25 maggio: la riscossa della politica
nasce dai piccoli Comuni

LA GUIDA AL VOTO - Il rissoso dibattito incentrato sul Governo e sulla politica nazionale ha oscurato i temi dell’Europa e delle politiche locali. Nei Comuni è però forte la voglia di andare oltre i partiti tradizionali. In cinque centri del maceratese c’è un solo candidato; ventidue i sindaci in cerca di riconferma. Si riaffacciano anche diversi ex, ma tanti sono i volti nuovi nelle liste
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felizianidi Alessandro Feliziani

Mancano ormai solo poche ore alla conclusione della campagna elettorale. Il voto di domenica prossima servirà a rinnovare il Parlamento europeo, ma soprattutto a costruire la politica dell’Unione europea per i prossimi cinque anni. Di questo, però, se n’è parlato poco, e quel poco lo si è fatto quasi esclusivamente con spot elettoralistici e con frasi costruite dalle agenzie di comunicazione. Nulla si è detto circa i temi concreti delle politiche europee in campo sociale ed economico né, ad esempio,del farraginoso e costoso meccanismo delle istituzioni comunitarie che operano nel dispendioso triangolo tra Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo. 

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Non si è parlato nemmeno del ruolo che l’Italia dovrà svolgere da luglio a dicembre durante il proprio periodo di presidenza del Consiglio dell’Unione europea. Queste elezioni cadono, infatti, proprio a ridosso del semestre in cui il Governo italiano, raccogliendo il testimone dalla Grecia, avrà la responsabilità di gestire e coordinare il funzionamento del Consiglio dell’Unione nelle sue varie formazioni (leggi l’articolo). Più che per l’Europa, insomma, la campagna elettorale di queste settimane sembra sia servita a preparare una sorta di prova generale delle future elezioni politiche, cui molti stanno già pensando.

Il rissoso dibattito politico sui maggiori temi nazionali ha fatto perdere un’occasione per un opportuno confronto sul futuro dell’Unione  europea e, nello stesso tempo, ha “nascosto” l’altro aspetto che la campagna elettorale avrebbe dovuto far emergere. Cioè quale ruolo, funzione, strumenti e risorse dare alle autonomie locali. Niente si è detto circa le prospettive dei servizi pubblici e delle politiche sociali che i Comuni ogni giorno devono garantire, stretti come sono nella morsa rappresentata dalle sempre più esigue risorse da un lato e dalla necessità di moderare la leva fiscale dall’altra. In concomitanza con le elezioni europee, infatti, in oltre la metà dei Comuni italiani – e tra questi 43 Comuni della provincia di Macerata – si dovrà eleggere il Sindaco e rinnovare il Consiglio comunale. La campagna elettorale che ha trovato eco sui media non ha certo contribuito a chiarire agli elettori i veri temi di cui gli eletti si dovranno occupare. I partiti tradizionali incontrano serie difficoltà ad attirare consensi da parte di quei cittadini non “politicizzati”, sempre più sfiduciati dall’incapacità dei governanti di invertire la rotta di una crisi economica che si protrae da troppi anni e nello stesso tempo disgustati dai continui scandali e dalle perduranti ruberie.

