La contesa del sacchetto,
da settimane nessuno lo ritira

STORIA SINGOLARE AD APPIGNANO - Scambi di biglietti tra una insegnante (che lo aveva gettato) e i dipendenti del Cosmari che comunicano appiccicandoli sulla busta. La causa di tutto un cartone in tetrapak che sarebbe stato consegnato in un giorno errato
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Il sacchetto oggetto del contendere

Il sacchetto oggetto del contendere

Io l’ho chiamata la Guerra santa della monnezza, è qualcosa di esilarante ciò che sta accadendo”. A dirlo è una insegnante di Appignano, che da un paio di settimane è sul fronte per via di un sacchetto del multimateriale che aveva gettato con dentro un cartone del tetrapak. Conferito secondo il calendario del Cosmari, precisa l’insegnante, che abita in contrada Carreggiano. Ma quando è tornata a gettare l’immondizia ha ritrovato il sacchetto e un cartello appiccicato sopra. “C’era scritto: Per il professore, non carta, non tetrapak. Evidentemente hanno dedotto la mia professione da qualche foglio intestato. Quando ho visto il cartello, pensando di essermi sbagliata, ho riportato a casa il sacchetto. Ma poi ho controllato il calendario e ho visto che l’avevo consegnato correttamente”. Così l’insegnante ha riportato il sacchetto. Con scritto che il giorno della consegna del sacchetto era corretta. Ma ritornando a gettare l’immondizia ha ritrovato nuovamente il sacchetto. E un nuovo biglietto appiccicato sopra. Questa volta c’era scritto che il calendario 2014 era cambiato. L’insegnante ha così risposto a questa singolare corrispondenza del sacchetto, dicendo che allora, se il calendario era mutato, il Cosmari, che ad Appignano si occupa della raccolta rifiuti, doveva informare i residenti. “E’ un servizio che paghiamo, e non credo spetti al cittadino doversi informare del calendario – continua l’insegnante –. Dovrebbe essere l’azienda a comunicare che è cambiato. Se poi lo ha fatto quando si vanno a prendere i sacchetti, io che ne avevo fatto scorta l’anno passato non ci sono tornata e così non ho avuto modo di vedere se c’è un nuovo calendario”. La battaglia comunque non è finita, e per ora il sacchetto nessuno lo ha portato via. Resta nel cassonetto, in attesa di essere raccolto <e tutto per un cartone di tetrapak di un confezione di latte> conclude l’insegnante.

(Gian. Gin.)



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