Boom del corso sullo zafferano, nelle Marche produzioni in crescita

MORROVALLE - La Coldiretti Macerata sta portando avanti un progetto per la crescita di una filiera attraverso il circuito dei mercati, delle botteghe e dei punti vendita di Campagna Amica
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Francesco Fucili

Francesco Fucili

Ha raccolto oltre una sessantina di partecipanti, tra cui molti giovani, il corso sullo zafferano promosso a Morrovalle dall’Associazione Zafferano Italiano e dalla Coldiretti Macerata, scaturito da studi dell’Università di Camerino.
L’obiettivo era promuovere un tipo di coltivazione che nella nostra regione, e nel Maceratese in particolare, sta calamitando sempre più l’interesse, soprattutto come opportunità di sviluppo economico per le aree interne. Tra l’altro, il fatto che per la coltivazione siano sufficienti modeste superfici e l’impiego di una rilevante forza lavoro concentrata in alcuni periodi dell’anno, rende la coltura particolarmente indicata per piccole aziende agricole a conduzione familiare. Secondo una stima Coldiretti, le aziende agricole che producono oggi zafferano nelle Marche sono una decina, alle quali si aggiungono circa una trentina di piccoli produttori hobbysti. Il tutto per una superficie di circa 2 ettari (circa il 5 per cento del totale nazionale) e un raccolto di oltre due chili di zafferano in pistilli all’anno. Il prezzo di un grammo di zafferano si aggira tra i 18 e i 25 euro. “Sul mercato le produzioni locali incontrano però molte difficoltà – denunciano il presidente di Coldiretti Macerata, Francesco Fucili, e il direttore Assuero Zampini -, soprattutto a causa della concorrenza sleale dei prodotti stranieri. In pratica si stima che il 70-80 per cento dello zafferano consumato in Italia sia importato e spacciato per nazionale. Spesso di qualità modesta, proviene, in particolare, da Spagna, Iran, India, all’insaputa del consumatore”. Eppure, a fronte di un consumo consolidato, ci sarebbe notevole spazio per questa coltivazione, a condizione che se ne identifichi obbligatoriamente l’origine nazionale in etichetta.
Proprio a tale scopo, la Coldiretti Macerata sta portando avanti un progetto per la crescita di una filiera marchigiana, anche attraverso il circuito dei mercati, delle botteghe e dei punti vendita di Campagna Amica. Allo zafferano raccolto, confezionato e venduto, gli agricoltori hanno abbinato la produzione di formaggi allo zafferano e di altre specialità, dal liquore allo zafferano alla pasta, dalle confetture ai biscotti, anche attraverso il coinvolgimento di artigiani locali. In questo modo si punta a valorizzare il prodotto locale, che è di alta qualità e riconoscibile anche dal fatto che lo zafferano è in pistilli (stimmi), mentre quello che arriva dall’estero è principalmente in polvere.



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