Trasparenza, Pezzanesi:
“Quanto costa Comi alla collettività?”

VICENDA ASSM - La dura replica del sindaco di Tolentino alle dichiarazioni del segretario del Pd Marche: "Non si trovano i suoi compensi sul sito del partito"
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Giuseppe Pezzanesi

Giuseppe Pezzanesi

 

Il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi replica alle dichiarazioni del consigliere regionale e segretario del Pd Marche Francesco Comi sulla vicenda dei compensi degli amministratori Assm (leggi l’articolo):

«Sembra proprio iniziata la corsa alla Regione! Il prossimo anno si voterà per il rinnovo della Presidenza e del Consiglio della Regione Marche. I latini fecero propria, con una locuzione, una tecnica politica encomiabile “promoveatur ut amoveatur” che significa “sia promosso affinché rimosso”. Chissà se il trasparente Comi è stato posto alla presidenza della Segreteria del Pd regionale, considerate le sgomitate e gli sgambetti, per evitare che la sua carriera politica crollasse dopo il colpo inferto dalla città di Tolentino, nonostante la sua sapienza e trasparenza, scegliendo al suo posto un onesto uomo di campagna? Forse il trasparente Comi che con sfrenata ambizione punta ai massimi livelli della Regione Marche non ha capito che prima o poi tutti i nodi vengono al pettine. E allora proprio a lui che è così trasparente e ritiene indegni gli amministratori dell’Assm S.p.a., chiediamo: come mai sul sito del Pd della Regione Marche non sono pubblicati i compensi da lui percepiti a titolo di segretario regionale del partito? Ed ancora di più: sono questi compatibili con i denari da lui percepiti per l’incarico di consigliere regionale? Facendo una ricerca su internet ci siamo imbattuti su un articolo del Resto del Carlino del 2012 in cui il segretario provinciale di Bologna dichiarava di costare 109.000 euro annui al proprio partito. Ci farebbe piacere sapere quale sia il costo del sig. Comi anche perché, se ben ricordate, gli uomini delle dirigenze dei partiti politici vengono pagati con i cospicui denari percepiti dai partiti a titolo di rimborsi elettorali, nonostante noi poveri italiani nell’anno 1993 abbiamo votato un simulato referendum che aboliva il finanziamento pubblico ai partiti.

Ma tornando al sig. “Viva la Trasparenza” e facendo un nuovo accesso sul sito del Pd della Regione Marche…  il suo curriculum è costellato di incarichi politici di ogni tipo, non solo, dal 2003 ha anche un ottimo posto presso la Provincia di Macerata che i vostri figli se lo possono sognare, peccato che i dipendenti della stessa lo conoscono solo come politico ma non come collega perché il sig. Comi in vita sua ha timbrato il cartellino solo per sette o otto mesi! Nonostante tutto, però, prende aspettative da 10 anni a questa parte, mantenendo vuoto un posto di lavoro che ci viene il dubbio di pensare che non fosse così necessario! Quanti di voi possono permettersi un simile status? Quanti, dipendenti pubblici o privati, hanno potuto sforare un anno di aspettativa per problemi legati all’ambito familiare o per aiutare loro stessi? E poi… chi li paga gli oneri contributivi di costui? Il Pd o la Regione? La risposta esatta è: tutti noi!

Dunque, lui che nonostante i tanti compensi non ha mai rischiato, data l’inconsistenza di risultati significativi, responsabilità di natura penale o patrimoniale gonfiandosi solo la bocca con strategie e proposte di legge che non hanno mai sortito effetti risolutivi, come si permette di opinare i compensi relativi agli amministratori – professionisti di Assm che assumendosi tutte le responsabilità del risultato, con costi estremamente inferiori alla precedente dirigenza, hanno dovuto rimettere mano ad una situazione societaria disastrosa lasciata dalla sua amministrazione, ciò nonostante raggiungendo più di quanto si sarebbe potuto sperare? Di fronte a tanto ognuno di noi ha il sacrosanto diritto d’indignarsi. A proposito della vicenda sulla trasparenza, Assm S.p.a. invita quanti vorranno farsi una propria idea, senza essere ostaggio di strumentalizzazioni politiche, ad accedere al sito www.assm.it dove sono stati pubblicati tutti gli atti (lettere, delibere e comunicati) relativi alla vicenda compensi, anche questa scorrettamente stravolta da una comunicazione di parte».



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