A Monte San Pietrangeli la “regina” delle Rievocazioni della Passione

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Processione Monte San Pietrangeli (1)di Maurizio Verdenelli

E’ forse la più antica delle Marche e tra le prime in Italia. Parliamo della ‘regina’ delle Rievocazioni della Passione, che vede la ‘Regione al plurale’ perlomeno al pari con la celebratissima Umbria dove i ‘Sacconi’ di Gubbio (e di Assisi) rappresentano un’attrazione internazionale nella foltissima panoramica dei riti del Venerdì Santo. Monte San Pietrangeli, in questa casistica, è però un caso parte. Di grande eccellenza. La ricostruzione del Processo, e del lungo, tormentato snodarsi della Passione di Cristo e la sua morte ha accenti così veridici, quasi da film hollywoodiano (cfr The Passion) con maggiore vicinanza però al Testo. Tutto grazie ai ragazzi del paese: oltre 250. Fu infatti il Centro giovanile di Monte San Pietrangeli, nel 1977, 37 anni ha decidere di far nascere questa che è ormai una grandissima tradizione con concorso di gente da ogni parte delle Marche. Quest’anno, grazie anche alle perfette condizioni meteo (senza alcun alito di vento, sereno perfetto) sono stati in 2.500 a prendere d’assalto questo colle tra entroterra ed Adriatico, da cui si scorge davvero una veduta unica ed infinita. Fino a due anni fa, quella splendida gnerazioni di ormai ex giovani fondatori ha retto, a cominciare dal protagonista principal che dopo …tante crocifissioni è andato a malincuore in pensione. A quella generazione è subentrata un’altra. E i risultati sempre meravigliosi, come unico è lo storico ed artistico ‘pretesto’ da cui tutto si è originato. La magnifica bara del Cristo morto, opera tra la fine del XVIII e il XIX secolo, del grande Luigi Fontana, il grande architetto che deve i suoi natali a Monte San Pietrangeli cui, in omaggio, Processione Monte San Pietrangeli (7)ha donato gioielli unici. Unito alla bara, ecco il contesto della Collegiata del Valadier dove tutto ha luogo. Il Processo con Caifa sotto il loggiato d’ingresso e poi, appena più in là, la crocifissione con alle spalle l’incompatabile scenario dei colli fermani ciascuno dei quali sormontato da un paese pieno di luci a sfondare l’incerto crepuscolo dlel’ora suprema della Salvezza. Fontana non donò alla sua cittadina, famosa ora per i calzaturifici (cominciando da Nero Giardini) la bara ma anche la scenogrtafia di centinaia di lumini dai vetri  coloratissimi (un pop ante litteram) che donano al corteo un’illuminazione antica ed originale all’interno dei vicoli del paese storico. Una scenografia unica, senza uguali in Italia. Copsì come i costumi, riprodotti fedelmente, a cominciare di quelli dei soldati romani (una ricerca venne fatta per essere fedelissimi al periodo della morte di Gesù in Palestina con le divise dell’esercito dei dominatori) fino alla bardatura degli stessi cavalli. Dicono gli organizzatori (il presidente è Luigi Pettinari): “Siamo orgogliosi anche di questa edizione e della passione dei nostri ragazzi. In questo paese c’è una folta presenza anche di religioni diverse, ma tutti apprezzano senza …parlare di discriminazioni. Siamo tutti concordi ed uniti dietro il Venerdì Santo a Monte San Pietrangeli”. Al rito della Passione, il primo dopo la recente ‘caduta’ della giunta Conti, erano presenti il commissario Francesco Martino; il Prefetto di Fermo, Angela Pagliuca e il Maggiore  comandante della Compagnia dei Carabinieri di Montegiorgio accompagnato dai Carabinieri in alta uniforme. Così come si conviene per una cerimonia per cui ormai va stretta la definizione di Rievocazione storica. E’ senz’altro qualcosa di più, quello per cui Monte San Pietrangeli torna improvvisamente…in piazza, lasciando per una sera prima di Pasqua, il lavoro negli opifici tutt’intorno.

(foto di Simone Piergiacomi)

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