Il giocatore aggredito
denuncia l’allenatore:
“Ho rischiato grosso, mi è andata bene”

CALCIO VIOLENTO - Daniele Scartozzi, il 30enne centrocampista del Matelica colpito dall'allenatore dell'Isernia Michele Califano, racconta l'episodio: "Ero lì per calmare gli animi, la sua violenza mi ha preso alla sprovvista. In ospedale ho passato delle ore che non auguro a nessuno. Ho ricevuto centinaia di messaggi di solidarietà da tutta Italia ma nessuna scusa dal mister dell'Isernia e dalla società". Il presidente Canil: "Ci aspettiamo una punizione esemplare. Anche noi pensiamo di muoverci per vie legali"
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Daniele Scartozzi, centrocampista del Matelica classe '83, ieri ha visto la partita dalla tribuna a causa di un infortunio

Daniele Scartozzi, centrocampista del Matelica classe ’83, ieri sugli spalti. Ha visto la partita dalla tribuna a causa di un infortunio

di Sara Santacchi

“Ho rischiato veramente grosso. Per fortuna ho evitato il peggio e i dottori mi hanno assicurato che non si tratta di nulla di grave, ma dovrò fare ulteriori controlli per accertarmi di non avere problemi in futuro”. Sono le parole del giocatore del Matelica Daniele Scartozzi, 30 anni, l’indomani l’aggressione di cui è stato vittima dopo la partita Matelica-Isernia da parte dell’allenatore dei molisani Michele Califano che l’ha fatto finire in ospedale (leggi l’articolo). Gli sono stati dati dieci giorni di prognosi in seguito al violento calcio all’inguine e trascorsi quelli i medici valuteranno se ne saranno necessari altri. “Spero di – dice il centrocampista – ma non nascondo che ero preoccupatissimo, appena arrivato all’ospedale di Camerino sembrava potesse essere la cosa peggiore, poi mi hanno portato a Macerata, quindi di nuovo a Camerino. Sono state delle ore che non auguro a nessuno. Ho sentito dei dolori fortissimi, ho sofferto come un cane”. Il giocatore, subito dopo l’aggressione era stato trovato per terra dai sanitari “Adesso cerco di sopportare – continua – anche se il dolore c’è ancora. Fortunatamente sono stato seguito dai medici in maniera molto scrupolosa”. Ripensando all’accaduto è ancora sconcertato “sono arrivato negli spogliatoi e vedendo nervosismo da parte di Califano, sono andato a calmare gli animi e invece mi ha colpito, prendendomi proprio alla sprovvista perché mai mi sarei aspettato un gesto del genere dopo che non avevo neanche parlato con lui”. Scartozzi che è già tornato a casa è comunque passato alle vie legali: “Ho fatto la denuncia che, comunque, era già partita d’ufficio ieri (domenica) visto che i carabinieri erano presenti e hanno visto tutto. Io capisco il momento di nervosismo, non lo giustifico, ma sto cercando di capire che in alcuni momenti si fanno cose che non si vorrebbero, ma arrivare a questo punto mai”.

Michele Califano, allenatore dell'Isernia

Michele Califano, allenatore dell’Isernia, ieri sul campo del Matelica

Ha ricevuto messaggi o scuse da parte di Califano o della società molisana?
“Niente. E’ anche questo mi ha dato dispiacere e rabbia. Ho ricevuto centinaia di messaggi e telefonate da tutta Italia. Da parte sua o loro non c’è stato nulla. Neanche una manifestazione pro forma. Niente. Arrivo a dire – aggiunge – che per come sono fatto io mi sarebbe addirittura bastato un semplice gesto e probabilmente, contro il parere di tutti, non avrei neanche fatto la denuncia”.

Cosa si augura dopo questa spiacevole storia?
“Per il momento sono sereno del fatto che non dovrei avere ripercussioni ed è la cosa che più mi premeva. A quella persona spero che diano il daspo. Non giustifico di certo un giocatore, ma il fatto che il gesto l’abbia commesso un allenatore che dovrebbe rappresentare una guida ed essere da esempio, a mio giudizio, è ancora più grave. Un tecnico è anche un educatore e se questi sono gli esempi, va punito. Poteva rovinare la vita a un ragazzo di trent’anni”.

Mauro Canil, presidente del Matelica

Mauro Canil, presidente del Matelica

Intanto la società del Matelica sta valutando come muoversi. Quello a Scartozzi non è l’unico gesto di violenza accaduto ieri, infatti, come spiega il presidente Mauro Canil: “Abbiamo trovato gli spogliatoi distrutti. Hanno rotto degli appendi abiti, una porta e altro. A questo punto proveremo a chiedere i danni, ma pensiamo di muoverci anche noi per le vie legali – afferma il numero uno biancorosso – Penso che dopo quanto successo, nei confronti dell’allenatore e di queste persone debba esserci una punizione esemplare. Spesso le società pagano multe salate per un mini cucciolo o molto meno mentre chi commette gesti del genere non è punito con la giusta severità dalla Federazione”.

Gli fa eco l’allenatore Carucci: “Discussioni a fine gara possono succedere, ma che un individuo del genere che dovrebbe essere da esempio per i suoi giocatori sia stato il primo a rendersi protagonista in negativo, andandosene senza dire nulla, e neanche chiedere scusa è vergognoso”.



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