Sibillini patrimonio dell’Unesco
Comitato di cittadini lancia la proposta

Il consigliere provinciale Daniele Salvi sposa la causa del gruppo: "La procedura è lunga e complessa, ma potrebbe portare notevoli vantaggi sotto il profilo turistico"
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Daniele Salvi

Daniele Salvi

di Monia Orazi

I Monti Sibillini sono talmente belli ed unici nel loro genere, tanto da poter ambire a diventare sito naturale patrimonio mondiale dell’umanità Unesco, inserendoli nella speciale lista che comprende luoghi unici al mondo. Per questo si è costituito un comitato di cittadini che lotterà per farli riconoscere tra i siti naturali più belli del mondo, da tutelare a beneficio delle future generazioni. Tra i firmatari ci sono Cecilia Romani Adami, Alice Alessandrini, Domenico Annibali, Giampaolo Baleani, Adolfo Leoni, Franca Anita Poli, Anna Polimanti, Sandro Polzinetti e Lando Siliquini. “L’iniziativa è molto ambiziosa ma sicuramente da sostenere – afferma il consigliere provinciale Daniele Salvi, collaboratore dell’assessore regionale alla cultura Pietro Marcolini – i Sibillini sono montagne intriganti, affascinanti, che oltre alle bellezze naturali posseggono un contorno antropico, antropologico e leggendario che le rende uniche nel loro genere”. L’iniziativa del comitato che ha già ricevuto diverse manifestazioni di interesse, viene vista in modo positivo da Salvi: “L’idea di promuovere i Monti Sibillini con il suo portato naturalistico, ambientale, storico, letterario, antropologico e religioso come patrimonio mondiale dell’umanità Unesco è non solo suggestiva, ma fondata e da perseguire. Benchè sia nota la complessità e la lunghezza della procedura richiesta per il riconoscimento, credo che il tentativo non sia affatto velleitario e vada condiviso e sostenuto da un ampio movimento di realtà singole e associate e dalle tante personalità che dei Sibillini conoscono e apprezzano, le peculiarità, le tipicità, la bellezza e il fascino”. Nelle Marche attualmente soltanto Urbino, con la bellezza del suo centro storico rinascimentale, è stata inserita nel 1998 nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità Unesco, mentre lo scorso giugno Fabriano è stata riconosciuta “Città Creativa” dall’Unesco. Ascoli Piceno ha avviato la procedura per ottenere questo riconoscimento grazie al suo magnificente abitato urbano intatto dal Medioevo. In passato ci aveva provato Loreto, una proposta era stata avanzata per Recanati ed i paesaggi leopardiani, Pesaro sta valutando la possibilità di un progetto fondato sulla città della musica.

I Monti Sibillini

I Monti Sibillini

“Si tratta di diversi progetti avviati o archiviati – commenta Salvi – occorre invece ragionare su questi aspetti, non solo per il blasone che porta con sé questo titolo e la proiezione internazionale, che garantiscono maggiore eco ed attenzione, ma perchè il riconoscimento di patrimonio mondiale Unesco sedimenta quel lavoro e quelle progettualità verso una visione di sviluppo territoriale, di cui si può fare tesoro sviluppando diverse opportunità”. “Il binomio tra Urbino, riconosciuto sito culturale patrimonio Unesco ed i Sibillini, quale sito naturale, sarebbe molto interessante – continua Salvi – esiste un parco dei Sibillini, tre province e due regioni, tutta una serie di istituzioni, anche universitarie, per sostenere l’iniziativa del comitato. Queste montagne sono un particolare tesoro naturalistico, anche con connotazioni magiche ed esoteriche che altri luoghi, pur nel loro grande fascino naturalistico, non hanno”. La lista dei beni patrimonio Unesco comprende siti sia naturali che artistici e culturali, quali le piramidi d’Egitto, la barriera corallina australiana, Salisburgo, Salvador de Bahia e le foreste atlantiche brasiliane, la grande muraglia cinese, il centro storico di Spalato, Mont Saint Michel in Francia, solo per citare alcuni tra i 1007 luoghi (di cui 779 beni culturali, 197 naturali e 31 misti) presenti in 161 nazioni del mondo. I beni patrimonio mondiale sono riconosciuti sulla base di precisi criteri, presenti nella “Convenzione sulla Protezione del patrimonio mondiale, culturale e naturale”, adottata nel 1972. L’Italia è la nazione che ha il più alto numero di siti inclusi nella lista Unesco, con 50 luoghi tutelati, tra cui i centri storici di Firenze, Roma, Napoli, Pienza, Siena, le valli vitivinicole del Piemonte, le incisioni rupestri della Valcamonica, i trulli di Alberobello, le meraviglie paleocristiane di Ravenna. Lunga e complessa è la procedura per ottenere questo riconoscimento, che potrebbe portare notevoli vantaggi sotto il profilo turistico ed inoltre favorirebbe, per dirla con le parole del sito Unesco “l’adozione una politica generale intesa ad assegnare una funzione strategica al patrimonio culturale e naturale nella vita collettiva e integrando la protezione di questo patrimonio nei programmi di pianificazione generale”, favorendone la conservazione e la trasmissione, nella sua integrità alle generazioni future. Per iniziare la procedura occorre seguire alla lettera quanto indicato dall’Unesco e trasmettere la candidatura al ministero dei beni e delle attività culturali, che poi avvia un’istruttoria della durata di sei mesi. Già qualcuno aveva avanzato l’idea su Facebook, dove esiste dal 2009 la pagina “Sibillini Patrimonio Mondiale Unesco” (www.facebook.com/Sibillini.Patrimonio.Mondiale.UNESCO/timeline). Così ha immortalato la bellezza dei Sibillini, nel lontano 1829 il poeta Giacomo Leopardi: “E che pensieri immensi/, che dolci sogni mi spirò la vista/ di quel lontano mar, quei monti azzurri/, che di qua scopro, e che varcare un giorno/ io mi pensava…”



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