Tagli per 60 miliardi di vecchie lire,
la Provincia rimedia
con l’aumento dell’Ipt

BILANCIO - L'assessore Giorgio Palombini e il presidente hanno presentato i numeri per il 2014. Dal 2009 trenta milioni di entrate in meno a parità di servizi da erogare. Centomila euro destinati al fondo regionale di garanzie per l'accesso al credito. Il patto di stabilità blocca gli investimenti per circa 70 milioni. "E' un'operazione di falsità a danno dei cittadini. Per i vitalizi dei consiglieri regionali i marchigiani spendono 6 milioni di euro l'anno". Agostini (Ncd): "Da Pettinari solo tasse"
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Il presidente della Provincia, Antonio Pettinari, e l'assessore al bilancio Giorgio Palombini

L’assessore al bilancio Giorgio Palombini e il presidente della Provincia, Antonio Pettinari

di Marco Ricci

(foto di Lucrezia Benfatto)

“La spesa complessiva di tutte le Province italiane incide per l’1% della spesa totale dello Stato e nonostante i tagli che abbiamo subito i costi complessivi delle amministrazioni sono ancora aumentati. Se lo stesso rigore fosse stato applicato ai ministeri, se si fosse pensato ai debiti per centinaia di miliardi di euro accumulato dalle sanità regionali, allora si che avremmo avuto risparmi. Con la scusa dei costi della politica – che per la provincia di Macerata ammontano a 340.000 euro a fronte dei 6 milioni di euro che tutti marchigiani pagano per i vitalizi dei consiglieri regionali – lo Stato ha tagliato alla nostra Provincia 20 milioni di euro in tre anni, denari che servivano per la manutenzione delle strade, delle scuole, dei fiumi e del territorio o per garantire servizi. A volte mi vergogno della condizione delle nostre strade senza poter fare nulla. Questa messa in campo dal governo è un’operazione di falsità fatta contro i cittadini”.

 

 

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L’andamento delle entrate correnti dal 2011 ad oggi


Questa l’opinione del presidente Antonio Pettinari, a margine della presentazione del bilancio provinciale approvato ieri dal Consiglio (leggi l’articolo), un bilancio contraddistinto dagli equilibrismi su cui si è dovuto muovere l’assessore Giorgio Palombini, così come tutti gli amministratori locali, come riconosciuto ieri dal sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi.
Non è stato banale aver chiuso il bilancio in pareggio senza portare l’ente al dissesto, come non sono affatto banali quegli interventi che siamo riusciti a inserire in bilancio”, ha detto oggi l’assessore al bilancio mentre Antonio Pettinari faceva notare come già il primo gennaio, senza aver speso nulla, l’ente è sotto di quasi sei milioni di euro rispetto al patto di stabilità. Quel patto che, come ha ricordato il presidente della Provincia, impedisce a Macerata di spendere quei 70 milioni di euro già in cassa per la realizzazione di opere già progettate.

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L’andamento delle entrate correnti e delle spese correnti dal 2009 al 2014

LE ENTRATE PER SPESE CORRENTI – Tra tagli nei trasferimenti ed altro, la provincia di Macerata ha visto passare le entrate per spesa corrente – cioè quelle destinate al funzionamento dell’ente, alle manutenzioni ordinarie e ai servizi, dagli 83 milioni di euro del 2009 ai 53 milioni del 2014, con un taglio di 5 milioni rispetto all’anno precedente. “Questo – hanno spiegato l’assessore Palombini – a fronte della stessa quantità di servizi da erogare ai cittadini. Sono 60 miliardi di vecchie lire in meno, immaginate quanto si sarebbe potuto fare per la Provincia con quelle somme”. In questo contesto Giorgio Palombini ha illustrato l’aumento dell’imposta provinciale di trascrizione per 600.000 euro, imposta dovuta al momento dell’acquisto di una nuova auto. L’assessore, in ogni caso, tra le pieghe del bilancio ha voluto trovare 100.000 euro per il fondo regionale di garanzia di sostegno al credito per le piccole e medie imprese, un fondo che “avrà un effetto moltiplicativo di 60 e che farà aumentare per le imprese della nostra provincia la quota che la regione destina alle cinque provincie marchigiane, nell’ottica di valorizzare non solo le imprese ma anche i lavoratori”.

