Quando Porto Recanati
divenne campione d’Italia

2 giugno 1964, il sogno dell'Adriatica. Lo scrittore Lino Palanca, ricorda quella magnifica avventura calcistica che 50 anni dopo la città non ha ancora dimenticato
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I-campioni-del-1964.-Da-sinistra-in-piedi-Pepa-Panetti-Monaldi-Giacomo-Mimmo-Palanca-Grandinetti-Lino-Palanca.-Accosciati-Matassini-Boccalini-Venusto-Pierini-Solazzi..

I campioni del 1964. Da-sinistra, in piedi: Pepa-Panetti-Monaldi-Giacomo-Mimmo-Palanca-Grandinetti-Lino-Palanca.-Accosciati-Matassini-Boccalini-Venusto-Pierini-Solazzi.

 

Ludovico Scarfiotti, campione di automobilismo, premia un emozionato Lino Palanca

Ludovico Scarfiotti, campione di automobilismo, premia un emozionato Lino Palanca

di Alessandro Trevisani 

“Olio, petrolio, acqua minerale: per battere l’Adriatica ci vuole la Nazionale!”. È il 2 giugno 1964 quando queste parole, gridate in coro da centinaia di persone, squarciano il cielo azzurro di Porto Recanati, nel pomeriggio di un giorno assolato. Le cantano i ragazzi, le ragazze, i bambini, in mezzo a una folla festante che accompagna dalla stazione alla parrocchia dei Salesiani i giocatori dell’Adriatica, la squadra juniores che in mattinata, al Romeo Neri di Rimini, si è laureata campione d’Italia nel torneo CSI (Centro Sportico Nazionale), battendo 2-1 i pari età del Centro Oratoriano Sportivo Latina. Quelle parole le canta anche Massimo Palanca, mille riccioli e 11 anni da compiere in agosto, ignaro del fatto che due lustri più tardi prenderà il treno per Catanzaro, dove firmerà 45 reti in serie A (13 dal corner in tutta la carriera, col suo sinistro fendente).
Quel giorno, però, il futuro bomber è felice per suo cugino in seconda, Lino, autore del gol del pari, su rigore, osannato insieme agli altri giovanissimi che portano in paese un titolo enorme, inaspettato, che 50 anni dopo è ricordato da tutta Porto Recanati. Noi lo abbiamo incontrato Lino Palanca, 66 anni, professore in pensione di Lingua e Letteratura Francese, nonché direttore delle riviste Lo Specchio e Potentia. Era lui, che a cavallo degli anni 90 fu per una dozzina d’anni corrispondente del Corriere Adriatico in città, lo stopper di quella squadra dalla quale uscirono i futuri giocatori di Palermo, Napoli, Anconitana e altre illustri compagini. Fu lui a segnare su rigore il gol dell’1 a 1, poco prima del vittorioso raddoppio.

Lino Palanca

Lino Palanca

Palanca, come nacque quella squadra mitica?
“Per scherzo.E per iniziativa di Nazareno Grandinetti e Luigino Boccolini. E anche di un prete pugliese, don Fedele Cozzi, che un giorno se ne venne a Porto Recanati con una valigia piena di maglie rossonere. Ci iscrivemmo al campionato e cominciammo ad allenarci dai Salesiani. Poi la squadra la prese in mano Giovanni Monaldi, e la fece decollare: segnammo 80 reti subendone 6 o 7. Diventammo campioni regionali battendo il Montecarotto, poi scavalcammo la fase interregionale, finché arrivammo a Rimini con altre 7 squadre. Dopo il Ponsacco e il Novara, battuti 4-1 e 4-0, venne il turno del Latina”.

La finale si giocò a Rimini.
“Erano le 9 e 30 del mattino. Dal Porto vennero in 150 persone. C’era il sindaco Moroni, che arrivando prese una multa sulla statale, c’era Luciano Panetti (il mitico Puma della Roma, che l’anno dopo chiuse la carriera di portiere alla Lucchese, ndr), scatenato a bordo campo, che dopo il gol subito ci incitava gridando come un disperato”.

Il rigore dell'1-1 segnato da Lino Palanca

Il rigore dell’1-1 segnato da Lino Palanca

Prendete il gol nei tempi supplementari. Poco dopo l’arbitro vi assegna il rigore.
“Sì, per un fallo di mano sulla riga di porta. Il rigorista era Luigi Pepa, ma quella notte non si era sentito bene e stringeva i denti dall’inizio. Tocca a me”.

Paura?
“Per niente. Come un incosciente metto giù il pallone, rincorsa, apro il piatto destro e la piazzo rasoterra a fil di palo. Il portiere si allunga, ma non ci arriva”.

Poco dopo Mimmo Palanca raddoppia. Come fu arrivare al Porto da campioni d’Italia?
“Fuori dalla stazione il piazzale e una porzione del corso erano colmi di gente. C’era la banda che ci seguiva, ci abbiamo messo un’ora a raggiungere la chiesa dei Salesiani. In parrocchia Ludovico Scarfiotti mi diede una coppa in mano e mi disse ‘Tu sì che sei un campione’. E chi se lo dimentica?”.

Nel-libro"Un sogno lunga una vita" (Centro-Studi Portorecanatesi) Palanca racconta l'impresa dellAdriatica

Nel-libro”Un sogno lunga una vita” (Centro-Studi Portorecanatesi) Palanca racconta l’impresa dellAdriatica

Quali furono i campioni nati nell’Adriatica nel 1964?
“Luigi Pepa giocò mezzala nel Palermo e nell’Anconitana, Roberto Pierini giocò centravanti nel Forlì, mentre Boccolini giocò nel Napoli che sfiorò lo scudetto nel 1976. Ma io ricordo con piacere il nostro portiere, Natalino Venusto: era un metro e 60, ma si muoveva come un gatto”.

Come ricorderete i 50 anni?
“Con una mostra, per la quale vorremmo chiedere l’aiuto del Comune. E invitando al Porto i ragazzi del Latina. Loro lo hanno già fatto nel 2010, e al portiere che mi diceva ‘L’avevo quasi presa’ mostrammo il filmato. Eh no caro, ti avevo proprio spiazzato!”.

 

 

 

 

 

In una copia dell'Intrepido del 1976 ecco Luigi Boccolini, centrocampista dellAdriatica 1964, qui con la maglia del Napoli

In una copia dell’Intrepido del 1976 ecco Luigi Boccolini, centrocampista dellAdriatica 1964, qui con la maglia del Napoli



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