Spacca non si candida alle Europee

Primo incontro per la lista. Lunedì la segreteria sceglierà la rosa dei nomi. Comi: "Pd Marche con Renzi per le riforme, tra due settimane la proposta di legge per ridurre i costi del Consiglio regionale"
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Gian Mario Spacca

Gian Mario Spacca

Gian Mario Spacca non sarà candidato alle elezioni europee del prossimo 25 maggio. La decisione è stata presa ieri sera durante la riunione della segreteria del Partito Democratico che ha iniziato l’esame delle candidature.  12 i nomi (8 uomini e 4 donne) nella rosa al vaglio della prossima riunione di lunedì. Non ci sono le condizioni per un’elezione certa, e il segretario del Pd Francesco Comi decide di rinunciare alla candidatura del governatore che motiva così la decisione:  ”La mia vocazione, il mio terreno naturale in politica è stare a contatto con la comunità regionale, soprattutto ora: stiamo vivendo la coda di una crisi molto pesante, che rende necessaria continuità di azione”.

Francesco Comi, segretario regionale del Pd

Francesco Comi, segretario regionale del Pd

“Dopo molti anni di dibattiti inconcludenti si realizza il primo tassello di un disegno riformatore più ampio che mette al centro i cittadini, la necessità di semplificare il sistema istituzionale, migliorare i servizi e utilizzare al meglio le risorse pubbliche”. Con queste parole il segretario regionale del Partito Democratico Francesco Comi plaude alle riforme che sta portando avanti il presidente del Consiglio Matteo Renzi. “Il Pd Marche sostiene l’azione del governo Renzi – prosegue Comi- e lo invita ad andare avanti con coraggio nel percorso intrapreso. Non sono accettabili i continui e fantasiosi tentativi di rallentare il necessario percorso riformatore sul Senato e modifica del Titolo V. Bene l’iniziativa di eliminazione degli organi politico elettivi delle provincie. Bene la legge elettorale che assicura bipolarismo, governabilità, stop ai micro partiti e il legame dei parlamentari con il territorio. Se il percorso si interrompe, l’unica strada è il voto. Nelle Marche – conclude– presenteremo al consiglio regionale entro due settimane la nostra proposta di legge per ridurre i costi della politica, prevedendo il superamento del vitalizio, l’eliminazione dei monogruppi e la riduzione dell’indennità consigliare equiparandola ai sindaci delle città capoluogo.”



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