Acque di nuovo balneabili
Montali: “Non escludiamo gesti dolosi”

PORTO RECANATI - Le ordinanze sono state revocate dopo il miglioramento dei parametri biologici delle acque. Il sindaco ha convocato un tavolo "Per capire esattamente cosa è successo alla Fiumarella"
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La zona della Fiumarella da dove è partito lo sversamento in mare

La zona della Fiumarella da dove è partito lo sversamento in mare

Il sindaco Sabrina Montali

Il sindaco Sabrina Montali

di Alessandro Trevisani

A Porto Recanati si può tornare a fare il bagno: sono state revocate le ordinanze del sindaco Sabrina Montali che estendeva il divieto sostanzialmente fino ai bagni Maria e Wanda – dopo che le analisi dell’Arpam sui prelievi effettuati sabato mattina hanno evidenziato “il miglioramento dei parametri biologici delle acque ed il ripristino della qualità delle acque di balneazione”. Cessato allarme, quindi, e sospiro di sollievo, dopo i diversi casi di tossinfezione, con vomito e diarrea, e altri di cistite, lamentati da parecchi bagnanti tra il 14 e il 16 agosto, non si sa fino a che punto collegabili alle acque di fogna scolmate in mare dal canale della Fiumarella, a ridosso della bomba d’acqua del 14 mattina, e al conseguente superamento dei valori di escherichia coli (colibatteri).
Nella bufera è finita però l’amministrazione Montali, perché in molti, tra operatori e bagnanti in zona Fiumarella e oltre, hanno lamentato l’assenza di cartelli di divieto per tutto il 15 e la mattinata del 16 agosto (tanto che alcuni balneari si erano attrezzati per conto loro con tanto di carta, scotch e pennarello) (leggi l’articolo). “I cartelli, e lo può confermare la Municipale, sono stati apposti immediatamente dopo l’emanazione dell’ordinanza, il 15 sera – ribatte alle critiche Sabrina Montali – se qualcuno li ha spostati, rimossi, o semplicemente non li ha visti questo non possiamo saperlo. È inoltre falso affermare che l’Arpam ci abbia avvertito dei valori anomali già nella giornata del 14 agosto. Quel giorno è stato invece recapitato un fax del dottor Leoni al Comune, che era però destinato al comandante Lippo della Delegazione del mare, tanto che con successivo fax delle 16,17 venivamo avvertiti dell’errato invio con tanto di scuse. E quanto alla mia supposta e riferita irreperibilità preciso che, per tutta la mattinata fino al tardo pomeriggio, quel giorno ero impegnata con le forze dell’ordine per organizzare la gestione del Ferragosto. Chi avalla certe voci lascia quindi immaginare che vi sia della prevenzione in qualche caso sospettabile di strumentalità politica”.

La situazione dell'acqua nel  pomeriggio di Ferragosto (foto di Guido Picchio)

La situazione dell’acqua nel pomeriggio di Ferragosto (foto di Guido Picchio)

Il sindaco rimanda al mittente anche le accuse del direttore dell’Arpam Gianni Corvatta, che ha sostenuto che il Comune poteva emanare il divieto molto più in fretta di quanto avvenuto. Resta la rabbia degli operatori, i quali meditano anche di adire alle vie legali per rinfondersi dei danni provocati dall’inquinamento. “Quando mi sono incontrata ci residenti della zona Fiumarella, il 16 sera, mi hanno manifestato la loro approvazione per il fatto che finalmente un sindaco si recava a parlare con loro della questione delle acque scolmate. Rimane il fatto che come Comune abbiamo agito con tempestività, e rendo noto che ho convocato un tavolo con Simone Baglioni (responsabile del servizio idrico dell’Astea, ndr) e il dottor Berrè, per capire che cosa è successo esattamente alla Fiumarella. Tra le tante ipotesi non escludiamo anche il gesto doloso”.

 



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