IL PATTO DI STABILITA’ E GLI INVESTIMENTI – Se l’amministrazione in questi anni non ha acceso nuovi mutui ma, al contrario, ne ha estinti per 7 milioni di euro in tre anni, le maglie del patto di stabilità hanno, come detto impedito la maggior parte degli investimenti, in particolare nel settore dell’edilizia scolastica e delle infrastrutture. Così se il presidente Pettinari ha rivendicato la difficoltà nello sbloccare ad esempio i lavori per il ponte di Villa Potenza o per il raddoppio del ponte dell’Addolorata di Tolentino, dall’altra ha sottolineato la paralisi nel portare avanti quel piano viario principale che possa valorizzare il prossimo completamento della superstrada Civitanova-Foligno. “I nostri interventi, tra cui quelli per il collegamento tra San Severino e Tolentino, sono volti complessivamente a migliorare la viabilità tra le valli del Chienti e del Potenza, per sfruttare il nuovo importante asse viario tra Marche ed Umbria.” Nonostante la redazione del bilancio fatta in via sperimentale secondo le nuove disposizioni del ministero abbia consentito di abbattere di quasi 2 milioni di euro il saldo del patto di stabilità e la possibilità di spesa per investimenti siano pressoché congelate, la Giunta ha voluto ugualmente inserire nel piano degli investimenti tutte le opere già finanziate.

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Le considerazioni finali della Giunta

“Sappiamo benissimo – ha spiegato Giorgio Palombini – che non potremo realizzare la maggior parte di queste opere, ma sarebbe stato un errore non inserirle poiché, qualora le maglie del patto si allarghino, noi saremo pronti ad intervenire.” Già il presidente Pettinari aveva spiegato come sia possibile che il Governo, magari per specifiche tipologie di investimento, possa dare agli enti qualche possibilità in più di spesa, magari per quanto concerne l’edilizia scolastica piuttosto che le manutenzioni o la messa in sicurezza del territorio. Al momento però, non essendoci niente di sicuro, l’amministrazione provinciale vuole tenersi la possibilità di utilizzare, qualora si apra, qualsiasi varco.

IL TRASPORTO PUBBLICO – Il Presidente, a chiusura della presentazione, ha ricordato inoltre l’oltre mezzo milione di euro che lo Stato e la Regione devono come rimborso sull’Iva per il trasporto pubblico su gomma, risorse mancanti già nel 2012 e nel 2013. “Entro l’anno dovremo rifare i bandi per l’affidamento del servizio, ma allo stato attuale rischiamo di non avere la copertura, con il rischio che salti la gara e i cittadini si trovino senza servizio. Abbiamo già scritto alla Regione Marche e fatta presente la situazione.”

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Il presidente della Provincia, Antonio Pettinari, e l’assessore al bilancio Giorgio Palombini

Al di là del bilancio, Antonio Pettinari ha mostrato la sua preoccupazione per la confusione su quali deleghe rimarranno alle Province, con quali risorse per operare e quali altri enti o amministrazioni subentreranno, mettendo per in chiaro che la Provincia intende governare questo passaggio “e che rimarrà attiva finché non si avrà la certezza che qualcuno al posto nostro eroghi i servizi ai cittadini perché questa è la cosa che ci sta più a cuore”. Tralasciando i commenti di Pettinari sul decreto Delrio, commenti non diversi da quelli espressi ieri dai consiglieri, Pettinari ha stigmatizzato altri due punti della riforma, una riforma che smantella “un sistema di decentramento e di sussidiarietà messo in piedi con grande fatica” e che andrà a creare un altro ente di non eletti. “Sono orgoglioso di essere qui perché scelto dai cittadini – ha concluso – mentre andiamo verso un parlamento ancora di nominati sia al Senato che alla Camera e verso un’ente Provincia di nominati, con i cittadini che non contano più nulla. Il prossimo presidente della Provincia sarà un sindaco, ma i cittadini si immagino quanto tempo il sindaco di una città importante potrà dedicare all’amministrazione provinciale?”

