Ascani: “Il mio cuore soffre
a vedere il Babaloo ridotto così”

POTENZA PICENA - Il titolare dello Shada ricorda i fasti della discoteca ed esprime il suo rammarico dopo il reportage che ne documenta lo stato di abbandono
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Nel post Facebook pubblicato oggi Aldo Ascani esprime il suo rammarico per le condizioni in cui versa la struttura dell'ex Babaloo

Nel post Facebook pubblicato oggi Aldo Ascani esprime il suo rammarico per le condizioni in cui versa la struttura dell’ex Babaloo

di Alessandro Trevisani

Babaloo, la storia continua. Nei giorni scorsi il reportage fotografico del videomaker Alessandro Tesei ha segnalato lo stato fatiscente della struttura in disuso a quasi due anni dall’ultima serata della discoteca (leggi l’articolo), in un panorama in cui i locali notturni del circondario chiudono a tutto spiano (ma dobbiamo dire che il Mia come discoteca ha chiuso la stagione invernale, ma non è affatto “chiuso” nel senso di “gestione vacante”, anzi, è mandato avanti con successo dalla famiglia Guazzotti).

In ogni caso oggi arriva Aldo Ascani, con un post sul suo profilo Facebook, a dire tutto il suo rimpianto per un’epoca durata oltre un decennio, e per le condizioni di abbandono in cui versa la discoteca visitata e scattata dal documentarista jesino per il blog Ascosi Lasciti. “Così è come ti abbiamo lasciato!”, scrive il direttore artistico dello Shada, postando una foto del Babaloo di notte, nel pieno dei suoi fasti. “Il mio cuore soffre”, scrive Ascani, esprimendo rammarico per “quelle immagini orribili di degrado e di solitudine che la struttura vive”. E ancora: “Quanti anni di sacrifici, quante lacrime di gioia e perché no anche di dolore abbiamo versato per realizzare una delle strutture più belle d’Europa e vanto di una regione intera”. Ma perché il Babaloo ha tirato i remi in barca, secondo Ascani? L’imprenditore parla dei “350mila euro d’affitto annuo richiesti dalle 5 vele ad una sola condizione: prendere o lasciare”, nonostante la crisi che aveva “generato una perdita enorme di denaro”, il che avrebbe indotto gli Ascani a “non poter rispettare più i patti contrattuali generando conflitti e cause processuali irreversibili”.

Aldo Ascani

Aldo Ascani

Ascani ricorda ancora i “milioni di euro che abbiamo investito in virtù di un patto di riscatto”, e ricorda “alle malelingue che la nostra gestione ha regolarmente pagato (dimostrabile in ogni sede) tutti gli affitti dei 11 anni precedenti.per svariati milioni di euro. Oggi purtroppo l’unico riscatto benché il peggiore di tutti e quello di vedere fuori noi è dentro il Nulla”. Infine una nota amara (“Sicuramente un tavolo figlio del buon senso e della ragione avrebbe portato ad una soluzione diversa”), e un saluto che pare un arrivederci: “Mio caro Babaloo, sei sempre con tutti noi. La vita è una ruota… Mai dire mai!”.
Che qualcosa stia bollendo in pentola? Escluderemmo un rientro immediato degli Ascani, che appena un anno fa ricevettero dal Tribunale lo sfratto esecutivo (leggi l’articolo). Ma indiscrezioni parlano di diverse società che si sarebbero fatte avanti di recente, in ogni caso troppo tardi per permettere alla proprietà di riconsegnare la struttura entro la stagione. Insomma, per far “rivivere” il Babaloo toccherà aspettare un po’ di tempo, salvo sorprese attualmente non preventivabili.

 

 

 

Una delle sale abbandonate nella foto di Alessandro Tesei di Ascosi Lasciti

Una delle sale abbandonate nella foto di Alessandro Tesei di Ascosi Lasciti



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