Delrio al seminario di Symbola:
“Imprese forti nel territorio
vincenti anche all’estero ”

TREIA - Tavola rotonda conclusiva con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e tante testimonianze che sposano l'ottimismo: agricoltura giovane e innovativa, big mondiali dell'energia, la bellezza e l'uomo al centro del lavoro. Realacci: "L'Italia può battere la crisi affrontando i suoi mali antichi"
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(In alto la galleria fotografica di Guido Picchio)

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Ermete Realacci, Graziano Delrio e Ferruccio Dardanello (clicca sull’immagine per guardare il video)

di Gabriele Censi

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Ottimismo e una nuova partenza del sistema Italia, questo emerge al termine di una settimana di confronti su economia, qualità e sostenibilità, che sono i temi cari a Symbola, la fondazione che per il terzo anno tiene il suo seminario estivo a Treia (leggi l’articolo sulla giornata di ieri con Poletti e Boldrini). “Dobbiamo credere in noi stessi, il talento e la qualità delle nostre imprese è altissimo – ha detto Graziano Delrio che è stato tra gli ospiti al teatro Arcangeli in un confronto ricco di spunti, moderato dal direttore di Rainews24 Monica Maggioni,  –  il paese deve organizzarsi meglio, semplificare le regole e ridurre le tasse sul lavoro, così l’Italia riparte. E’ importante che le imprese più competitive si riconoscano e dialoghino anche nel loro territorio, questo le rende più forti e più capaci anche nell’internazionalizzaizone“.

Brunello Cucinelli e Gian Mario Spacca

Brunello Cucinelli e Gian Mario Spacca

Temi nazionali, internazionali ma anche locali alla tavola rotonda conclusiva di questa mattina. L’Italia minore che prende il centro della scena, ed è proprio da qui che rimbalza sulla stampa nazionale il primo commento al vertice europeo che il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio definisce come una vittoria del Governo italiano:  “E’ un’Europa – dice Delrio – che vuole cambiare direzione, concentrandosi di più su crescita e occupazione, abbiamo il merito di aver aperto un dibattito”. La tavola rotonda è aperta dal presidente della Camera di Commercio di Macerata, Giuliano Bianchi che non aveva ancora davanti il sottosegretario ma a lui si è in qualche modo rivolto nel suo intervento: “Ora si comunica con sms direttamente al Presidente del Consiglio ma, anche se sono arrivati 14 mila messaggi dal sistema camerale al Governo, sembra aver pesato di più la lettera del presidente di Confindustria, Squinzi”. Il riferimento è ai tagli che interessano proprio le Camere di Commercio: “Tagli necessari, ma non si è partiti dagli veri enti inutili, che continuano ad essere utili ad altro ma non al 95 % delle imprese italiane che sono micro e piccole.” Una polemica  tra le associazioni artigiane e industriali che si ritrova nella competizione maceratese per il rinnovo della carica occupata negli ultimi 15 anni da Giuliano Bianchi e che lo vede contrapposto a Nando Ottavi, che guida gli industriali delle Marche. Tra questi in platea c’era Adolfo Guzzini.  

 

Maria Letizia Gardoni

Maria Letizia Gardoni

Veterani del mondo economico che sono stati messi in ombra dalla freschezza di un successivo intervento della presidente di Coldiretti Giovani, Maria Letizia Gardoni: “Siamo i ritornanti, gli imprenditori agricoli 2.0 e ci definiamo i pionieri del cambiamento, anche sociale non solo economico. Girando l’Italia ho scoperto realtà incredibili ma sconosciute , c’è anche chi governa una stalla con l’I-pad”. Molto presente il tema dell’energia con due big del settore, il presidente di Terna Catia Bastioli  e l’amministratore delegato di Enel Francesco Starace . Oltre alle piccole imprese ci sono anche competitori mondiali e alla loro guida ci sono persone molto vicine alle sensibilità del gruppo presieduto da Ermete Realacci. Lo spoils system renziano si vede dalle provenienze dei due soggetti, Enel Green Power  per Starace e Novamont, ovvero la chimica verde, per Bastioli.

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Da snistra: Giovanna Melandri, Francesco Starace e Monica Maggioni

Gli altri interventi sono di Ferruccio Dardanello di Unioncamere, che si dichiara disponibile al confronto con il governo per ridisegnare il sistema senza penalizzare le piccole imprese: “La nostra economia è come un cristallo, preziosa e fragile”;  di Aldo Bonomi, direttore Aaster che parla di simultaneità come parola chiave per la competizione: “Servirebbero tante realtà diffuse sul territorio, non basta una forte governance nazionale”.  Giovanna Melandri nella doppia veste di rappresentante di Human Foundation e Maxi riprende il tema che è stato oggetto dell’appuntamento maceratese con “Io sono Cultura”: “L’impresa culturale è anche sociale e va sostenuta in un momento di domanda calante”; ottimismo a piene mani da Brunello Cucinelli,  imprenditore di successo che punta su un capitalismo etico: “L’imprenditore deve organizzare la creatività che risiede in tutti gli uomini, l’uomo deve essere al centro del lavoro, con dignità anche nello stipendio, la risorsa italiana è la bellezza. Abbiamo una nuova apertura di credito all’estero, qualcosa è cambiato”.

symbola sabato (24)Il tema del seminario, “coesione è competizione”, stimola l’intervento di Gian Mario Spacca, presidente della Regione: “Occorre raggiungere un equilibrio tra coesione sociale, valorizzazione ambientale e fattore organizzativo-imprenditoriale. Le nuove imprese sono per lo più manifatturiere, ma anche fortemente innovative e creative, in particolare nei settori ad elevato tasso di conoscenza, e nascono principalmente intorno alle Università e ai maggiori centri urbani. Un aspetto molto significativo ma anche problematico per le Marche a causa del loro modello di economia diffusa e di organizzazione policentrica. Va dunque ricercata una formula che possa far coesistere il modello organizzativo marchigiano con l’esigenza di creare quella massa critica indispensabile per lo sviluppo di una comunità orientata alla conoscenza”. Le conclusioni sono del presidente di Symbola Ermete Realacci:  “Il nostro ottimismo è suffragato da numeri, studi fatti e esempi concreti portati all’attenzione di media che spesso fanno a gara a cercare le più improbabili notizie purchè siano depressive. L’Italia può battere la crisi affrontando i suoi mali antichi, non solo il debito pubblico, ma anche le diseguaglianze sociali, l’economia in nero, il ritardo del Sud, una burocrazia inefficace, mobilitando le sue migliori energie e i suoi talenti. Cultura e green economy sono i fattori vincenti per reagire alla crisi”.

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Nonostante la presenza del sottosegretario Delrio, nessun accenno stamattina alla legge sulle nuove Province che porta il suo nome e che sta producendo i primi effetti anche nelle Marche (leggi l’articolo),  oggi erano i tagli alle Camere di Commercio a tenere la scena.

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