Sanità, Marche al top per i conti
Cgil: “Invertire la rotta sul personale”

La nostra regione al primo posto in Italia con un avanzo di 32 milioni di euro in un sistema che perde oltre 1.6 miliardi. In fondo alla classifica il Lazio (-609 milioni). Il sindacato: "Risultato anche grazie al sacrificio degli operatori"
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Gian Mario Spacca, presidente della Regione Marche

Gian Mario Spacca, presidente della Regione Marche

di Marco Ricci

E’ di 1 miliardo e 630 milioni di euro il debito della sanità accumulato dalle Regioni nel 2013. Un dato allarmante, ma comunque in calo di 400 milioni rispetto all’anno precedente, il 2012, dove il sistema sanitario era in rosso per oltre 2 miliardi di euro. Le Marche sono la realtà più virtuosa dal punto di vista dei conti della sanità: al primo posto in Italia, con un segno positivo nel bilancio di 32 milioni e 141 mila euro. Un risultato certificato da una classifica pubblicata dal Sole 24 Ore, commentata così dal presidente della Regione, Gian Mario Spacca: «La buona sanità della nostra regione, le Marche si attestano al top della classifica. Nessun disavanzo, al contrario primi per la virtuosità dei conti. Frutto della riforma sanitaria avviata».
Ecco i risultati di bilancio dei diversi sistemi sanitari regionali nel 2013 (dati in milioni di euro): Marche (+32,141), Umbria (+29,874), Sicilia (+24,974), Campania (+11,760), Lombardia (+10,262), Veneto (7,585), Toscana (+3,111), Emilia Romagna (+1,663), Abruzzo (+0,304), Basilicata (-6,089), Calabria (-30,616), Piemonte (-41,866), Friuli Venezia-Giulia (-42,936), Puglia (-49,573), Molise (-51,298), Valle d’Aosta (-52,997), Liguria (-91,346), Provincia Autonoma di Bolzano (-184,097), Provincia Autonoma di Trento (-218,186), Sardegna (-379,113), Lazio (-609,890).
Alessandro Petroldi, segretario regionale della Funzione Pubblica – Cgil chiede però una svolta alla Regione nei confronti del personale che opera nel settore della sanità: « Riteniamo che questo risultato sia in parte da ascrivere anche al “sacrificio” degli operatori, al personale che ha pagato un alto prezzo, così come confermato dai dati ufficiali resi noti dal conto annuale 2012. Infatti, nel confronto 2011 – 2012 le Marche hanno registrato una perdita di 491 unità (da 21.263 a 20.773) pari al meno 2,31%. A questo dato vanno sommate le diminuzioni di personale che si sono registrate negli anni  2010 e 2013 che significa una perdita complessiva nel triennio di circa 1.200 operatori. A fronte di un attivo nel 2013 di 32.141.000 euro che pongono le Marche al primo posto nella classifica delle regioni italiane chiediamo ora una “inversione di rotta” sul personale che deve significare : 1) la garanzia per l’anno 2014 del turn over ;  2) procedere alla copertura dei posti vacanti nelle dotazioni organiche; 3) prorogare i contratti di lavoro a termine di prossima scadenza per avviare il percorso di stabilizzazione del personale precario ; 4) superare i contratti di lavoro “atipici”. Ci sono ora le condizioni per dare attuazione al recente “protocollo” sottoscritto dalla Giunta Regionale e Cgil, Cisl e Uil con particolare riguardo al capitolo delle risorse umane».



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