E’ morto Antonio Parisi Presicce,
fondò la Pinacoteca di Palazzo Ricci

MACERATA - Direttore centrale della Cassa di Risparmio di Macerata, contribuì con Enrico Panzacchi allo sviluppo artistico della città. Poi direttore generale della Carifac a Fabriano (si deve a lui la collezione Mannucci). Una delle menti più brillanti del credito e della finanza marchigiana. Aveva 77 anni. Domani (lunedì) alle 16.30 i funerali nella chiesa dei Cappuccini
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Antonio Parise Presicce

Antonio Parise Presicce

di Maurizio Verdenelli

“Devo tutto a lui, per l’organizzazione” disse il direttore generale al termine della visita al ‘gran cantiere’ del restauro di Palazzo Ricci, acquistato dalla famiglia Failla che si proponeva di diventare la ‘Versailles’, la scintillante sede di rappresentanza della Banca di Risparmio di Macerata. Il dottor Enrico Panzacchi con a fianco il direttore dei lavori, l’ing. Guido Calogero (‘pater’ pure della stagione lirica allo Sferisterio) mi indicò un giovane uomo dall’aria cordialissima ed efficientissima che, imbarazzato, si scherniva agli elogi del potente direttore generale che mostrava di stimarlo senza remore e che da tempo lo aveva eletto come proprio ‘delfino’.Erano i primissimi anni 80 ed Antonio Parisi Presicce, romano con solide radici pugliesi, sarebbe diventato, attraversando (anche e soprattutto) le grosse tempeste che periodicamente imperversavano sul sistema bancario, uno dei grandi Cavalieri del credito e della finanza marchigiana. Di lì a poco, nell’85, diventato direttore centrale (in pratica vice direttore generale dopo l’era Cioli) si sarebbe imbattuto nella bufera del ‘buco Carima’ che avrebbe indotto il presidente Dante Cecchi a non voler essere più confermato alla guida della Cassa e alla fine di quel decennio, uscito di scena Panzacchi, sarebbe stato (sotto l’ala protettrice e sapiente del presidente Aroldo Palombini) il direttore generale e, poi anche amministratore delegato della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana. Per chiudere in modo traumatico in una notte invernale di neve a metà gennaio del 2003, quell’esperienza esaltante che ne aveva fatto uno dei ‘re’ di Fabriano, in forte antitesi con altri ‘sovrani’ della città del miracolo economico regionale.

Palazzo Ricci

Palazzo Ricci

Ieri il dottor Antonio Parisi Presicce, una delle menti più brillanti della storia bancaria marchigiana, ha chiuso a 77 anni la sua ‘avventura’ umana e professionale che meritava ben altri esiti e ben altri successi, stroncato da un improvviso malore ieri nella mattinata mentre si trovava in vacanza nella sua casa di Marcelli. Non è servito un disperato tentativo di soccorso, con il trasporto in ospedale. Undici anni fa era stato colpito da una trombosi da cui si era gradualmente ripreso.

E’ letteralmente choccato al telefono, Luigi Vannucci, uno dei collaboratori più stretti. “Se ne va un grand’uomo, grande quanto Panzacchi. Amava Macerata e alla città ha contribuito a donare la pinacoteca di Palazzo Ricci, un progetto fortemente voluto dal direttore generale, appassionato dell’arte. Su loro incarico quanti viaggi in giro per l’Italia mi sono fatto in compagnia del compianto amico e collega Ghino Crucianelli alla ricerca degli arredi giusti e dei dipinti dei maestri contemporanei. Al prezzo ‘migliore’, naturalmente. Bisognava risparmiare, questo l’imperativo. La città deve molto, come a per Panzacchi, anche ad Antonio” dice ancora commosso Vannucci. Che ricorda anche qualche franca e diretta ‘discussione’ “sempre per il bene dell’Istituto: erano incomprensioni, però, che si risolvevano subito perchè entrambi eravamo in buona fede. Io, comunque, sono stato sempre dalla sua parte, senza nascondimenti. Anche quando, non essendoci più in Carima Panzacchi, non giovava molto alla …carriera farsi vedere nell’ufficio del direttore centrale, l’ex poulain dell’ex dg. E lui mi apprezzava anche per questo”.

Non dimenticò infatti la sua Macerata e i suoi amici maceratesi, Parisi Presicce. A Macerata ha sempre abitato nella villetta di via Piani

(alloggiando a Fabriano in un bellissimo appartamento in pieno centro) dove, tradizionalmente, in occasione del Natale venivano convocati amicalmente i cronisti maceratesi per una buona cena curata dalla signora Rosanna, gli auguri, la conferenza stampa annuale ed il dono del libro della collana curata da Cecchi (non ancora presidente) su Macerata e il territorio, che la Cassa pubblicava annualmente.

A Macerata come presidente del Rotary, il dottor Parisi aveva promosso il restauro dei grifoni -a guardia- dei cancelli di ghisa. Ed era stato un restauro molto apprezzato. E all’Università di Macerata è stato pure docente presso la facoltà di scienze bancarie.

“Una persona dalle capacità eccezionali, tecnicamente preparatissimo” ricorda di lui il dottor Roberto Malpiedi, segretario generale della Carifac e fino allo scorso anno della Fondazione stessa (ruolo detenuto dello stesso Parisi Presicce, fino alla fine della sua esperienza come Dg e Ad della Spa). “Sapeva dare accelerazioni impressionanti all’azione della banca… e qualche volta anche delle frenate altrettanto rapide. Il ritmo infatti era forse troppo alto…l’eccesso della corsa può portare talvolta a questo.

Il sodalizio con Panzacchi lo aveva reso particolarmente sensibile verso  l’arte. Così si deve a lui l’acquisto da parte di Carifac dell’importantissima collezione dello scultore fabrianese Edgardo Mannucci. “Ottanta pezzi acquistati per 400 milioni di lire, un’operazione magnifica ed un …vero affare, come nel suo stile” aggiunge Malpiedi. La collezione Mannucci, amico del grande gruppo artistico maceratese (a cominciare da Umberto Peschi, continuando con Wladimiro Tulli, finendo con Valeriano Trubbiani) è ora il gioiello della Fondazione Carifac, al piano terra del palazzo nel centro della Città della Carta.

Continua Malpiedi: “Come segretario generale della Fondazione, ho avuto modo di collaborare con la figlia del dottor Parisi, l’architetto Elisabetta che ha saputo vestire magnificamente i locali della nostra splendida sede”.

“Ha continuato ad amare la Carifac sino alla fine. Aveva sia lui sia tutta la famiglia ancora i conti nella nostra banca e non mancava mai di chiedere come andassero le cose, si preoccupava del nostro futuro” ricorda un ex dipendente della filiale di Sforzacosta dell’istituto fabrianese ora incorporato da Venetobanca.

L’ultimo mio incontro con Parisi avvenne, molti anni fa, proprio di fronte alla direzione generale di Carifac, a Fabriano. Considerata la drammaticità del suo addio e le circostanze nelle quali questo si era maturato, gli chiesi francamente: “Perchè ti sei fidato di chi non dovevi?”  Mi rispose in un modo che non dimentico: “Erano amici, si dimostravano amici. Non avevo bisogno di verificarne i sentimenti… mi fidavo e basta. Come di te”

Domani, nella chiesa dei Cappuccini, alle ore 16,30, I funerali.

Da Cronache Maceratesi e da chi scrive alla famiglia (la moglie Rosanna, le figlie Chiarastella ed Elisabetta, i generi Luca e Pier Luigi, i nipoti) le più sentite condoglianze.



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