In questo quadro assai fosco, uno spiraglio di luce arriva proprio dalle elezioni locali. In ogni eclissi, del resto, ciò che è momentaneamente oscurato presto riappare luminoso e la vera novità che sta uscendo dal cono d’ombra di questa campagna elettorale arriva proprio dai Comuni, specie da quelli di piccole e medie dimensioni.  Mai come in questa tornata elettorale, infatti, nei piccoli centri i veri protagonisti sembrano essere i cittadini e non i partiti. Nella maggior parte dei Comuni i simboli dei partiti tradizionali sono pressoché assenti dai manifesti ufficiali dei candidati e tanti uomini e donne con la volontà di impegnarsi per la propria comunità si sono ritrovati in liste cosiddette civiche. Molti – per fortuna –i “neofiti” dell’impegno pubblico, i quali sono presenti nelle liste accanto a candidati con diverse esperienze amministrative alle spalle. Non mancano liste al cui interno si ritrovano addirittura candidatiun tempo tra loro “avversari” e che, abbattuti ora i vecchi steccati ideologici, tentano di “costruire” qualcosa di nuovo e di utile per la comunità. Oltre all’assenza divecchi simboli, anche i nuovi nomi delle liste richiamano rinnovati concetti d’impegno politico: “Uniti per …..”, “Progetto per…..”, “Insieme per…..”, Lista per……”, seguito dal nome del Comune. Questa nuova volontà di mettersi insieme per costruire qualcosa a favore del proprio paese, è un esempio che dovrebbe far breccia anche a livelli più alti, a cominciare l’anno prossimo dalle elezioni regionali. C’è da augurarsi che proprio questa rinnovata voglia partecipativa nei Municipi rappresenti anche l’arma per abbattere l’astensionismo e il crescente disinteresse per la politica.

Elezioni2014_54_5517Leggendo le candidature presentate nei 43 Comuni maceratesi, dove domenica prossima si voterà anche per rinnovare le amministrazioni locali, si coglie sia la volontà di “scuotere” la vita politica cittadina, sia la volontà di sottrarsi al difficile ruolo di “esattore dello Stato” cui è preposto, suo malgrado, il Sindaco di un Comune. Nella provincia di Macerata, infatti, ci sono sia casi di piccoli Comuni con tre o quattro candidati ed altrettante liste, sia Comuni dove è stato addirittura difficile riuscire a comporre una sola lista. In ben cinque Comuni (Urbisaglia, Cessapalombo, Poggio San Vicino, Castelsantangelo sul Nera, Camporotondo di Fiastrone) c’è un solo candidato a Sindaco e la sua elezione può essere ostacolata solo dall’astensione al voto di oltre la metà degli elettori. In uno di questi Comuni, a Cessapalombo, per evitare il commissariamento cui si sarebbe dovuti ricorrere nel caso che non fossero state presentare candidature, il sindaco uscente Giammario Ottavi ha dovuto far ricorso alla Legge “Delrio” dell’aprile scorso. Precisamente a quella norma che ha consentito un terzo consecutivo mandato per i sindaci dei piccoli centri.  Del terzo possibile mandato potranno usufruire, se rieletti, anche Sandro Luciani a Pievebovigliana, Claudio Castelletti a Fiastra, Valeriano Ghezzi a Monte San Martino. Oltre a loro, sono molti i “primi cittadini” uscenti che cercano la riconferma, a cominciare da Francesco Fiordomo a Recanati. La città leopardiana, con i suoi sei candidati a Sindaco e diciassette liste, è quella dove la competizione riveste i connotati più simili ad una elezione di livello nazionale. Sindaci uscenti in cerca di riconferma anche in altri diciassette Comuni: Rosalba Ubaldi a Porto Recanati, Paolo Sparvoli a Matelica, Mario Lattanzi a Monte San Giusto, Luigi Monti a Pollenza, Flavio Zura a Mogliano, Osvaldo Messi ad Appignano, Giuseppe Ripani a Montelupone, Carlo Carnevali a Montefano, Franco Ceregioli a Sarnano, Eraldo Mosconi a Sant’Angelo in Pontano,  Gabriele Santamarianova a Serravalle di Chienti, Giovanni Zavaglini a Gualdo, Paolo Teodori a Ripe San Ginesio, Massimo Citracca a Fiordimonte, Pietro Cecoli a Montecavallo, Giancarlo Ricottini ad Acquacanina e Filippo Saltamartini a Cingoli. Per il Comune “balcone delle Marche” la sfida del sindaco uscente è caratterizzata dal nome dei tre avversari del sindaco uscente: un suo diretto collaboratore in Comune, il vice segretario comunale Giorgio Giorgie i due sindaci che l’hanno preceduto, Leonardo Lippi e Gianfilippo Bacci.

