La sede Rai di Ancona è a rischio chiusura. Sulla questione interviene Irene Manzi, deputata maceratese del Pd, che con i colleghi Marchetti, Lodolini, Carrescia e Petrini nel corso di un’interrogazione indirizzata al Ministro dello Sviluppo economico, ha sollevato dubbi sull’effettivo risparmio.
“L’annuncio della possibile chiusura delle sedi regionali Rai o del loro accorpamento, quale una delle possibili soluzioni alla riduzione della spesa pubblica, paventata dal commissario ad hoc Cottarelli, continua a sollevare molteplici critiche, non solo da parte del sindacato dei giornalisti Rai, ma anche le autorità politiche locali e nazionali che ritengono tale proposta inutile e dannosa. Abbiamo seri dubbi sull’effettivo beneficio che tale “risparmio” porterebbe alle casse dell’erario, dato che lo Stato, non elargendo finanziamenti diretti alla Rai, non andrebbe a risanare così i propri conti pubblici, ma solo quelli di viale Mazzini. Penalizzanti e comunque non proporzionate al presunto risparmio ottenuto, sarebbero invece le conseguenze della possibile riduzione delle sedi per il territorio regionale, privo di adeguata copertura informativa proprio nel momento di avvio di un progetto ambizioso ed importante per la crescita e lo sviluppo delle Marche come quello della Macro regione adriatico- mediterranea. Ecco perché i parlamentari democratici, considerando le sedi regionali come un pilastro del servizio pubblico, indispensabile per fare informazione di prossimità, da e per il territorio, pongono all’attenzione del Ministro la necessità di intervenire o vigilare per scongiurarne la chiusura “.
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Certo, con tutto il servizio che dà alla regione, una volta usciti dalla sede della Regione Marche o da qualche asilo del centro di Ancona in cui vanno a scuola i figli dei redattori… Di investire quei soldi per consentire a giovani giornalisti di creare qualche testata di informazione indipendente e completa non si parla proprio, neh?