Ufficio Giudice di Pace,
scontro a distanza Carancini-Pettinari

All'assemblea degli avvocati sono state sollevate molte perplessità sull’attribuzione di responsabilità che si sono scambiati il sindaco ed il presidente della Provincia
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L'avvocato Andrea Marchiori

L’avvocato Andrea Marchiori

di Andrea Marchiori *

L’avvocatura maceratese si è riunita in assemblea per discutere in ordine alla ormai definitiva soluzione di trasferire gli uffici del Giudice di Pace presso la sede di Palazzo Trevi Senigallia e, conseguentemente, alle eventuali iniziative da intraprendere.
L’assemblea è stata animata da vari interventi unanimemente diretti a criticare aspramente la scelta operata dagli amministratori locali anche in virtù del metodo seguito. Va detto che da almeno tre anni è nota la decisione adottata dal Ministero di accorpare gli uffici giudiziari (nel nostro distretto sia la sezione distaccata di Civitanova Marche che il Tribunale di Camerino), operazione già attuata, nonché quella degli uffici dei Giudici di Pace della provincia, in parte avviata per i procedimenti di nuova iscrizione e prossima anche per quelli pendenti, sicché è apparsa ingiustificabile l’inerzia nella programmazione della destinazione degli immobili, di fatto discussa fuori tempo massimo, tanto che è stata definita come “emergenza” da fronteggiare nell’immediato.
Molte perplessità sono state sollevate sull’attribuzione di responsabilità che si sono scambiati il sindaco ed il presidente della Provincia, così sintetizzabili: per il sindaco Romano Carancini, la soluzione di destinare l’edificio della scuola Pannaggi, di proprietà del Comune, a completamento della sede del Tribunale e del Giudice di Pace era la più adeguata (identificato quale piano A rispetto al Palazzo Trevi Senigallia) ma il presidente della Provincia avrebbe negato la propria disponibilità ad assecondarla in tempi ravvicinati. Quest’ultimo, a sua difesa (anche attraverso una mail inviata a tutti gli avvocati del foro), riferisce di non essere stato mai contrario a discutere fattivamente della questione ma che non vi erano i tempi per ricercare una adeguata soluzione alternativa per la scuola. Riferisce il presidente Pettinari che la competenza in materia di edilizia giudiziaria è esclusiva del Sindaco e che quest’ultimo avrebbe convocato unilateralmente la riunione del 19 giugno scorso in maniera “intempestiva” tanto da non consentirgli di presenziare.
Agli occhi dei numerosi avvocati presenti (circa 200) tale diatriba è apparsa davvero risibile a discapito dell’argomento di importanza generale, posto dal Consiglio dell’Ordine, che coinvolge per primi i fruitori del servizio.
Il presidente dell’Ordine ha posto in discussione anche un altro argomento importante che offre un ulteriore spunto di riflessione, purtroppo non raccolto dagli amministratori locali: la prossima revisione degli enti locali (Camera di Commercio e Provincia tra gli altri) determinerà una migrazione di numerosi dipendenti pubblici con il criterio della mobilità esterna ed è certo che molti di questi chiederanno il trasferimento presso la sede del Tribunale che ha diversi posti vacanti, con il limite, ancora ricorrente, degli spazi dato che l’attuale Palazzo di Giustizia di via Pesaro non è in condizioni di assorbirne!
Si prospetta, pertanto, l’ennesima occasione persa per sfruttare un coerente e coordinato miglioramento del settore giustizia ma anche per dimostrare che Macerata ha le qualità della città Capoluogo.
In conclusione, l’assemblea ha deliberato all’unanimità il sostegno all’attività sin qui svolta dal Consiglio dell’Ordine ed ha proposto di effettuare un sistematico controllo sul rispetto della normativa sulla sicurezza e dei limiti di utilizzabilità del Palazzo Trevi Senigallia.
In modo responsabile si e’ anche deciso di non intraprendere, ma solo nell’immediato, forme di protesta incisive a condizione che l’amministrazione locale si impegni a rivalutare con maggiore serietà il cosiddetto “piano A” che e’ stato solo annunciato senza la puntuale volontà di attuarlo.
Si potrebbe dire che ci sarà un autunno “caldo” e, tenuto conto dell’ubicazione della nuova sede giudiziaria, sarebbe auspicabile anche un inverno senza precipitazioni nevose perché in quel caso vi sarebbe l’inevitabile interruzione del servizio pubblico.

* avvocato Andrea Marchiori



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