Caccia agli sponsor sul web, per salvare il Museo del trotto

CIVITANOVA - Per tenere aperte le sale occorre raccogliere 40mila euro, i figli di Mori ci provano con il crowdfunding attraverso un appello pubblicato sul sito Indiegogo
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di Laura Boccanera

Save the museum. Si chiama così l’appello estremo che la Fondazione Mori rivolge al mondo per tentare di salvare lo storico Museo del trotto che raccoglie cimeli, stampe, una collezione di documenti storici (dal 1700 ad oggi), opere d’arte, foto, libri, manifesti d’epoca, materiale che racconta  del rapporto fra uomo e cavallo e della nascita delle corse al trotto come sport popolare. Un museo particolarissimo e ricchissimo, inserito nella sua cornice naturale, nella meravigliosa campagna civitanovese al confine con l’Asola, ma che rischia di emigrare a Milano e di essere venduto. Una perdita terribile per il territorio e per la Regione Marche tutta dal momento che il museo del Trotto è un esempio unico in Italia. Ma tenere in piedi un museo e l’ippodromo, in un periodo difficile sia per il mondo dell’ippica che per quello della cultura rappresenta un impegno gravoso e pur di non mollare e cavallonon disperdere quel patrimonio e quell’eredità morale tramandata da Ermanno Mori, i figli dell’infaticabile Capitano ci provano con il crowdfunding. Ovvero la ricerca di sponsor attraverso la rete. Chiunque può dare il proprio contributo, anche con piccole somme. Il valore del crowdfunding infatti è tutto lì: portare una  massa di persone a partecipare e sostenere una causa. E la causa stavolta è il salvataggio del Museo storico del Trotto. L’appello è pubblicato sul sito Indiegogo:  “Vorremmo resistere, vorremmo farcela – scrive Alessandra Mori – vorremmo entro l’anno portare a conclusione  il riconoscimento di ‘bene culturale italiano’  avviato con la Sovrintendenza di Belle Arti. Vorremmo continuare a raccontare storie di uomini e cavalli. Sul sito www.museodeltrotto.it potete capire meglio chi siamo  e cosa abbiamo fatto. Il Capitano, nostro padre,  ha raccolto tutto il materiale in quasi 50 anni,  nostra madre, ha faticosamente tentato di mettere ordine. Ora ci siamo noi. Vorremmo farcela, possiamo farcela”. L’obiettivo è il raggiungimento di 40mila euro entro la fine di luglio.



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