“Pietro Capuzi e la resistenza nell’Alto Nera” di Carlo Ballesi

VISSO - Sabato 10 maggio la presentazione del volume per le celebrazioni del 70° anniversario della Liberazione delle Marche
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Carlo Ballesi

Sabato 10 maggio 2014, alle 10.00, nella sala consiliare del Comune di Visso, verrà presentato il libro di Carlo Ballesi “Pietro Capuzi e la resistenza nell’Alto Nera”. Si tratta di uno dei due testi pubblicati dall’Anpi nell’ambito delle celebrazioni del 70° anniversario della Liberazione delle Marche. L’altro libro “Zoran Kompanjet – il tenente Nicola” di Mario Mosciatti verrà presentato a Camerino il prossimo 1° luglio.

Il volume su Capuzi, realizzato dall’avvocato Carlo Ballesi attuale sindaco di Visso, è un’opera di cui la storia locale aveva assoluto bisogno in quanto, per la prima volta, grazie ad un’attenta e puntuale ricerca effettuata dall’autore, sono stati messi insieme e raccontati con dovizia di particolari e con precisi riferimenti a documenti storici, molti degli episodi della guerra di resistenza combattuta sulle montagne a confine tra le Marche e l’Umbria. In passato ci sono state altre iniziative in tal senso, ma nessuna di esse ha prodotto un testo capace, come invece lo è questo, di dare la giusta dimensione al pensiero e all’opera del partigiano e dell’uomo politico Pietro Capuzi, trucidato dai nazifascisti a Vena d’oro di Ussita il 9 maggio 1944.

Pietro Capuzi

Pietro Capuzi fucilato il 9 Maggio 1944

A guerra finita Capuzi è stato insignito della Medaglia d’oro al Valor Militare alla memoria, con la seguente motivazione: “Ritrovando nella lotta partigiana lo slancio e l’energia della gioventù, benché avanzato negli anni, si adoperava indefessamente a costituire in Visso un centro di resistenza e di guerriglia partigiana, dando prova di alto spirito di sacrificio e di eroico disprezzo di ogni pericolo. Nei momenti più gravi della reazione nazista, assumeva personalmente il comando di tre Brigate Garibaldine ed animando con l’esempio e la parola i suoi compagni di lotta infrangeva ogni attacco, mantenendo le sue forze sempre più agguerrite e temibili per il nemico. Sfuggendo più volte ai tedeschi che accanitamente lo ricercavano e malgrado la forte taglia che gravava sulla sua testa, continuò instancabile la sua sempre più pericolosa attività, finché, preso dal nemico ad Ussita, sopportate fieramente disumane torture, veniva passato per le armi, dopo otto mesi di eroica incessante lotta per la liberazione della Patria.”

 

 



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