Ore 10,10, la terra trema
Spettacolare esercitazione

VISSO - In campo tutte le forze del soccorso che questa mattina hanno realizzato un intervento reale dopo un forte sisma. Presente anche l'attore Cesare Bocci (GUARDA LA GALLERIA FOTOGRAFICA)
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L'attore Cesare Bocci ha preso parte all'esercitazione di questa mattina

L’attore Cesare Bocci ha preso parte all’esercitazione di questa mattina

di Monia Orazi

Una fortissima scossa di terremoto alle 10,10 del mattino mette in ginocchio l’entroterra dei Sibillini. La terra si scuote forte, crollano soffitti, scale, pezzi di case. Due strade provinciali sono interrotte, soltanto grazie alla provinciale 98 si possono raggiungere Visso e Fiastra. Parzialmente crollati, dunque inagibili, gli ospedali di Macerata e Camerino. Nonostante questo una macchina del 118 partita da Camerino, dopo venti minuti è già nel piccolo centro di Cupi di Visso, un centinaio di abitanti, urla e terrore. E’ lo scenario simulato per attivare i soccorsi post-terremoto: questa mattina per l’esercitazione di emergenza sanitaria dell’Ares (associazione regionale emergenza sanitaria e sociale) che ha coinvolto una settantina tra medici ed infermieri volontari, specializzati nelle emergenze sanitarie ed impiegati in diverse parti del mondo, tra cui la recente alluvione di Senigallia e qualche mese fa il terremoto delle Filippine.
Insieme a loro anche una trentina di persone, tra gli uomini del 118 di Macerata e della Croce rossa di Macerata e Visso, vigili del fuoco di Macerata e Camerino, personale comunale e della Protezione civile regionale, agenti del Corpo forestale dello stato ed i carabinieri della stazione di Visso. Presente all’insaputa di tutti anche l’attore Cesare Bocci, testimonial dell’Ares, che per tutta la mattinata ha assistito in silenzio all’esercitazione, camuffato tra l’andirivieni di personale sanitario, con in testa un cappellino scuro ed occhiali da sole a specchio, ha immortalato ogni fase dei soccorsi con il suo Iphone. “Mi complimento con voi per la grande cura con cui è stata fatta l’esercitazione e per il vostro impegno – ha detto ai volontari – i feriti erano perfettamente truccati e si comportavamo come avviene per noi attori sul set delle fiction”. La simulazione dei soccorsi post-terremoto è stata ispirata ai tragici eventi del 1997. “In occasione della formazione dei volontari Ares abbiamo voluto cogliere l’occasione per fare un’esercitazione di emergenza sanitaria per coinvolgere tutti insieme gli operatori, che altrimenti difficilmente potrebbero lavorare insieme, se non in situazioni reali – anticipa Susanna Balducci del settore pianificazione speciale della Protezione civile Marche – sarà testato per la prima volta il raccordo tra il container shelter, la sala operatoria d’emergenza e la nuovissima tenda della protezione civile regionale che viene montata per la prima volta. Per noi è un modo di mettere alla prova le nostre strutture”.

Una figurante ferita

Una figurante ferita

Dopo il finto terremoto, la simulazione prosegue senza intoppi per oltre tre ore. Intanto ad Ancona si è messo in moto il dipartimento regionale di protezione civile, in mezz’ora gli uomini sono già al magazzino di Ancona, pronti a partire per le zone terremotate. Grazie ad un consulto con alcuni vigili del fuoco presenti già a Cupi, vista la situazione sanitaria che non consente di impiegare gli ospedali, si parte con l’ospedale da campo regionale. Si allertano la prefettura di Macerata, la Provincia attiva la Soi (sala operativa integrata di emergenza), in regione si allestisce la Soup (sala di emergenze che coordina tutti i soccorritori ed i sanitari coinvolti). Il neo sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini, al volante della macchina della protezione civile comunale inizia a perlustrare il territorio per valutare la prima entità dei danni ed attiva il Coc, il centro di emergenza comunale. In pochi minuti arrivano da Visso i primi volontari del locale comitato della Croce rossa, con il presidente Giovanni Casoni, sul posto anche il presidente provinciale Silvano Giori. Si sentono già le urla di alcuni feriti. Alle 10.41 il primo team di soccorso, formato da vigili del fuoco ed uomini del 118 già arrivati con un’ambulanza, iniziano la prima ricerca dei dispersi. Dieci minuti ed il primo ferito è già soccorso, immobilizzato sulla barella spinale, un uomo con una gamba rotta. In un piccolo abitato di case con crolli, ci sono una donna con una frattura esposta, un’altra con ustioni di secondo e terzo grado su oltre metà del corpo lancia urla terribili.