Di ex che tentano un ritorno alla guida del Comune da loro stessi amministrato in anni passati ce ne sono diversi: Franco Capponi a Treia, Sabrina Ricciardi a Pollenza, Federico Marconi a Sarnano, Claudio Tedeschi a Loro Piceno, Claudio Mazzalupi a Fiuminata, Giuliano Pazzaglini a Visso, Mauro Falcucci a Castelsantangelo sul Nera. Un altro ex sindaco, Giampiero Feliciotti, già primo cittadino del “paese della Vernaccia”, si è candidato a sindaco del suo comune di residenza, Belforte del Chienti. Sfide del tutto inedite, oltre che a Belforte, anche a Potenza Picena (uno dei due Comuni – l’altro è Recanati – dove è previsto il voto di ballottaggio l’8 giugno), Montecassiano, Montecosaro, Camerino, Pievetorina, Pioraco, Sefro (dove si sfidano due candidati a sindaco, lontani parenti tra loro),Apiro, Caldarola, Serrapetrona e Ussita.

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Fac simile della scheda elettorale

Fac simile della scheda elettorale per le Europee

QUANDO SI VOTA

Domenica 25 maggio 2014, dalle ore 7.00 alle ore 23.00, si svolgeranno le operazioni di voto per le elezioni dei 73 membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia. Nella stessa data si voterà per l’elezione dei sindaci e dei consigli comunali in 43 Comuni. In caso di effettuazione del turno di ballottaggio per l’elezione dei sindaci si voterà domenica 8 giugno dalle ore 7.00 alle ore 23.00. Lo scrutinio dei voti per il Parlamento europeo inizierà a partire dalle ore 23.00 di domenica 25 maggio, subito dopo la conclusione delle operazioni di voto e l’accertamento del numero dei votanti. Per le elezioni regionali e comunali, ove previste, lo scrutinio verrà rinviato alle ore 14 di lunedì 26 maggio, dando la precedenza allo spoglio delle schede per le elezioni regionali.

COME SI VOTA

ELEZIONI EUROPEE

L’elettore, all’atto della votazione, riceverà un’unica scheda, di colore  rosso per l’Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio). Il voto di lista si esprime tracciando sulla scheda, con la matita copiativa, un segno sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta. Ciascun elettore può anche esprimere voti di preferenza. Il voto di preferenza deve essere espresso esclusivamente per candidati compresi nella lista votata. È possibile esprimere fino a un massimo di tre voti di preferenza per candidati di una lista. Nel caso di tre preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della terza preferenza.
I voti si esprimono scrivendo, nelle apposite righe tracciate a fianco del contrassegno della lista votata, il nome e cognome o solo il cognome dei candidati preferiti compresi nella lista medesima; in caso di identità di cognome fra più candidati, si deve scrivere sempre il nome e il cognome e, se occorre, la data e il luogo di nascita.

 

ELEZIONI NEI COMUNI CON POPOLAZIONE SUPERIORE A 15.000 ABITANTI (SCHEDA AZZURRA)

La scheda reca i nomi e i cognomi dei candidati alla carica di sindaco, scritti entro un apposito rettangolo, sotto il quale sono riportati i contrassegni della lista o delle liste con cui il candidato è collegato.
L’elettore, con la matita copiativa, potrà esprimere il proprio voto:

• per una delle liste tracciando un segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso è valido sia per la lista votata sia per il candidato alla carica di sindaco ad essa collegato;
• per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul rettangolo recante il relativo nominativo, e sul contrassegno della lista o di una delle liste collegate al candidato sindaco stesso; anche in questo caso esprime un voto valido sia per il candidato alla carica di sindaco sia per la lista collegata;
• per un candidato a sindaco, tracciando un segno sul rettangolo recante il relativo nominativo, e per una lista non collegata tracciando un altro segno sul relativo contrassegno; il voto così espresso è attribuito sia al candidato alla carica di sindaco sia alla lista non collegata (cd.“voto disgiunto”);
• per un candidato a sindaco tracciando un segno sul rettangolo recante il relativo nominativo, non segnando alcun contrassegno di lista; il voto così espresso è attribuito solo al candidato alla carica di sindaco;
• solo per candidati alla carica di consigliere comunale, scrivendone il nominativo (solo il cognome o, in caso di omonimia, il cognome e nome e, ove occorra, data e luogo di nascita) nelle righe stampate a fianco del contrassegno della lista di appartenenza dei candidati votati, anche senza segnare il contrassegno della lista stessa; in tal caso il voto è valido sia per i candidati consiglieri votati, sia per la lista cui essi appartengono, sia infine per il candidato alla carica di sindaco ad essa collegato, salvo che l’elettore non si sia avvalso della facoltà di esprimere un voto disgiunto.