I consiglieri provinciali  Nazareno Agostini e Franco Capponi

I consiglieri provinciali Nazareno Agostini e Franco Capponi

Una preoccupazione condivisa ieri da buona parte del consiglio, ad eccezione dell’ex presidente Franco Capponi il quale, come molti altri intervenuti, ha riconosciuto le oggettive difficoltà nella redazione del bilancio pur rivendicando come molti degli obiettivi realizzati nascono dagli anni della sua presidenza. Più nette le critiche di Esildo Candria di Sel:  “Non vedo scelte politiche” – e dei consiglieri del Nuovo Centro Destra, come ha fatto ad esempio Nazareno Agostini che non ha gradito l’aumento della tassa provinciale di trascrizione. “Con Pettinari una certezza c’è sempre – ha dichiarato – che le tasse aumentano sempre.”

In ogni caso, con l’approvazione del bilancio di previsione 2014 da parte della Provincia, emergono dunque tutte le difficoltà degli amministratori locali, di qualsiasi colore siano, davanti a uno Stato centrale incapace di risparmiare e che ha scaricato tutto sui sindaci e sugli enti più vicini ai cittadini, prima mantenendo i servizi e togliendo le risorse, adesso andando a spalmare le competenze non si sa bene a chi come se gli sprechi, quelli veri e importanti, non si annidino nei ministeri e nelle Regioni, come insegnano i rimborsi dei consiglieri regionali, le spese dei gruppi e quel debito pubblico che continua a salire.

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Nazareno Agostini, capogruppo provinciale Ppe-Ncd, interviene sul bilancio con una nota stampa: 

«In un clima reso pesante dalle ripetute accuse all’efficienza della giunta, sempre più isolata dal consiglio e dai gruppi consiliari (5 mesi trascorsi dall’ultima seduta), si è svolta la sessione di bilancio. In primo luogo si è reso evidente il fallimento del progetto politico Modello Marche che vedeva alleati nel 2011, il Pd di Ucchielli e l’Udc di Pettinari. Oggi quel tempo è lontanissimo, ma mentre il Pd di Renzi è altra cosa rispetto al vecchio partito e Ucchielli è sparito dalla scena politica, l’Udc continua ad essere rappresentato da Pettinari nel doppio ruolo sia di segretario regionale adesso alleato col centro destra e di presidente della Provincia di centro sinistra. Una provincia che non brilla certo per dinamicità, ma a malapena riesce a svolgere la gestione ordinaria, tra mille giustificazioni, senza idee, chiusa nel suo palazzo, con enormi costi di gestione se paragonati ai servizi resi ai cittadini e alle imprese. Costi esagerati per le indennità del presidente e della giunta: 350.000 euro all’anno per sette politici tutti a tempo pieno, ma con incarichi part time anche in 3 comuni. Costi per l’eccessivo numero dei 13 dirigenti e per l’alto numero di dipendenti, vista le ridotta operatività dell’ente. Costi per l’esagerato numero di palazzi che utilizza (5), per gli sprechi e i privilegi che non vengono ancora eliminati. Al contrario, proprio in questi tempi difficili, la provincia dovrebbe dimostrare ogni giorno la sua utilità. In tre anni di attività questa provincia non è riuscita ad attuare nessun punto del piano delle dismissioni immobiliari, mentre ha perseverato nell’autorizzare nuovi centri commerciali e grandi cubature edilizie. Si pensi che nel bilancio previsionale sono previsti solamente poche centinaia di migliaia di euro per le manutenzioni ordinarie e straordinarie delle strade e delle scuole. In tal senso e per tali scopi, i consiglieri di minoranza hanno preannunciato l’apertura di una sottoscrizione rivolta a tutti gli amministratori provinciali, con cui raccogliere fondi, devolvendo le indennità di carica percepite. Tuttavia con Pettinari una certezza c’è sempre: le tasse. Tasse per tutti, tasse al limite massimo consentito, come la recente decisione di aumentare dal primo gennaio, quella di registro sulle auto, dopo aver aumentato la tassa sulle assicurazioni. Infine, noi moderati abbiamo aperto una fase di confronto politico con le altre forze presenti, dopo l’approvazione della legge di trasformazione delle province, per approfondire il tema dell’utilità o meno che la giunta provinciale giunga al termine del suo mandato, previsto fra due anni. Valuteremo insieme, entro i prossimo due mesi, le opportunità e le penalizzazioni che ciò potrà portare al sistema amministrativo locale e regionale e attueremo le decisioni conseguenti».

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