Accattonaggio, l’ex sindaco Mobili
“Nessun razzismo nella mia ordinanza”

CIVITANOVA - L'ex sindaco di centrodestra: "La cittá è tutt’ altro che razzista. Chiede al Comune di intervenire in difesa dei più deboli"
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Massimo Mobili

L’ex sindaco di Civitanova Massimo Mobili

Sul dibattito che si è sviluppato sul problema dell’ accattonaggio interviene anche l’ex sindaco Massimo Mobili: nel 2008 emanò l’ordinanza antiaccattonaggio che il sindaco Corvatta ha criticato perchè avrebbe secondo lui delle sfumature razziste. 

“Innanzitutto – esordisce –  sgombro il campo sulla dichiarazione di incostituzionalità: nel mese di agosto di quest’ anno, ordinanze simili sono state emesse anche da Porto San Giorgio e Monza. In secondo luogo, gli accattoni c’erano anche in passato (altrimenti non avremmo fatto l’ordinanza) ma sostenere che fossero stanziali, nello stesso numero e con la stessa aggressività di oggi è da ipocriti o quantomeno significa non vivere la realtà di Civitanova e non capire il cambiamento, testimoniato da ben quattromila persone che ora  sentono e vivono ogni momento della giornata il problema e chiedono rimedi. In terzo luogo, è ridicolo sostenere che non avendo fatto sanzioni, l’ordinanza non è  servita. E’ come dire che se mettiamo un divieto di sosta in una strada pericolosa, lo rimuoviamo perché non abbiamo fatto multe. Ritengo poi vergognoso e strumentale parlare di tentazioni razzistiche ravvisabili nella mia ordinanza e nei miei concittadini. Quell’ordinanza è stata emessa innanzitutto a salvaguardia dei soggetti fragili (minori , donne e  anche a difesa degli animali), sfruttati dal caporalato di chi ha fatto dell’ accattonaggio un mestiere. Basta rileggerla per capirlo, tanto che anche Legambiente si è rivelata d’ accordo. Mi meraviglia che chi contesta un’ordinanza che consentiva di far intervenire anche i servizi sociali d ‘ ufficio, si riveli oggi insensibile e si perda in dissertazioni pseudo sociali o pseudo legali  in poche parole nel nulla), di fronte a donne costrette a mendicare in ginocchio o bambini mandati a questuare davanti alle chiese o in spiaggia dietro a suonatori d’organetto o ad animali usati per impietosire. Tralasciamo poi le finte stampelle e le finte infermità che si stanno moltiplicando di questuanti sempre più aggressivi ed a posto fisso.Vorrei inoltre far presente che il fenomeno, oggi, non riguarda una mezza dozzina di mendicanti, come ho letto da qualche parte. Una mezza dozzina ce n’ erano solo in corso Umberto, lo stesso giorno in cui è uscita la notizia di questo tipo. Poi c’è la piazza, ci sono le chiese, i supermercati, le farmacie. Ci sono bambini e zingarelle che girano per le periferie, c’è molto altro. Basta fare un giro per la città e ci si potrà rendere conto di quel che dico. Attenzione infine ad insultare chi ha idee diverse su come si deve aiutare chi ha bisogno. La cittá è tutt’ altro che razzista e chiede solo all’ istituzione comunale di intervenire a difesa dei più deboli.  E lo dimostra soprattutto con il grande aiuto che dà in beneficenza a chi ne ha bisogno ed a tutte le associazioni impegnate  a Civitanova.  I cittadini vogliono solo restituire un po’ di dignità alla città, e in particolare, chiedono sanzioni contro chi sfrutta le povertà e si comporta da incivile. E’ questo che non vogliono capire i Corvatta e la sinistra. Quest’ ultima, non per convinzione (basta sentire tanti cittadini che da sempre votano a sinistra ) ma perché debbono difendere in ogni modo un’ Amministrazione che non  sa a quale santo appellarsi”, conclude Mobili.

 



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