E’ importante evidenziare che:

– le preferenze devono essere manifestate, esclusivamente, per candidati compresi nella lista votata;
– ogni elettore può manifestare non più di due voti di preferenza per candidati alla carica di consigliere comunale; nel caso di espressione di due preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, a pena di annullamento della seconda preferenza.

Nei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti si procede al turno di ballottaggio per l’elezione del sindaco qualora nessun candidato alla stessa carica abbia conseguito la maggioranza dei voti validi.

Per il ballottaggio il voto si esprime tracciando, con la matita copiativa, un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del candidato prescelto.

ELEZIONI NEI COMUNI CON POPOLAZIONE SINO A 15.000 ABITANTI (SCHEDA AZZURRA)

L’elettore, con la matita copiativa, potrà esprimere il proprio voto:

– tracciando un solo segno di voto sul contrassegno di lista; in questo caso esprime un voto valido sia per la lista votata, sia per il candidato alla carica di sindaco ad essa collegato;
– tracciando un segno di voto sia sul contrassegno di lista, sia sul nominativo del candidato alla carica di sindaco collegato alla lista votata; anche in questo caso esprime un voto valido sia per il candidato alla carica di sindaco, sia per la lista ad esso collegata;
– tracciando un segno di voto solo sul nominativo di un candidato alla carica di sindaco; anche in questo caso il voto è valido sia per il candidato alla carica di sindaco, sia per la lista ad esso collegata;
– manifestando il voto di preferenza per candidati alla carica di consigliere comunale; l’elettore infatti può scrivere il nominativo (solo il cognome o, in caso di omonimia, il cognome e nome e, ove occorra, data e luogo di nascita) nelle righe stampate sotto il contrassegno della lista di appartenenza dei candidati votati, anche senza segnare il contrassegno della lista stessa; in tal caso il voto è valido sia per i candidati consiglieri votati, sia per la lista cui appartengono i candidati votati, e sia per il candidato alla carica di sindaco ad essa collegato.

E’ importante evidenziare che:

– le preferenze devono essere manifestate, esclusivamente, per candidati compresi nella lista votata;
– nei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti ogni elettore può manifestare un solo voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere comunale;
– nei comuni con popolazione compresa tra 5.000 e 15.000 abitanti ogni elettore può manifestare non più di due voti di preferenza per candidati alla carica di consigliere comunale; nel caso di espressione di due preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, a pena di annullamento della seconda preferenza.

Nei comuni con popolazione sino a 15.000 abitanti si procede al turno di ballottaggio per l’elezione del sindaco in caso di parità di voti fra i due candidati alla carica di sindaco che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

Per il ballottaggio il voto si esprime tracciando, con la matita copiativa, un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del candidato prescelto.

TESSERA ELETTORALE

Il ministero dell’Interno ricorda che gli elettori, per poter esercitare il diritto di voto presso gli uffici elettorali di sezione nelle cui liste risultano iscritti, dovranno esibire, oltre ad un documento di riconoscimento valido, la tessera elettorale personale a carattere permanente, che ha sostituito il certificato elettorale.
Al fine di agevolare il rilascio delle tessere elettorali non consegnate o dei duplicati, gli uffici comunali, saranno aperti anche venerdì 23 e sabato 24 maggio, dalle ore 9 alle ore 18, e domenica 25 maggio per tutta la durata delle operazioni di voto (dalle ore 7 alle ore 23).



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