“L’ufficio postale di Treia è ancora chiuso, un danno e una beffa per i clienti”

LA SEGNALAZIONE - Il nostro lettore Giovanni Parenti lamenta il protrarsi del disservizio venti giorni dopo un tentato furto al bancomat
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postedi Sara Santacchi

A distanza di tre settimane dall’esplosione del bancomat all’ufficio postale di Treia  (leggi l’articolo) sembra ancora tutto fermo sotto l’aspetto dei servizi dell’attività. E’  il nostro lettore Giovanni Parenti a segnalare il protrarsi del disservizio:Sono passati ormai una ventina di giorni  e ci si aspetterebbe che qualcosa si muova per il ripristino dell’ufficio, anche perchè i danni sono pressochè irrilevanti – dice il lettore – invece tutto tace e non c’è nessuno che si sia preoccupato di mettere un cartello che spieghi le cause o i motivi della chiusura. Il cliente arriva in prossimità delle poste e trova la porta sbarrata. Si tratta anche anziani che devono riscuotere la pensione, altri che devono pagare bollette e tanto altro. Qualcuno suggerisce di andare a Passo di Treia o a Chiesanuova. Quindi siamo costretti a subire il disagio e andare agli uffici indicati”. Potrebbe sembrare, dunque, una soluzione, ma a questo punto arriva la sorpresa”Presentandosi allo sportello nelle frazioni – spiega il lettore – per riscuotere la pensione, oltre il danno anche la beffa. Gli viene risposto, infatti, che non possono dare l’intero importo in quanto non hanno liquido a sufficienza e di ritornare un altro giorno. Altri ancora vanno con il libretto di risparmio per ritirare soldi  e ricevono stessa risposta. Allora vien da chiedersi: in quale paese viviamo? Non si pretende molto, ma almeno un minimo di efficienza. In questi casi, poi, il cittadino viene tacciato da arrogante, insofferente, criticone, disfattista e via dicendo. Siamo difronte ad un lassismo preoccupante”.



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