In manette per spaccio,
a tradirlo è stata la patente

CINGOLI - Questa mattina è stato convalidato l'arresto del serbo Driton Ljungbunari, nella sua casa i carabinieri avevano trovato 36 grammi di marijuana. Era stato fermato al volante di un'auto ma non aveva mai conseguito il documento di guida
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tribunalArrestato per spaccio di droga, sospettato di essere il basista di una banda che compie furti in abitazione e ricetta refurtiva nella Vallesina, a tradire il serbo Driton Ljungbunari, il cui arresto è stato convalidato questa mattina, è stata la patente: che non aveva mai conseguito e nonostante questo era alla guida di un’auto quando ieri pomeriggio i carabinieri di Cingoli lo hanno fermato (leggi l’articolo). Per l’uomo, 34 anni, già sotto osservazione dei carabinieri, è così scattato un ulteriore accertamento nella sua casa dove sono stati trovati 36 grammi di marijuana nascosti nella tasca di un abito da donna. L’uomo a quel punto è finito in manette. L’udienza di convalida si è svolta questa mattina al tribunale di Macerata. L’uomo davanti al giudice Daniela Bellesi, ha detto solo di lavorare per una ditta di facchinaggio e di avere una compagna e tre figli con cui vive a Cingoli. Il pm Francesca D’Arienzo ha contestato all’uomo anche la recidiva della guida senza patente. Per Ljungbunari il giudice ha deciso di confermare la misura cautelare degli arresti domiciliari. Il processo per direttissima è stato rinviato al 24 settembre. Il serbo è difeso dagli avvocati Raffaele Sebastianelli e Annalisa Bocci, ieri sostituiti dall’avvocato Carlo Maria Binni.

(Gian. Gin.)



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