Indagine sull’alluvione,
aperto un fascicolo senza inquisiti

MALTEMPO ECCEZIONALE - Il magistrato Elisabetta Melotti, a capo della procura dorica, ha avviato un'inchiesta per individuare eventuali responsabilità. Al senato un minuto di silenzio per le vittime
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Una immagine dell'ultima ondata di maltempo

Una immagine dell’ultima ondata di maltempo

 

Il procuratore capo Elisabetta Melotti

Il procuratore di Ancona Elisabetta Melotti

Alluvione delle Marche, al via le indagini della procura di Ancona. Il fascicolo, in merito i fatti dello scorso 2 maggio, è stato aperto senza indagati né ipotesi di reato, secondo quanto riferito dal procuratore Elisabetta Melotti, che non ha escluso che nell’indagine potrebbe in futuro venire ipotizzato il reato di disastro colposo. Quindicimila sono le persone alluvionate a Senigallia (il comune più colpito dall’eccezionale ondata di maltempo), secondo la stima del sindaco Maurizio Mangialardi. Intanto, sulla richiesta dello stato di emergenza, chiesto all’indomani dell’alluvione che ha colpito l’Anconetano, dal presidente della Regione Gian Mario Spacca, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, ha annunciato alla Camera: ”sono in corso i sopralluoghi tecnici per valutare nel più breve tempo possibile i presupposti per la deliberazione dello stato di emergenza”. Nel suo intervento ha ricordato come sia stato eccezionale il maltempo che ha flagellato in particolare Senigallia, dove il livello del fiume Misa è salito di 6,2 metri nel giro di sei ore. In senato è stato dedicato un minuto di silenzio alle vittime dell’alluvione. Intanto a supporto della richiesta dello stato di emergenza, la protezione civile sta preparando il “Rapporto di evento”. Anche perché i danni che si è lasciata dietro l’alluvione sono ingenti e le case allagate a Senigallia sono ancora centinaia e vigili del fuoco e volontari sono al lavoro senza sosta ormai da giorni.

Redazione CM



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