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L’ospedale da campo

Una giovane donna ha un pezzo di legno conficcato nel costato, il sangue esce a fiotti. E’ un “simulatore”, personale addestrato della Croce rossa, proveniente dalla provincia di Ancona, che è stato adeguatamente truccato da truccatori professionisti della Cri, con materiali naturali. Impressionante il recupero di una donna a cui è caduto un trave sopra, con i lineamenti irriconoscibili modificati con la cera, per simulare quello che in gergo medico si chiama “shock facciale”. I primi sanitari danno a ciascuno un codice, rosso, giallo o verde a seconda della gravità. Per fortuna al momento nessun codice “nero”, con persone moribonde. Dopo quindici minuti ai primi agenti della forestale ed ai carabinieri di Visso la responsabile della Protezione civile chiede di attivare un servizio anti-sciacallaggio.I vigili del fuoco transennano la zona più colpita, detta zona rossa. Alle 11,06 i primi tre feriti portati con le barelle, sono già all’ombra, nella piazzetta davanti alla chiesetta di Cupi. Intanto giungono i primi gruppi secondari di supporto, i volontari della Cri dei soccorsi speciali, Opsa (salvamento in acqua) e Smts (salvamento rocciatori e montagna).

Susanna Balducci del settore pianificazione speciale della Protezione civile Marche  con i carabinieri sul luogo dell'esercitazione

Susanna Balducci del settore pianificazione speciale della Protezione civile Marche con i carabinieri sul luogo dell’esercitazione

Alle 11,25 si radunano i codici verdi, le persone con escoriazioni e ferite lievi, non è facile, alcuni sono sotto choc e vogliono rientrare in continuazione nelle proprie case. Una signora sfugge alla sorveglianza e ci riesce, ma viene fermata da un vigile del fuoco. I volontari dell’Ares armeggiano attorno ai feriti gravi, i codici verdi vengono condotti lungo la discesa alla fine dell’abitato, è già stato allestito il punto medico avanzato, una struttura ad arco gonfiabile dove possono entrare una decina di barelle, con uno spazio in cui i sanitari possono operare senza contaminazioni esterne. Continua intanto la ricerca dispersi. Delle urla giungono da dietro un cancello, tre vigili del fuoco agili e scattanti lo scavalcano ed in seguito portano una barella. Una donna è rimasta incastrata sotto le macerie nel piano superiore di una casa, un anziano dentro la stalla. Ogni situazione viene prontamente affrontata da una squadra mista tra vigili e sanitari. Alle 11,40 arrivano da Ancona le prime squadre secondarie di supporto dell’Ares, qualcuno in paese lamenta l’assenza di un uomo e dice di averlo visto andare in alto, oltre il rifugio verso la montagna.

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L’attore Cesare Bocci con alcuni soccorritori

L’ingegner Stefano Tasso dei vigili del fuoco attiva subito la ricerca con le tre unità cinofile del comando di Macerata, un bellissimo labrador, un pastore tedesco ed un border collie. Passano i minuti, i cani insieme ai loro conduttori iniziano a cercare, arriva per primo il pastore tedesco, prende una direzione l’annusa e si dirige esattamente dove il volontario si trova disteso a terra. Abbaia festante per segnalare l’obiettivo raggiunto.
Tutti i soccorsi passano per la voce ed il coordinamento del dottor Ermanno Zamponi, responsabile del 118 di Macerata. I feriti si accumulano nel punto medico avanzato, sottoposti alle prime cure urgenti. Intanto una squadra dell’Ares giunta da Ancona con la sala operatoria d’emergenza e l’ospedale da campo, lavora di gran lena davanti al santuario di Macereto. Cinquanta minuti esatti e tutto è pronto, alle 12,40 il segnale che la sala operatoria è perfettamente operativa. Pochi minuti ed arriva la prima ambulanza con la donna che ha il pezzo di legno conficcato nel costato. Una decina tra medici ed infermieri intervengono con grande rapidità. Pochi minuti ed una voce dall’esterno avverte: “Un minuto ed arriva la prossima ambulanza”. Ne arrivano quattro in rapida successione, di fronte alla quiete secolare del santuario di Macereto. Nervi saldi e gesti fermi, in sala operatoria si vedono flebo, tubi, e bisturi. Si accumulano i volontari davanti all’ospedale da campo. Si riuniscono i responsabili dei vari settori, per tracciare un primo bilancio dell’esercitazione. “E’ andato tutto bene, la simulazione è perfettamente riuscita, siamo soddisfatti” dicono. “Abbiamo voluto effettuare tre giorni di formazione in questa splendida cornice perché per noi è molto importante metterci alla prova per valutarci – spiegano Gaetano Bocci e Mario Caroli dell’Ares – sia per i soci di più lunga data che per i nuovi soci”. I volontari dalle maglie blu dell’Ares resteranno sino a domattina, poi Cupi e Macereto di Visso torneranno nella quiete della splendida estate dei Sibillini.

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Il sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini, in tenuta da soccorso

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Un momento della simulazione dei soccorsi questa mattina a Cupi di Visso



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