendo così anche alla bravura degli estremi difensori avversari, capaci di prodigiosi recuperi ma inusitati in questa categoria.

IL FRAGOROSO AVVIO DELLA RIPRESA CON IL FANO lo conferma. Magrissimo (-) il solo gol prodotto dalle tante clamorose occasioni da rete; spettacolari gli interventi di Ginestra, ma probabilmente irrealizzabili se, ad esempio, D’Antoni ed il Romano di cui sopra avessero meglio sfruttato gli assist dei colleghi.

IL RISCHIO DEL RISULTATO IN BILICO (-) ha così pesato sino alla fine, come una spada di Damocle, sul contingente destino dei biancorossi. A differenza della tranquillità che avrebbero al contrario meritato per la loro documentata superiorità.

CONDIVISO DAL PUBBLICO, al limite della fibrillazione atriale (-), come capitato al sottoscritto. Che non se la può permettere.

LA MESSA IN SICUREZZA DEL RISULTATO, quando ovviamente possibile, è un’esigenza primaria per la coraggiosa Maceratese/ “edizione Magi”. Capace di imporre le proprie doti (+), se può gestire la manovra, con le virtù tecnico-dinamiche dei suoi tre centrocampisti e le verticalizzazioni dei suoi esterni alti (straordinario Kouko nel secondo tempo); ma inevitabilmente in acido lattico quando cambia l’inerzia del gioco (-), spesso alimentata da avversari con intermedi più numerosi.

Maria Francesca Tardella

Maria Francesca Tardella

RIVEDO CON PIACERE Marco Alessandrini, mister del Fano ed anche –lustri addietro- dei biancorossi. Mi gratifica, nel contempo facendomi però sentire tutto il peso dei miei anni, quando mi saluta con un affettuoso ”…mitico!”; mi trova d’accordo quando non nasconde la sua delusione nei confronti di un Fano ricco di gente di valore ma ancora incomprensibilmente sotto tono (-).

STA DI FATTO CHE L’ALMA JUVENTUS dell’Helvia Recina non mi è sembrata sulla linea delle grandi (-). Il forfait di Lunardini e forse qualche ritardo di preparazione possono spiegare qualcosa: ma non tutto.

MARIELLA LA GRANDE ASSENTE. Almeno in sala stampa. Fin dalla trasferta di Celano. Lì, per la verità, me la sono un po’ presa. Poi ci siamo privatamente chiariti, ed io ho compreso le sue ragioni di tenere un profilo basso in questo momento .(+) Mi auguro però che la dottoressa Tardella ritorni presto fra i cronisti. (a) Perché merita l’onore della ribalta; (b) perché altrimenti toglie alla mia rubrica una insostituibile fonte d’ispirazione.



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